Esteri

Immigrato va’ con il tuo Dio

24 giugno 2008

Bruxelles approva la Direttiva rimpatri dopo lungo travaglio. Mentre le ONG sollevano in alto gli scudi, il mondo cattolico plaude alla posizione comune europea, ma biasima l’assetto punitivo dell’intervento. E dietro i Centri di Permanenza Temporanea spuntano le galere…

Proprio mentre continua il fuoco incrociato sulla bocciatura irlandese del Trattato di Lisbona, l’Europa ha battuto un colpo. Lo ha fatto con l’approvazione della discussa Direttiva Rimpatri dando un segnale significativo a chi la spaccia come morta e sepolta, su un tema caldo discusso da anni: 369 si, 197 no e 106 astenuti, senza modifiche al testo di compromesso.

UN ITER LUNGO E TRAVAGLIATO - Lanciata dalla Commissione Europea nel 2005, la direttiva pone regole comuni per il rimpatrio dei clandestini, ma mira nel contempo, come dichiarato dalla Commissione, a salvaguardare il rispetto dei diritti umani. Sarà, ma il 16 giugno scorso Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International ne chiedeva al Parlamento Europeo la bocciatura. Ed oggi il CoordinamentoImmigrati delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiane ha apostrofato il testo come “troppo punitivo“, congratulandosi tuttavia per l’adozione di una posizione comune in un settore molto a cuore ai cattolici.

PRIMI DETTAGLI – La norma regola il rimpatrio e l’espulsione degli immigrati extracomunitari irregolari nel territorio di uno Stato Membro, tenendo presente, da una parte, “le disposizioni più favorevoli tra la Comunità, i suoi Paesi e gli Stati terzi in base a precedenti accordi bilaterali o multilaterali“. E stabilendo, dall’altra, di espellere gli ospiti indesiderati, a seguito di un possibile periodo di detenzione (fino a 18 mesi) nei Centri di Permanenza Temporanea o, ove questa possibilità non vi fosse, in galera. Ma in una sezione ad hoc. Previsto anche il divieto di reingresso per i successivi 5 anni all’espulsione. Con bambini a seguito.

3 commenti a Immigrato va’ con il tuo Dio

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