Marco Milanese: il numero due di Tremonti e la cricca delle assicurazioni

07/01/2011 - L’inchiesta della Procura di Napoli, che ha da poco sentito Tremonti, fa luce su un’enorme frode assicurativa. E strane società con sede a Malta Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti è stato sentito in qualità di persona informata dei fatti dalla

     
 

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L’inchiesta della Procura di Napoli, che ha da poco sentito Tremonti, fa luce su un’enorme frode assicurativa. E strane società con sede a Malta

Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti è stato sentito in qualità di persona informata dei fatti dalla Procura di Napoli. La notizia viene riportata da Repubblica lo scorso 24 dicembre, che parla dell’incontro tra il pm Vincenzo Piscitelli, i finanzieri del nucleo di polizia valutaria e il Ministro. Onde evitare equivoci, c’è da precisare sin da subito che a Tremonti non è contestato alcun reato, e che non è emersa alcuna responsabilità: al centro dell’escussione ci sarebbero infatti i rapporti con Marco Milanese, potente deputato del Pdl e numero due del Ministero, indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta “operazione Malta”, che la notte tra il 14 e il 15 dicembre ha portato all’arresto di 12 persone tra avvocati, manager e consulenti.

CHI È MARCO MILANESE? – Marco Milanese nasce a Milano l’8 settembre 1959, da genitori irpini di Cervinara. Nel corposo curriculum sul sito della Camera si legge: “Laurea in giurisprudenza, Laurea in scienza della sicurezza economico-finanziaria, Master in diritto tributario internazionale; Avvocato, Professore ordinario di diritto tributario”. Prima di diventare collaboratore di Tremonti, Milanese è stato un capitano della Guardia di Finanza – una storia che assomiglia vagamente a quella di Massimo Maria Berruti, anch’egli finanziere, poi passato alla corte di Silvio Berlusconi. Nella XIV legislatura Milanese entra a far parte dello staff di Tremonti. Nel 2008 viene eletto nella circoscrizione Campania 2, candidato dall’attuale sottosegretario Nicola Cosentino – scrive Conchita Sannino sempre su Repubblica – “per fare un favore a Tremonti, ché a Milano, regno del berlusconismo, era interminabile la lista dei pretendenti al seggio parlamentare”.

OPERAZIONE MALTA – L’inchiesta della procura di Napoli riguarda una gigantesca frode assicurativa messa in piedi tra Napoli, Malta, Inghilterra e Usa. Le accuse sono di abusiva attività finanziaria e assicurativa, per un giro di oltre 30 milioni di euro. Ancora la Sannino descrive così l’organizzazione:

Una banda di professionisti senza scrupoli e un pugno di amici eccellenti. Avvocati e commercialisti erano abilissimi a costruire mega frodi fiscali grazie a società radicate a Malta e all’estero, soprattutto nel campo delle assicurazioni auto. Ma sopra le loro teste qualcuno, secondo la Procura, sapeva e lucrava sul silenzio. Chi? Un intoccabile?

In manette sono finiti anche i faccendieri campani Paolo (padre) e Vincenzo (figlio) Viscione. È il primo, in un’intercettazione, a tirare in ballo (secondo i pm) il plenipotenziario di via XX settembre:

“Dovete finirla di chiamarmi. Io non sono l’azionista. Io mi sono rotto i coglioni”, avverte Viscione. Prosegue l’uomo: “Io voglio uscire da questa storia perché quando vengo ricattato dalla politica, da questo Milanese per questa storia qua, che si fotte i soldi, io non voglio averci più a che fare. E se stanno i telefoni sotto controllo è buono che il magistrato che ascolta mi chiama e io gli racconto per filo e per segno. Che pezzi di m…”

Marco Milanese, all’indomani degli arresti, ha prontamente smentito: “Di questa presunta cricca non so nulla, vedrò di informarmi”.

SCHEMA MALTESE – Al centro dell’inchiesta c’è una società con sede a Malta, la European Insurance Group (EIG), operante dal 2008 sul territorio italiano. Il Sole24Ore, lo scorso 8 maggio, ne delineava così l’attività:

La compagnia, con sede a Malta, è nata su iniziativa di imprenditori italiani. Opera però solo in Italia, pur essendo sotto il controllo dell’Authority di settore dell’isola. Dal 2004 a oggi ha raggiunto un giro d’affari di 20 milioni di euro, operando essenzialmente tramite broker locali (tra cui la Nowosad insurance & financial services) con un business essenzialmente concentrato nel sud Italia, in particolare in Campania. La sensazione è dunque che gli operatori in questione abbiano preferito Malta per istituire una compagnia assicurativa, dove i capitali e i controlli sono meno gravosi rispetto a quelli italiani, per poi operare in regime di libera prestazione di servizi, sul mercato italiano, in particolare laddove si è creata una zona fertile per colmare il vuoto lasciato «libero», tramite l’applicazione di tariffe elevate e la chiusura di agenzie, dalle principali compagnie operative (italiane ed estere).

L’Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo), con il provvedimento n. 2798 del 26 aprile 2010, aveva inibito all’EIG di stipulare contratti nel territorio italiano, a seguito del riscontro di “gravi irregolarità nella gestione delle rimesse finanziarie afferenti i premi assicurativi incassati per conto dell’impresa e irregolarità nella registrazione dei contratti” -  fatti idonei a pregiudicare “gli interessi generali degli assicurati”. EIG, scrive ancora il Sole 24 Ore

operava tramite un broker britannico, la Nowosad Insurance & Finance, una società riconducibile alla compagnia stessa con tariffe molto basse in modo da attrarre automobilisti alle prese con il «caro-polizza». Si stima siano circa 30mila coloro che si sono assicurati solo nel 2009, anno durante il quale la compagnia ha incassato circa 20 milioni di premi, denari che sono finiti nelle casse degli organizzatori della truffa e per lo più investiti in quadri e immobili e partecipazioni societarie.

UN PRECEDENTE? – L’EIG, tuttavia, non è la prima società operante nell’ambito delle assicurazioni RC auto che l’Isvap ha colpito con un provvedimento di inibizione: nel 2006 fu infatti la volta di un’altra società dal nome praticamente uguale, la European Insurance Service. L’istituto di vigilanza richiamò “l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che l’eventuale stipula di polizze recanti l’intestazione sopra indicata comporterebbe per i contraenti l’insussistenza della copertura obbligatoria Rc auto e per gli intermediari lo svolgimento di un’attività non consentita dalle vigenti disposizioni normative”.

     
 

4 Commenti

  1. jhonny scrive:

    Questo dimostra che tutti coloro che girano intorno a Silvio hanno creato un cerchio pieno di merda e di affaristi intrallazzatori , imbroglioni . Poveri noi . Che ci aspetta ancora ? Abbiamo una classe polotica governativa che pensa solo a fare gli intrallazzi d’oro.
    Popolo italiano svegliati .

  2. paola scrive:

    da tempo ormai nn ci sono più parole!! il peggio è che nn mi meraviglia nulla; praticamente, tutte queste notizie di corruzione e malaffare che riguardano membri del governo o loro accoliti, io me le aspetto. E purtroppo nn è finita qui.
    Nn ci sperare jhonny, chi ha dato il voto a questo governo nn si sveglierà: nn c’è peggio sordo…..

  3. vincenzo scrive:

    Vorrei far resuscitare il santo uomo seppellito ad Hammamet. Lui accontentava tutti. Vivevono bene i politici e il popolo: nessuno si lamentava. Poi venne un certo Tonino che scoprì l’acqua calda e noi poveri pensionati, malati , anziani e senza casa siamo andati a finire nelle foibe. Ora, questo don Chischiotte Tonino , perchè non si toglie dalla politica e si riveste da PM per fare un’altra bella pulizia di ladroni? Stare in politica voler dire assicurare a se stessi, ai figli e ai discendenti un sicuro avvenire. Fare il PM non si guadagna niente: è una vita di sacrifici e privazioni. Ecco perchè don Chischiotte Tonino si è buttato nella mischia della politica.

  4. giulio chioccola scrive:

    caro vincenzo,mi appari proprio come quell’italiano voluto dal berlusconismo!!
    quel sant’uomo di cui tu parli è proprio colui che ha “inventato” il modo di fare politica degli affaristi. (accontentava tutti????…mangiate..mangiate…tanto mangiate del vostro, antico detto napoletano; così si comportava quel sant’uomo)
    Pensa che prima con il 6% poi col 12% teneva in scacco i governi per riuscire poi a fare piazza pulita e tabula rasa su tante cose.
    saluti, e….auguri Italia!!!!!!……se siete in tanti c’è poco da sperare!!

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