di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:24 del 20 novembre 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Caro amico cattolico, io stavolta parlare te con parole facili facili, così forse tu capire. Io sapere: tu essere irrequieto in questo periodo a causa delle molte dichiarazioni del Vaticano sul caso di Eluana Englaro. Io comprendere: tu essere giustamente preoccupato, per questo tu dire cazz…ehm cose tipo: “Trovo particolarmente strumentale in questo contesto cavalcare l’onda della folla indignata che vuole decidere a tutti i costi che questa povera donna smetta di soffrire. un corpo umano nn è fatto solo di molecole, ma di frequenze che vibrano e che anche se nn coscienti continuano ad infondere vita. questa donna ha ancora mestruato, non è un essere inanimato e non è un vegetale perchè ha ancora un sistema nervoso autonomo funzionante”.

Io capire: tu sragionare. E io volere appunto cercare di calmare te. Tranquillo, amico cattolico! Io non volere assolutamente toccare tuo diritto di rimanere attaccato a qualsivoglia macchinario o sondino in qualsiasi stato tu sia, basta che sia vita. Per quel che me ne cale, tu potere restarci appiccicato in eterno in saecula saeculorum, anche se nel frattempo dovesse arrivare il regno dei cieli e - per ironia della sorte - tutti noi ci trasferissimo al piano di sopra, mentre a te toccherà rimanere qui ad aspettare che finisca la corrente. Qui si discute d’altro: posto che tu potere fare come ti pare, possono altri fare come pare a loro? Nel senso: se altri, nella loro libertà (Sant’Agostino direbbe “Libero arbitrio“), decidono che non vogliono rimanerci attaccati, potere tu accettarlo serenamente, cristianamente, senza isterismi uterini? Eppure non essere difficile, ma anzi lampante: tu nella tua libertà decidi di fare quello che vuoi di te, gli altri nella loro libertà facciano altrettanto. E chi è chiamato dalla legge a tutelare coloro che non possono più decidere, lo può fare nella sua piena libertà. A chi tocca, n’ze ‘ngrugna, dicono a Roma.

Io ripetere però, per essere più chiaro: non esserci problema se tu pensare cose tipo: “Io credo che la vita non ci appartenga, ma appartenga a Dio”. Tu pensare questo? Respect, fratello. Deep respect. Tu potere pensarlo per te. Ma tu essere in grado con piccolo sforzo di accettare che altri non la pensino così. E che si comportino di conseguenza. Tu potere, io sapere che tu con piccolo sforzo riuscire ad accettare questa elementare regola. Ne consegue che, nel caso di Eluana, volontà essere stata espressa. Più di diciassette anni fa. Custode della sua volontà essere suo genitore, come è giusto che sia. E… no, nel frattempo si può tranquillamente escludere che abbia cambiato idea.

Quindi, termini della questione essere spero più chiari. Se in Italia fanno una legge sul divorzio, i TUOI GENITORI non sono obbligati a divorziare. Se in Italia fanno una legge sull’aborto, TU non sei obbligato ad abortire. Se in Italia fanno una legge sulle cellule staminali…ok, ho fatto l’esempio sbagliato. Ma concetto essere chiaro e semplice: lascia liberi gli altri di scegliere quello che vogliono fare del proprio corpo e della propria mente. Di più: pare che sondaggi - per una volta - siano dalla nostra. Ora tu potere fare due cose: la prima è accettarlo. La seconda è continuare a dire “no, no, no” ogni volta che si tenta di portare qualche elemento di libertà nella nostra società. Nel secondo caso, tieni presente che tra dieci, quindici, o vent’anni, prima o poi, arriverà una fisiologica reazione. La volta scorsa si fermarono a Porta Pia. Stavolta qualcuno con le palle girate potrebbe anche decidere di radere al suolo San Pietro. Che in quella zona un parcheggio c’è sempre stato bene. Vedi se ti conviene. Ciao, amico cattolico. Pensaci!

(Vignetta di Mauro Biani)

Edit: l’incipit dell’articolo è una citazione da un vecchissimo editoriale di Michele Serra pubblicato su Cuore negli anni ‘90, dedicato all’”amico naziskin“ 

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