Diritti Tv parte 3°

06/01/2011 - Come funziona la ripartizione degli introiti per quanto riguarda lo sport più amato del mondo? Alla fine, inevitabilmente, sono le 3 grandi a fare la parte del leone nella distribuzione di questa (sotto)quota: basti vedere come capeggiano quasi in ognuno

     
 

di

Come funziona la ripartizione degli introiti per quanto riguarda lo sport più amato del mondo?

Alla fine, inevitabilmente, sono le 3 grandi a fare la parte del leone nella distribuzione di questa (sotto)quota: basti vedere come capeggiano quasi in ognuno dei tre fattori considerati. In effetti, nel solo fattore della mera partecipazione ai campionati, la Roma (576 punti) riesce a immettersi fra Inter e Juve (580, sempre presenti in Serie A) e il Milan (574), grazie all’unica assenza alla massima serie nazionale datata 1951/52. La gerarchia “classica” riprende quando si pone l’attenzione sui fattori trofei conquistati, sia a livello nazionale che internazionale. Nel primo capeggia la Juventus (98 punti) seguita a ruota dal Milan (70); l’Inter è terza, ma staccatissima (37), ma ovviamente ancora più lontane sono la quarta (Roma, 23) e la quinta (Fiorentina, 19). Da notare che qui raccolgono punti solo 12 club su 20, coll’Atalanta (2) a “chiudere” grazie alla Coppa Italia 1962/63. Il Milan si “rifà” sulla Juventus, come prevedibile, nel fattore internazionale, quasi doppiando i bianconeri (43 punti a 23); l’Inter è ancora terza, per distacco (18), ma sempre comunque a buona distanza da quarta (il Parma, 8) e quinta (la Lazio, 4).

SORELLINE - Solo altri 4 club (Fiorentina, Sampdoria, Napoli e Roma) qui raccolgono punti. Al tirar le somme, come annunciato, troneggiano le solite tre: la Juve s’impone (701 punti che fruttano €. 952.381) di poco sul Milan (687 punti per €. 904.762), coll’Inter distanziata di ben 52 punti ad un terzo posto che comunque le garantisce 18 parti (per complessivi €. 857.143). Minore è la distanza che i nerazzurri hanno dalla quarta, la Roma (602), mentre chiude la classifica il Chievo con soli 105 punti che danno diritto alla parte singola di €. 47.619. Terminata quest’ultima divisione, alle tre neopromosse (Bari, Livorno e Parma) sono sottratti a testa 2,5 milioni da suddividere, in parti eguali, ai club che hanno preso parte all’Europa League. Per cui Genoa, Lazio e Roma si vedono incrementare la loro fetta di altri 2,5 milioni a testa: da quest’ultima quota resta esclusa la Juventus, anch’essa partecipante all’Europa League, ma quale ripescata dai gironi di Champions (fosse invece stata eliminata nei preliminari, avrebbe anch’essa avuto diritto ad una quota di, a quel punto, 1,875 milioni).

SOLDI - Spartita l’intera, ipotetica, torta di 112,5 milioni, a chi è andata la fetta più grande ed effettivamente le tre big non lasciano più le briciole al resto della serie A? Nel nostro esempio a primeggiare è la Juventus (€. 10.392.041), ma al secondo posto vediamo la Roma (9.648.185) che così supera Inter (9.226.835) e Milan (9.081.238). Ancora più sorprendente è il quinto posto dell’Atalanta (8.503.144) ed il sesto del Siena (7.759.869), che inframmezzano la Lazio (8.365.331). A chiudere il Bari, con appena €. 872.223. In realtà questa spartizione, che parrebbe andare incontro alle piccole, o comunque non alle solite note, è influenzata dalle “quote fisse” assegnate alle retrocesse e alle partecipanti all’Europa League, che, come visto, non variano a seconda del totale dei diritti tv da spartire. Per cui tanto più basso è il monte diritti totale, tanto più influenzano le quote fisse: considerando quindi la suddivisionescorporando tali quote fisse, la classifica segue canoni più “attesi”. La Juventus rimane prima col 10,93% dei diritti tv “scorporati”, ma è seguita da Inter (9,23%) e Milan (9,08%). Vengono poi le due romane, coi giallorossi (7,15% + 2,5 milioni) sopra ai biancazzurri (5,87% + 2,5 milioni). L’Atalanta scivola così al 14° posto (3,50% + 5 milioni) e il Siena addirittura all’ultimo (2,76% + 5 milioni).  Sempre ragionando in termini così scorporati, vediamo che le prime tre s’intascano il 29,24% del totale, con poche differenze fra loro (la Juventus prende solo l’1,85% in più del Milan): per arrivare ad una cifra simile (29,40%) dobbiamo raggruppare le successive cinque squadre, ovvero dalla Roma, quarta, al Palermo, ottavo, con 5,04%, oppure le ultime nove (28,44%), ovvero dall’Udinese, dodicesima con 3,81%, al Siena, ventesimo.  Gira e rigira, insomma, ad intascare di più sono sempre le solite, anche se è doveroso sottolineare come le differenze sono state di molto attenuate: la Juventus, prima, intasca infatti poco meno di 4 volte la quota del Siena, ultimo. Certo, alcuni punti sono, come anticipato in fase di presentazione, assai opinabili, vedi anche l’ultima, abbastanza incomprensibile, sottrazione di 2,5 milioni alle neopromosse a favore di chi disputa l’Europa League, o il peso di una vittoria internazionale giudicato minore di quello della sola partecipazione alla Serie A, magari terminata in modo disastroso, o come nulla conti quanto vinto nelle ultime sei stagioni, ma è anche vero che il sistema di spartizione adottato è tale per cui tutt’e 20 i club di serie A possono ora dire di potersi sfamare, anche se a qualcuno rimarrà sempre la possibilità di degustare il caffé e l’ammazzacaffé, mentre altri dovranno fermarsi al menù fisso turistico, a volte con incluse le bevande.

     
 

2 Commenti

  1. alessandro scrive:

    Scrivi: “Inter e Juve (580, sempre presenti in Serie A)” ….. ma la juve 3 anni fa era in B

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie