Il Mochi, il killer giapponese di Capodanno

In Giappone, puntualmente, all’inizio di ogni nuovo anno si ripresenta la tragedia dovuta al “riso dolce”. Quest’anno il bilancio segnala...

In Giappone, puntualmente, all’inizio di ogni nuovo anno si ripresenta la tragedia dovuta al “riso dolce”. Quest’anno il bilancio segnala un morto e molti ricoveri in ospedale

Il Mochi è il tipico dolce giapponese a base di riso, quello che vediamo ingurgitare in quantità industriali anche nei cartoni animati provenienti dal Sol Levante. Viene solitamente cotto a vapore.  Il riso risulta perciò essere abbastanza colloso in modo da poter essere agilmente preso mediante i bastoncini, con cui i giapponesi mangiano. In particolare, la “pasta” viene ottenuta pestando nel mortaio riso glutinoso caldo molto cotto ottenendo così una sorta di bignè. È un alimento tradizionale che si consuma sia come dolce, dandogli forme varie, sia come aggiunta allo Zoni, la tipica zuppa di Capodanno. Ha una consistenza gommosa che rende piuttosto difficile masticarlo. E’ considerato un alimento di buon augurio e, come detto, è tradizionalmente consumato in occasione di festività natalizie.

IL RISO KILLER - Sabato scorso, una donna di 66 anni che abitava alla periferia di Tokyo, è morta proprio a causa di un’intossicazione dovuta al tipico alimento giapponese. Un pericolo conosciuto e che pure, ancora oggi, in molti sottovalutano nel paese asiatico. Il giapponese medio consuma circa 1 kg di mochi ogni anno, la maggior parte dei quali è consumato durante la prima settimana del nuovo anno. Anche se innocuo per la maggior parte, puntualmente ogni anno, in particolare nel periodo delle feste, ci sono delle vittime. I motivi sono però molteplici tra cui, soprattutto, il fatto che il riso tende a depositarsi nella gola e a bloccare le vie aeree specie delle persone più anziane, la cui capacità di masticazione e la stessa secrezione della saliva con gli anni si indebolisce.  Questo cibo tradizionale, ogni anno, causa il ricovero in ospedale di circa un centinaio di pazienti nella sola Tokio. Si tratta per lo più di over 60enni, metà dei quali finiscono in gravi condizioni, o peggio. Tra il 2006 e il 2009, 18 persone sono morte a causa del soffocamento da mochi a Tokyo , il che rende il prodotto alimentare piuttosto pericoloso.

COLPA DI UN GERMOGLIO –  il problema, quindi è l’alta viscosità della pietanza dovuta proprio ai germogli di riso. Il mochi viene servito immerso nel brodo caldo in una zuppa nota, come detto, col nome di  Zoni, il che non fa altro che aumentare la viscosità. Quasi la metà dei danni inflitti dal mochi, nella sola Tokyo, si verificano nel mese di gennaio. I media giapponese ha riferito di otto morti per mochi a Tokyo, nei primi tre giorni dell’anno nuovo. Morti evitabili, se la pietanza fosse cucinata in modo diverso. Tuttavia,alcuni stanno iniziando a mettere in discussionela tipica pietanza. Tuttavia, per rendere l’idea, sarebbe come da noi, di punto in bianco, si vietasse a Capodanno lo zampone, gli agnolotti in brodo, il capitone o il panettone a Natale. Del resto le intossicazioni alimentari in Giappone non sono una rarità. Nel 2008, uno studio ha segnalato che la polvere di gelatina di frutta “Yam konjac”  ha causato la morte per soffocamento di 22 persone nell’arco di 13 anni. Al termine di un’indagine che ha coinvolto medici, dentisti e ingegneri, il governo giapponese ha deciso il mese scorso che la forma e le dimensioni della gelatina di frutta deve essere modificata. La stessa commissione, inoltre, ha segnalato che il  Mochi può essere circa 50 volte più pericoloso della gelatina konjak. Tuttavia, la segnalazione è stata ignorata o quasi dai nipponici.  “L’unico motivo per cui il Mochi non è regolamentato è perché è un alimento tradizionale”, sostiene un noto blogger giapponese. Inoltre, il suo mercato è più ampio e fiorente – dà più lavoro –  rispetto a quello della gelatina konjac. Della vicenda sembra si stia interessando lo stesso Primo Ministro Naoto Kan, anche se la lobby del riso sembra già intenzionata ad impedire ogni possibile regolamentazione del cibo.