Operazione Tunisia, Anonymous si vendica per la censura di Stato

03/01/2011 - Dopo aver portato attacchi DDoS ai siti governativi dello Zimbabwe, il gruppo di hacktivism Anonymous colpisce anche la Tunisia, colpevole di violazione alla libertà d’espressione “Questo è un avvertimento al governo della Tunisia: non saranno più tollerati gli attacchi alla

Dopo aver portato attacchi DDoS ai siti governativi dello Zimbabwe, il gruppo di hacktivism Anonymous colpisce anche la Tunisia, colpevole di violazione alla libertà d’espressione

“Questo è un avvertimento al governo della Tunisia: non saranno più tollerati gli attacchi alla libertà di parola e informazione dei suoi cittadini. Qualsiasi organizzazione coinvolta nella censura sarà presa di mira e non sarà rilasciata fino a quando il governo tunisino non ascolterà la richiesta di libertà del suo popolo. È nelle mani del governo tunisino fermare questa situazione. Liberate la rete, e gli attacchi cesseranno, continuate ad avere questo atteggiamento, e questo sarà solo l’inizio”. Anonymous ha annunciato così, con uno dei suoi consueti comunicati, l’inizio dell’”Operation: Tunisia“, consistente in una serie di attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service) mirati ai principali siti governativi e istituzionali. L’operazione ha avuto luogo ieri, con grande successo: ancora in questo momento i siti della Presidenza, della Borsa, del Ministero degli Esteri, Industria e Commercio risultano offline.

OPERAZIONE ZIMBABWE – Non è la prima volta che il gruppo di hacktivist punta un governo africano. Lo scorso 30 dicembre era stata la volta dello Zimbabwe, uno stato che da troppi anni è sotto il pugno di ferro del dittatore corrotto Robert Mugabe. L’attacco è stato sferrato per due ordini di ragioni: la prima è il disgusto per i metodi brutali della polizia di Mugabe (Zanu PF) contro gli oppositori e semplici cittadini; la seconda riguarda una causa da 15 milioni di dollari intentata contro un giornale che aveva riportato le prove del coinvolgimento della moglie di Mugabe in un traffico illecito di diamanti. Nell’arco di poco tempo il sito del governo è andato down, mentre il sito del ministero della finanza ha subito un defacing.

RIOT IN TUNISIA – I presupposti dell’azione di Anonymous in Tunisia risalgono a dicembre. Mohamed Bouazizi è un anonimo venditore di strada nella città di Sidi Bouzid. Improvvisamente si vede confiscare il suo baracchino e tutti i suoi affari vanno in fumo. Depresso e frustrato, Bouazizi decide pubblicamente di darsi fuoco – un gesto disperato che sconvolge l’intera nazione. In poco tempo la protesta comincia a montare in tutto il paese: feriti, arresti, e quattro morti. Il quotidiano britannico Guardian ha paragonato le rivolte di strada tunisine a quelle che si videro in Romania poco prima della caduta di Ceausescu.

CORRUZIONE & CENSURA – La Tunisia è governata ininterrottamente dagli anni ’80 dal presidente Zine El Abidine Ben Ali, che ha più volte definito il suo paese come “il bambino prodigio del mondo arabo”. Naturalmente la realtà è ben diversa dalla propaganda. Povertà, disoccupazione e malcontento generalizzato forniscono un quadro decisamente più cupo e angosciante, aggravato anche dalla diffusa malversazione politica che coinvolge praticamente tutti i livelli di governo tunisini. In un cablogramma rilasciato da WikiLeaks, tra l’altro, si legge che la corruzione è “un cancro che si sta espandendo sempre di più, incoraggiato dalle pratiche corrotte del presidente Ben Ali e della sua famiglia allargata”. Queste sono solo una parte delle motivazioni che hanno spinto circa 200 hacktivist di Anonymous a trovarsi su Irc e discutere i potenziali bersagli. La lunga e triste storia del controllo governativa su Internet è un sicuramente un altro; ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata probabilmente la censura di Tunisi che ha colpito WikiLeaks e TuniLeaks (sito di whistleblowing locale).

LO FANNO PER IL LULZ – Il Presidente Ben Ali li ha definiti degli “hacker in combutta con un gruppo di traditori” impegnati in una “guerra sporca”. Pur non essendo un gruppo strutturato o verticale (e men che meno formato da hacker), Anonymous si mostra sempre molto unito quando si tratta di difendere la libertà d’espressione o attaccare i censori. Qualche anno fa, ai tempi dell’operazione contro Scientology, un membro di Anon scrisse su un forum online: “è arrivato il momento di essere non solo gli eroi di Internet, ma anche i suoi guardiani”. Dal 2008 ad oggi i “guardiani di Internet” hanno portato a segno azioni sempre più ambiziose, allargando costantemente il loro campo d’azione e ampliando la portata degli obiettivi. Ma sempre, e comunque, per il lulz.

 

5 Commenti

  1. Achraf scrive:

    Vorrei ringraziarvi per l’interesse che avete verso la Tunisia. Veramente, in Tunisia abbiamo un dittatura molto scura e per questo, mi permetto di invitarvi a intervenire.
    Avremo bisogno l’aiuto di tutti, sopratutto della stampa. la stampa è sottoposta a censura e tanti giornalisti tunisini sono stati condannati dalla legge che proibisce la libertà di espressione.
    Questa governo ha preso il sentiero del fascismo: unico partito riconosciuto; il presidente gode di una autonomia ampia; la censura della stampa; arrestare gli oppositore.
    aiutatici.
    grazie

  2. Anonymous scrive:

    Vi invitiamo a partecipare, by anonymous http://bit.ly/eprxDz

  3. karim scrive:

    Grazie Di Cuore per il vostro interesse in Tunisia non siamo liberi ci vuole un cambiamento è possibile che un presidente duri 25 anni la famiglia del presidente e il presidente stesso devono scomparire e liberare la tunisia dell’ipocrizia che invade uno dei paesi più belli al mondo se non ci fossero loro, fate conto che in Tunisia non si può dire il nome del presidente stesso se lo fai ti portano in carcere!!!

  4. Yusef scrive:

    La Tunisia e un paese bellissimo e finalmente e arrivato il momento di splendere.
    Libertà e dignità al popolo tunisino.

  5. Taliesin scrive:

    Se posso fare un appunto pedante, lulz sarebbe plurale , e comunque non capisco perchè non mantenere tutta la frase “for the lulz” senno’ lulz sembra uno strano non-so-che quando è solo la storpiatura di lol.

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