Regola di Lineker: rispettata

di Mauro Senzaterra (Mthrandir)

Il centravanti inglese aveva detto la famosa frase: “il calcio è quel gioco in cui 22 giocatori rincorrono una palla per 90 minuti e alla fine vincono i tedeschi”. E infatti la Germania annichilisce in dieci minuti i lusitani, e completa l’opera con Ballack.

Il primo dentro o fuori degli europei se lo giocano Portogallo e Germania, cioè Ballack e Cristiano Ronaldo, con gli altri 20  far da graziose controfigure. Nessuna sorpresa dell’ultimo minuto tra le formazioni, a meno che tale non si voglia considerare l’eclusione di tale Gomez dall’attacco teutonico o l’inclusione del finto puntero Nuno Gomes in quello portoghese. Stadio bello pienotto e rumoroso fin dal primo minuto, ma ce l’hanno di sicuro con Nereida Gallardo perchè in campo non è ancora successo niente. Attaccano - si fa per dire - i crucchi, spinti più dalla consapevolezza di avere Lehmann tra i pali che da una autentico furore agonistico. Intanto Ronaldo cazzeggia sulla fascia provando a nascondere un paio di occhiaie sospette e di Ballack non si hanno notizie. La partita è saldamente nelle mani e nei piedi di gente come Metzelder, cioè pessimi entrambi e non i più adatti a scatenare fantasie. E di Mutinho che, al minuto 20, non sa decidersi sarah brandnertra piedi e testa scegliendo di sparare alto da due metri con la punta del ginocchio. Scampato pericolo e si va di là per l’uno a zero: l’oriundo polacco Podolski con regolare permesso di soggiorno si concede un minuto da Garrincha sgusciando tra due manichini rossovestiti, mette un rasoterra in mezzo che Schweinsteiger, il più ariano dei suoi camerati, fionda dietro le scapole di Ricardo. Vien da pensare che Gary Lineker avesse le sue ragioni a definire semplicissimo il gioco del calcio, cioè quello sport nel quale 22 uomini rincorrono un pallone e poi, alla fine, vincono i tedeschi. Neanche il tempo di finire il pensierino che la difesa portoghese si concede il bis: punizione innocua in area e il secondo polacco tedesco, Klose, infila in meravigliosa solitudine Ricardo. Dopo 14 minuti di scoramento telecronistico durante i quali Collovati e Nesti sfogano i loro rimpianti per una partita chiusa prematuramente (terrorizzati per l’audience che immaginano in drammatico calo), Ronaldo si ripiglia dal suo personalissimo tunnel di orge e bagordi notturni della sera prima tirando da posizione angolata sulle manone del portinaio tedesco, la cui respinta involontaria finisce nei dipressi del morto Gomes di cui sopra, che si impegna ma proprio non riesce a sbagliare l’uno a due. Gioia e congratulazioni in postazione per lo scampato pericolo di un calo di audience. Giusto il tempo per un altro diagonale del Nurejev lusitano e tutti e prendere un tè caldo che, per adesso, può bastare così.

Scolari deve aver fatto pressioni per far allontanare dagli spalti la vorace fidanzata del suo fenomeno perchè la musica del rientro è meno languida del fado triste che ha fatto da colonna sonora per quasi tutta la prima frazione. I tedeschi sembrano un poco in difficoltà: pigliano due gialli in quattro minuti, nessun passaggio giusto e un finto-gol di Deco segnato in fuorigioco causa disimpegno comico sulla trequarti. Piove che Dio la manda con grande soddisfazione della regia, mentre i portoghesi han deciso di giocare solo di tacco per provare a ferire nell’orgoglio i campioni del Reich millenario chiusi in trincea e pronti al blitz in contropiede. Pepe si fuma il pareggio in stile Mutinho, ma di testa su corner. A voler essere scaramantici, non è mica un bel segno.E infatti due minuti dopo Ballack si trova sulla capoccia lo stesso cross capitato a Klose, ma per buttarla dentro deve arrangiarsi un po’ col suo avversario. Arbitro non vede, cuore non duole e terzo spostamento sull’asta del pallottoliere. Scolari guarda in panca sperando di trovarci qualcuno a cui votarsi per il miracolo: in mancanza di meglio, mette Nani e Postiga al posto di Gomes e Petit per vedere se dillà ci casca qualcuno. Nesti esulta per il nuovissimo 4-2-4 e Collovati se la prende con Simao reo di aver scippato il posto a Mister 40 milioni di euro, Quaresma. I migliori, si sa, son sempre quelli che non giocano. A dieci dalla fine, Simao non è più soltanto colpevole di non beccare un cross, ma diventa il principale responsabile della sconfitta e la prova vivente dello scarso acume dei Scolari in persona. Nesti approva e anche noi, davanti alla TV, si scuote la testa con l’aria di quelli che l’avevo detto io che con Quaresma era un’altra partita. Il match è finito. Anzi, no. Nani e Postiga fanno tre a due, ma soprattutto danno uno scossone al torpore rassegnato dei nostri due commentatori le cui previsioni di vittoria cambiano con la stessa velocità con la quale le squadre prendono possesso della boccia. Se attacca il Portogallo, si ciancia di scossa energetica, ma al primo intercetto veniamo catechizzati sulla potenza atletica dei tedeschi. Simao non se lo fila più nessuno e finisce ingoiato nel fiume di adrenalina. L’ultimo tiro è di Podolski senza effetti. Lineker era un grande.



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