Questa volta il presidente dello Zimbabwe non c’era, così a scaldare la platea con show e contenuti più o meno verosimili è stato il nostro Ministro Tremonti, alle prese con il nuovo “uomo nero” colpevole di crisi, stagnazioni e forse anche del buco nell’ozono
Il G8 giapponese non è stato divertente come il vertice FAO: al posto di Mugabe che paventava una cospirazione anglo-occidentale dietro l’annichilazione del valore della moneta e della produzione agricola avvenuta grazie alle sue politiche, c’era soltanto Tremonti che elogiava le sue tasse (per una concisa analisi, si legga qui), il suo protezionismo, e il suo nuovo capro espiatorio: la speculazione
IL MERCATO PETROLIFERO - The Economist scrive molte idiozie su Berlusconi, non ultimo un intero articolo sulla ricrescita dei capelli non degno di un giornale serio. Ma quando tratta di economia e finanza il dubbio che ne capisca qualcosa è lecito. Recentemente è uscita un’analisi della speculazione sul mercato petrolifero che riguarda indirettamente le affermazioni di Tremonti :
Double Double Oil Trouble. En passant, The Economist non è andato molto oltre quanto avevo scritto in questo mio articolo. Niente male per un “italiano medio”. Prima di iniziare un’analisi di massima del ruolo della speculazione nei mercati delle materie prime, è da notare il grafico di questo articolo, che mostra come le emissioni cinesi di CO2 (quindi in prima approssimazione i consumi di petrolio) abbiano superato quelle europee, e stiano per superare quelle americane… sarebbe anche da considerare, dal lato offerta, che alcuni paesi fanno di tutto per sprecare petrolio, incentivandone il consumo forzando i prezzi quasi a zero, come ad esempio il Venezuela, campione mondiale della specialità, e molti altri paesi. I politici ancora non hanno imparato a che servono i prezzi: non sono regalie elettorali, ma segnalatori di scarsità!
IN PIU’ - Un altro aspetto da considerare è il legame tra tassi di interesse e valore dei beni capitali. Se i tassi di interesse variano, beni di consumo come il pane non ne risentono, mentre beni capitali durevoli quali un impianto di raffinazione, o i fattori ivi impiegati, come il petrolio, possono variare molto di prezzo: un 1% di variazione dell’interesse è irrilevante ad 1 anno, ma non a 10. Che le materie prime fluttuino molto di prezzo con le politiche monetarie, quindi, è banale: quasi tutte hanno cominciato a crescere con l’esplosione della bolla hi-tech nel 2001; e hanno accelerato con la crisi sub-prime nel 2007. Per quanto riguarda l’offerta, indubbiamente i problemi geo-politici mediorientali (forse in via di miglioramento?) e il nazional-populismo russo e venezuelano giocano un ruolo nel tenerla sotto il potenziale. Insomma: sembra esserci un banale mismatch tra domanda e offerta, reso più grave dalle manipolazioni monetarie e dalla carenza di credito legata alla crisi finanziaria, oltre che da fattori geopolitici e dalla crescita dell’Estremo Oriente. Abbiamo bisogno del peak oil o della speculazione per spiegare questi aumenti? Probabilmente no.
SPIEGAZIONI - Senza derivati, il mercato del petrolio sarebbe molto semplice: sul lato offerta ci sono alcuni paesi che hanno il petrolio, e hanno bisogno di capitali per estrarlo (molti di questi paesi si impegnano per non averne, in modo che chi ha capitali non abbia petrolio e viceversa); sul lato domanda ci sono le raffinerie, che hanno bisogno anch’esse di molti capitali (pare che i costi di investimento siano aumentati molto negli ultimi anni). Cosa cambia con i derivati? Definiamo un future: se vendo un future a X mesi su Y barili di petrolio a Z dollari, tra X mesi dovrò obbligatoriamente vendere Y barili di petrolio a Z dollari; se compro un future di questo tipo, dovrò invece comprarne. In pratica si tratta di un modo per
vincolarsi oggi a comprare/vendere una merce ad un prezzo prefissato, per essere sicuri di non dover pagare un prezzo troppo alto o vendere ad un prezzo troppo basso in futuro. A scadenza si dovrà comprare / vendere il sottostante (delivery) oppure pagare la differenza di prezzo in contanti (cash settlement).
CACCIA ALLE STREGHE - Il prezzo di ogni merce dipende da domanda e offerta, ma la domanda non deve essere necessariamente industriale: ad esempio, l’oro cresce di valore da ormai più di cinque anni perché gli investitori lo usano per difendersi dalle banche centrali. Quest’oro non è né usato per gioielli né nelle industrie, è usato per avere qualcosa nel caso in cui la moneta perda tropo valore. L’iperinflazione tedesca del 1923 ha mostrato che ogni merce può servire per l’inflation hedging (difesa dall’inflazione), anche i soprammobili. Non ci troviamo in iperinflazione, tra l’altro fenomeno causato dalle banche centrali, ma questo esempio mostra che ogni merce possa aumentare di valore oltre la sua “utilità industriale”, in particolari casi. Ciò è sicuramente vero per l’oro o per gli immobili. Nel caso del petrolio, l’unica offerta viene dai produttori, l’unica domanda dalle raffinerie, e immagazzinare petrolio non è una cosa molto fattibile: praticamente eventuali speculatori non avrebbero alcuno strumento per manipolare direttamente la domanda e l’offerta del sottostante. Per speculare sugli immobili basta comprarne uno (e magari affittarlo nel frattempo); per speculare sull’oro basta una cantina (se non ci si fida dei titoli sull’oro). Speculare sul petrolio non è altrettanto semplice: Tremonti ha tirato fuori l’ennesimo slogan senza fondamento. Se gli speculatori riescono ad alzare i prezzi future e le raffinerie si assicurano coi future, queste vedranno costi in aumento: gli speculatori possono quindi ottenere ciò che i produttori otterrebbero se avessero potere di mercato. Agli speculatori non costa molto (la liquidità è abbondante, per via delle banche centrali), e se offerta e domanda sono rigide nel breve periodo qualcosa si può guadagnare. Nel medio periodo l’offerta aumenterebbe, la domanda cadrebbe, e lo speculatore si troverebbe nei guai. Il boom delle materie prima va avanti da un po’… se alcuni movimenti sono speculativi, i fondamentali sono comunque per un aumento cospicuo. Tremonti è ripartito per l’ennesima caccia alle streghe…


























Speculazione sul petrolio…
Su Giornalettismo è uscito un mio articolo sul mito della speculazione sul petrolio, in cui affermo che sebbene la domanda non industriale possa giocare sicuramente un ruolo in alcuni mercati, la speculazione sul petrolio è molto pi…
Il Clown sei tu che spari sempre a zero su tutti meno che sui comunisti o sinistrorsi.
A che serve avere un blog?
Fai militanza di sinistra??
Il losco figuro che ha scritto l’articolo è di Nomisma oppure è veramente grullo.
Sul petrolio non c’è speculazione?? Era stabilito che andasse a 100 dollari/barile e così è stato, è stabilito che andrà a 200 dollari/barile e così purtroppo sarà (speriamo di no).
Certo con Nomisma che cura i prezzi in Italia cosa vuoi che scriva Repubblica??
Il signor Miarrampicosuglispecchi tira fuori la sua tesi da far schiantare le budella dalle risate.
Ma quello che pubblichi qui, lo leggi prima???
Sicuramente non lo leggi, guardi solo da dove viene e il titolo e poi pubblichi.
RITIRATI!!! Chiudilo questo inutile blog! chiudilo!
mi associo a Gastone. Libertyfirst, comunista del cazzo! Ficcateli al culo i tuoi piani quinquennali, capito?!???!
bello, fa da complemento al mio post sul medesimo argomento (link) anche se io sono piu’ scettico sulla capacità (anche nel breve) della speculazione di far aumentare i prezzi del petrolio…
per essere pignoli, hai definito un forward piu’ che un future
il petrolio costa perchè cina e india, economie in espansione lo usano in gran quantità
e lo usano perchà la loro produzione aumenta
ed aumenta perchè i loro costi di produzione bassissimi rendono le loro merci competitive (e non le loro tecnologie che sono ancora elementari)
e sono bassissimi (i costi) perchè i loro lavoratori sono pagati relativamente poco e lavorano molto più che i sindacalizzati europei
se io fossi comunista come il precedente collega commentatore erroneamente accusava i giornalettisti, in nome della tutela sociale dell’ uomo, chiederei condizioni di vita più umane in Cina minacciando ed adottando contingentamenti delle merci cinesi…….
in tal modo otterrei:
protezione per le nostre industrie
limitazione della produzione cinese per la protezione o per l’ aumento dei prezzi (che renderebbe le merci meno appetibili)
riduzione della domanda di petrolio (generata dallo spostamento della produzione verso quei paesi che fanno uso di tale materia prima in misura inferiore per la presenza di fonti di energia alternative)
riduzione del prezzo del petrolio per la riduzione della domanda mondiale….
felicità dell’ uomo medio occidentale ……
e anche dei miei elettori che mi rinnoverebbero l’ incarico per altri 5 anni…..
VOTA ANTONIO LA TRIPPA…..FERMATE IL PERICOLO GIALLO
SE IO FOSSI LA SINISTRA……………..
Calvin: beh, è un post over the counter.
Gastone:
Vedo che i giapponesi di Tremonti non sono migliori del loro maitre a penser (e associare il termine “penser” a Tremonti mi fa tanto ridere…) in quanto ad argomenti… chi come me si è considerato (probabilmente per sbaglio) per tutta la vita di destra è portato naturalmente a ritenere che reazioni assurde come la tua si possano osservare solo a sinistra, dove il senso d’appartenenza alla Chiesa comunista ha sempre giocato un ruolo molto importante, soprattutto man mano che la “superiorità culturale” svaniva nel nulla di una cultura provinciale e senza respiro nè spessore.
Devo dare però ragione, come al solito, al mio amico Wellington, che rimproverandomi amichevolmente per essermi chiesto perchè le idee di Tremonti abbiano tanto successo nonostante la totale mancanza di difensori credibili delle sue idee e di argomenti razionali a sostegno delle sue tesi, mi faceva notare che “Le idee di Tremonti non hanno bisogno di difesa ne’ più e ne’ meno che quelle di Naomi Klein. Sono moral-buoniste-populiste e perciò ben oltre la ragione.”
Fatta l’introduzione, rispondo alle tue domande e alle tue affermazioni.
“Il Clown sei tu che spari sempre a zero su tutti meno che sui comunisti o sinistrorsi.”
Il mio articolo su Chavez l’hai letto? Vuoi le mie opinioni sui sindacati? Hai visto cosa scrivo della cosiddetta “cultura” di sinistra? Io sono un liberale: vivo di libri e odio la politica attiva. Mi consideravo di destra, ma negli ultimi anni ero titubante: grazie a Tremonti ho capito che il legame con la destra non aveva più alcuna ragione d’essere. Oggi al governo c’è la destra: di chi dovrei parlar male, di un PD sotto il 30%? Domani al governo ci sarà la sinistra: ce ne saranno di buoni motivi per parlarne male.
“A che serve avere un blog?”
A fare da altoparlante alle baggianate di Tremonti, no? Me lo insegni tu. A me serve per esprimere e approfondire le mie idee, che ormai chiaramente non sono nè di sinistra nè di destra: sono liberali.
“Fai militanza di sinistra?”
Mi vergogno a dirlo, ma da quando ho 18 anni ho sempre votato il centrodestra. Ho smesso con queste elezioni, votando nullo. Non riprenderò a breve. Nell’unica manifestazione politica che ho fatto m’avevano affibiato un cartello con scritto “Alleanza Nazionale: sezione di Latina”, perchè stavo lì di passaggio a lamentarmi del ribaltone insieme ad altri della CDL. Avevo 17 anni, mi si può scusare.
“Il losco figuro che ha scritto l’articolo è di Nomisma oppure è veramente grullo.”
Grazie. Non sono di Nomisma, quindi, per citare il sergente Hartman, il cerchio si restringe. Quando un adoratore di politici populisti mi ingiuria, sento di aver fatto il mio dovere di cittadino volenteroso che fa riflettere i propri connazionali.
“Sul petrolio non c’è speculazione?? Era stabilito che andasse a 100 dollari/barile e così è stato, è stabilito che andrà a 200 dollari/barile e così purtroppo sarà (speriamo di no).”
Stabilito da chi? Da Bilderberg? Dai Savi Anziani di Sion? Argomenta. Se vuoi ti cerco sul DeMauro il verbo “argomentare”, perchè voi tremontiani conoscete soltanto il verbo “affermare”. Mi sa che confondi comunque il prevedere con il determinare.
“Certo con Nomisma che cura i prezzi in Italia cosa vuoi che scriva Repubblica?”
Ormai sei partito per la tangente, hai perso il contatto con la realtà, sei in preda ad allucinazioni di cospirazioni comuniste per trasformare l’Italia in una Repubblica Popolare… sveglia e torna coi piedi a terra.
“Il signor Miarrampicosuglispecchi tira fuori la sua tesi da far schiantare le budella dalle risate.”
Non ti chiedo nemmeno perchè ti fa ridere l’articolo, visto che tanto so che non l’hai capito. E forse nemmeno letto.
“Ma quello che pubblichi qui, lo leggi prima???”
Beh, io so leggere, questo privilegio lo sfrutto: non faccio commenti avulsi dalla realtà e involontariamente comici.
“Sicuramente non lo leggi, guardi solo da dove viene e il titolo e poi pubblichi.”
Ma di che stai parlando? Ti serve una camomilla? O forse il valium?
“RITIRATI!!! Chiudilo questo inutile blog! chiudilo!”
Sono di buon umore: non ho bisogno delle tue buffonate per divertirmi, ma grazie comunque. Non ricordo chi, diceva che bisogna ringraziare i bifolchi per il loro contributo allo spettacolo.
Il pretrolio è finito.
Lo si prevedeva da anni, beccandosi lo scherno dei positivisti che dicevano “tanto si trovano continuamente nuovi giagimenti”.
http://www.aspoitalia.net/inde.....;Itemid=32
La produzione è ormai ferma da anni, la domanda in aumento.
Ormai, per gli operatori del settore, un nuovo giacimento è come la venuta in terra di un nuovo messia…
La speculazione non c’entra nulla, la festa è semplicemente finita. La curva di Hubbert per le risorse minerarie non ha praticamente mai sbagliato.
Tremonti è un bugiardo, che ha giustificato il fallimento della sua politica economica nel precedente governo Berlusconi dando la colpa all’ 11 Settembre (!!!) ed ora è a caccia di nuove palle…
Il petrolio non è finito. Mancano investimenti in infrastrutture.
Elementi che tengono l’offerta di petrolio greggio giù:
1. La nazionalizzazione gazprom di Putin
2. Le nazionalizzazioni di Chavez
3. La politica ambientalista in Alaska
4. La guerra in Iraq.
5. I problemi con l’Iran.
6. Credit crunch: frena la costruzione di raffinerie, ma vale anche per i pozzi e le trivellazioni.
Elementi che frenano la costruzione di raffinerie:
1. Credit crunch: ci sono meno crediti con cui investire.
2. Instabilità economica: meglio non investire nel lungo termine, è pericoloso. Soprattutto se si tratta di investimenti specifici e non facilmente riadattabili a eventualmente mutate esigenze.
Se il petrolio fosse finito, non si spiegherebbe perchè:
1. Le raffinerie lavorano al 95% della capacità… evidentemente la produzione di greggio non è il ocllo di bottiglia, o non è l’unico collo di bottiglia, perlomeno.
2. Lo spread tra petrolio ad alto tenore di zolfo e quello dolce è molto alto: mancano cioè le infrastrutture per processare il petrolio di scarsa qualità, come quello Iraniano. Pare che ad Hormutz ci siano parcheggiate petroliere piene di petrolio duro, per mancanza di domanda.
Elementi che tendono a frenare il calo dei consumi:
1. Sovvenzionamenti agli automobilisti, in pressochè tutti i paesi del terzo mondo (noi abbiamo le accise a tenere i consumi bassi), come l’Iran o la Birmania o il Venezuela. E soprattutto i sovvenzionamenti al consumo di energia per l’industrializzazione della Cina (si veda l’ultimo articolo di Epistemes sulla Cina: http://epistemes.org/2008/07/0.....o-energia/).
Diciamo che non c’è nessuna prova che il petrolio sia diventato più scarso. Forse il petrolio dolce sta per scarseggiare, ma ce n’è di minor qualità e al momento non si sa cosa farne. Poi si può sempre liquefare il carbone, come facevano in Sudafrica durante l’embargo (il DARPA americano ha fatto volare un B1 a velocità supersonica usando carburante sintetico). E di carbone ne abbiamo per 300 anni, basta trovare un modo per liquefarlo.
Qualcuno sa qualcosa degli scisti bituminosi? Pare che sfruttarli per ottenere idrocarburi garantirebbe scorte di carburante (ad alto costo, con la tecnologia attuale) per migliaia di anni… ma l’unica fonte che ho trovato è Lomborg, e non mi fido di fonti uniche.
anno 2002:
http://www.astroenergeutica.it.....g_2_pv.jpg
anno 2008:
sempre piu’ cinesi ed indiani si sono rotti il cazzo di andare in bici…
la speculazione non c’entra nulla - mi sto occupando del settore e i prezzi, per consegne fisiche, io i future non li guardo nemmeno, crescono su base giornaliera.
Tremonti & c. stanno solo, secondo me, facendo quelli che sanno che devono incolpare qualche capro espiatorio o essere costretti a ridurre una delle principali fonti di entrate dello stato, ossia le accise sugli idrocarburi.
E comunque, se si vuole la pelle degli speculatori, si cominci con il mettere al muro il loro grande capo, un certo Trichet…
Hermes: perfettamente d’accordo, anche se Tirchet è meno peggio di BErnanke, dietro l’aumento dei prezzi, al di là di problemi fondamentali di domanda e offerta, ci sono solo le politiche monetarie.
non solo… intanto i costi di trasporto stanno aggiungendo 50-60 dollari a tonnellata causa caro-petrolio. Lo scrap metal ha appena preso un’impennata causa terremoto in cina, il grano sappiamo tutti come mai è in rialzo, il petrolio non fa in tempo a comparire sul mercato che viene allocato…
Insomma, la speculazione ci sarà pure ma è the icing on the cake.
Poi un governatore BCE che pensa di essere ai tempi di Weimar ci mette il suo, e la torta è bella che pronta…
[...] degli speculatori faccia pure, ma sappia che i problemi sono soprattutto (se non esclusivamente) altri, e soprattutto lo faccia senza togliere ne’ energie ne’ risorse alla ricerca delle vere [...]
[...] le motivazioni fondamentali dell’aumento del prezzo delle materie prime, visto che se n’è già discusso. Tra l’altro lo stesso Tremonti afferma che “alla base di tutto ci sono i fondamentali, la [...]
Splendido Liberyfirst, al quale invidio una cosa: la pazienza con la quale ha risposto ad una serie di cretinate sesquipedali scritte con il pilota automatico da una scimmia urlatrice che tifa Tremonti senza manco accorgersi che glielo ha messo in quel posto.
E la Robin Tax, altro capolavoro del filosofo de noantri, si trasla, altrochè se si trasla …
Calvin, Libertyfirst, se volete farvi del male, ma anche farvi due grasse risate, leggetevi l’intervista che Tremonti ha rilasciato al Foglio domenica 27 luglio.Il Nostro era in gran forma, davanti a sè il cartonato di un giornalista quadratico medio.
Adesso devo andare, devo lucidare il busto di Lenin.