Calcio e diritti tv – seconda parte

29/12/2010 - Come funziona la ripartizione degli introiti per quanto riguarda lo sport più amato del mondo? Cercando in rete non ho trovato nulla di meglio di questa tabella, dove la Juventus è la squadra con più tifosi (10,04 milioni di appassionati), seguita

     
 

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Come funziona la ripartizione degli introiti per quanto riguarda lo sport più amato del mondo?
Cercando in rete non ho trovato nulla di meglio di questa tabella, dove la Juventus è la squadra con più tifosi (10,04 milioni di appassionati), seguita da Inter e Milan quasi alla pari con 5,9 a testa: chiude il Chievo con 4.800 tifosi dichiarati in tutt’Italia. Come detto, ai bianconeri non va l’intera quota proporzionalmente loro spettante, avendo superato il quarto di tifosi concessi: l’eccedenza di €. 381.738 è perciò ripartita fra le restanti 19 squadre; anche così, l’Inter, seconda, non riesce a superare i 4 milioni di diritti tv.  La terza quota è distribuita in base ai Risultati Sportivi, ed è divisa in tre sottoquote. La prima, del 5% (5 milioni), è relativa ai risultati ottenuti nella stagione in corso. Essa è divisa in 210 parti, da €. 23.810 l’una, distribuite in base alla classifica finale della (sola) serie A: all’ultima classificata (Livorno) spetta una parte, alla penultima (Siena) due, e così via ad incrementare fino alla prima classificata (Inter) a cui ne spettano 20 per €. 476.190. Da notare che valgono solo i risultati ottenuti in campionato, nulla contando quindi né la (Super)Coppa Italia(na) né soprattutto quanto eventualmente ottenuto in campo internazionale. La triplete, perciò, ha fatto incassare all’Inter esattamente la stessa cifra che avrebbe incassato la stagione precedente (2008/09) colla sola vittoria dello scudetto.

$OLDI - La seconda sottoquota, pari al 15% (15 milioni), è distribuita in base ai risultati ottenuti nelle 5 stagioni precedenti (dal 2004/05 al 2008/09): pure in questo caso fanno testo solo quelli conseguiti nei vari campionati italiani. Per ogni stagione sono infatti attribuiti 20 punti a chi ha conseguito il miglior piazzamento nella serie più alta, e così a scalare fino al punto assegnato a chi ottenuto il peggior piazzamento nella serie più bassa. Ad esempio, per il 2006/07, l’Inter scudettata ha avuto 20 punti, mentre il Bari ha avuto un unico punto per il 15° posto ottenuto nella Serie B dell’epoca, peggior piazzamento delle 20 di serie A del 2009/10. Sommando questi punteggi (una squadra quindi potrà avere da un massimo di 100 ad un minimo di 5 punti) s’ottiene una classifica in base alla quale sono distribuite le 210 parti, da €. 71.429 l’una. Anche qui alla prima (Inter, 98 punti) andranno 20 parti (€. 1.428.571), alla seconda (Milan, 88 punti) andranno 19 parti (€. 1.357.143) e così via a scalare di una quota fino ad arrivare alla ventesima, il Bari (11 punti), a cui andrà una sola parte.  La terza sottoquota, pari al 10% (10 milioni), è distribuita in base ai risultati storici, ovvero a quelli conseguiti dal 1946/47 al 2003/04. L’estremo più recente sarà sempre fissato nella stagione precedente a quella più remota conteggiata nella seconda sottoquota, mentre l’estremo più datato sarà sempre il 1946/47, forse per evitare di conteggiare l’anomalo campionato 1945/46, disputato colla partecipazione di squadre appartenenti a serie diverse (e ritornate nelle categorie di appartenenza, fin dal 1946/47, per l’appunto). A differenza delle prime due sottoquote, qui contano non solo i piazzamenti ottenuti nei campionati nazionali, ma anche i trofei conquistati pure in campo internazionale. Di fatto, anche questa sottoquota è divisa in 210 parti, da €. 47.619 l’una, da assegnare a scalare di una parte per volta in base ad una classifica compilata tenendo conto di tre fattori. Il primo è basato sulla mera partecipazione ai vari campionati, in ragione di 10 punti per ogni stagione disputata in Serie A, 7 punti per ogni stagione in Serie B, 4 per ogni stagione in Serie C (o C1 o 1ª divisione di Lega Pro) e 2 per ogni stagione in Serie C2 (o 2ª divisione di Lega Pro). Il secondo è basato sui trofei conquistati in Italia, in ragione di 4 punti per ogni scudetto (riconosciuto dalla FIGC), 2 per ogni Coppa Italia (maggiore) e 1 per ogniSupercoppa di Lega. Infine il terzo fattore si basa sui trofei internazionali, in ragione di 5 punti per ogni Coppa Campioni (o Champions League) vinta, 3 punti per ogni Coppa Coppe, 2 punti per ogni Coppa UEFA (o Europa League o Coppa Fiere) ed 1 punto per ogni Super Coppa UEFA, Mondiale FIFA e Coppa Intercontinentale.

ESTERI – Si possono fare alcune osservazioni: se all’interno di ogni fattore i punteggi sono assegnati seconda logica (solo per Super Coppa UEFA, Mondiale FIFA e Coppa Intercontinentale si è più tenuto conto del numero di gare disputate che dell’importanza, essendo tutti tornei che prevedono la sola finale o al massimo la semifinale), tale logica vacilla raffrontandoli fra essi. Ad esempio, la vittoria della Champions League 2007 frutta al Milan la metà del punteggio assegnato al Catania per la mera partecipazione alla Serie A 1983/84, conclusa all’ultimo posto con un miserrimo bottino di 12 punti (1 vittoria in 30 gare). Da notare nel fattore internazionale l’assenza dell’Intertoto, forse dovuta per non dover distinguere fra edizioni ufficiali e non ufficiali oltre che per la curiosa assegnazione della vittoria nei vari tornei.

     
 

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