Strani attentati: Belpietro e quella volta del caposcorta
27/12/2010 - “Il direttore è un esperto di cose del genere”, dicono i finiani. Che ricordano quella volta che… “Se Belpietro insiste per saperne di piu’ di falsi attentati puo’ chiedere al suo caposcorta”. Risponde così il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà
“Il direttore è un esperto di cose del genere”, dicono i finiani. Che ricordano quella volta che…
“Se Belpietro insiste per saperne di piu’ di falsi attentati puo’ chiedere al suo caposcorta”. Risponde
così il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà Italo Bocchino alle insinuazioni di Libero, che stamane ha accusato il presidente della Camera Gianfranco Fini di aver pensato a progettare un falso attentato ai suoi danni. “Su Gianfranco iniziano a girare strane storie”, ha fatto sapere oggi in un editoriale il direttore Maurizio Belpietro alludendo ad un progetto che sarebbe stato messo in pratica durante una visita istituzionale della terza carica dello Stato ad Andria e per la cui organizzazione l’ex presidente di An si sarebbe rivolto “a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200mila euro”.
“FALSI ATTENTATI” – I finiani respingono le accuse tirando in ballo l’attentato del 30 settembre, fallito, ai danni di Belpietro. Fa sapere Bocchino: “L’editoriale odierno di Maurizio Belpietro rasenta una patologia che riguarda certa stampa e qualche giornalista in particolare. Per far felice l’editore di fatto del suo quotidiano Belpietro ipotizza un attentato che ferisce Fini per danneggiare Berlusconi. Una tesi folle frutto di menti folli che la dice lunga sullo scadimento di certo giornalismo italiano. Se la storiella dell’attentato e’ ridicola quella della prostituta modenese e’ ancora peggio e il tutto dovrebbe consigliare una vacanza al direttore di Libero. Se poi insiste per saperne di piu’ di falsi attentati puo’ chiedere al suo caposcorta e se vuole notizie su donne a pagamento deve rivolgersi ad altri palazzi della politica, certamente diversi da Palazzo”.
LE CIRCOSTANZE MAI CHIARITE – A cosa fa riferimento il leader di Fli? Inevitabile pensare alle incongruenze nelle ricostruzioni e alle circostanze poco chiare in cui si svolse l’attentato al direttore di Libero. Dell’uomo che sparò tre colpi di pistola nelle scale dell’abitazione del giornalista non è stata trovata nessuna tracccia, nessuna impronta e si sarebbe dileguato con rapidità, senza essere raggiunto dall’esperto caposcorta (sventò quindici anni fa un attentato al giudice D’Ambrosio) che era nelle scale al momento in cui premeva il grilletto. Non c’è stata nessuna rivendicazione, nessun video che riprendesse qualcosa di interessante nei paraggi, e l’identikit del criminale non è servito a nulla. Gli investigatori pare abbiano definito la vicenda un “rompicapo”. Senza dimenticare le prime versioni divergenti fornite da Belpietro sulla dinamica dell’attentato e le diverse versioni fornite sull’abbigliamento dell’attentatore. Una volta descritto travestito da finanziere, in altri casi in camicia grigia. Eppure era stato visto in faccia.
LA VERSIONE CAMBIA? – Ma già quelpomeriggio era stato lo stesso Alessandro M. a fare precisazioni agli inquirenti. “Piccoli particolari”, spiega uno dei titolari dell’inchiesta. Tipo il colore deipantaloni della tuta, non più bianchi, come inizialmente detto, ma scuri. O “nuovi ricordi”. Uno in particolare: dopo aver tentato di inseguire l’aggressore, l’agente avrebbe telefonato al collega fermo in auto per avvisarlo di quanto accaduto, dare l’allarme al 113 e salire a casa di Belpietro. In questo modo l’ingresso principale del condominio sarebbe rimasto senza controllo e l’aggressore avrebbe potuto scappare da lì. Dove non ci sono telecamere e il cancello elettrico, come ha scritto Libero, rimane chiuso di notte. Gli inquirenti stanno verificando i tabulati telefonici del numero di servizio diAlessandro M. e quelli del collega. Ma anche quelli di Belpietro che, in un’intervista, ha detto di aver chiamato subito, appena sentiti gli spari, l’agente rimasto in auto. I pm Pradella e Pomarici, coordinati dal procuratore aggiunto Armando Spataro, stanno vagliando tutte le ipotesi. Anche quella della semplice rapina. E tra i poliziotti, ha scritto il Corriere della Sera, “circola una strano convincimento: che l’agente si sia inventato tutto”. Tanto che qualche tempo il caposcorta venne sollevato dall’incarico.
ACCUSE AL CAPOSCORTA – Parla del caposcorta protagonista di quei momenti, insolitamente fermatosi nelle scale per fumare una sigaretta dopo aver accompagnato Belpietro a casa, anche il deputato finiano Aldo Di Biagio, convinto l’uomo sia stato consultato prima del lancio di accuse a Fini. “L’editoriale di Belpietro - dice l’onorevole – è carta straccia, degno della peggior stampa di regime che cerca di plagiare le menti degli italiani. Neanche le festivita’ natalizie hanno fermato la penna armata del nostro direttore che, dopo aver consultato il suo caposcorta e qualche amica del premier, ha inventato delle fantastiche storielle per screditare la figura di Gianfranco Fini. Sono sicuro che presto la Procura fara’ chiarezza e mettera’ fine al metodo Boffo”.













Che squallore…………ormai pur di difendere il padrone
i cani sciolti si aggrappano alle piu’ squallide bassezze!
Questo e’ il caso (psichiatrico) di un uomo schizzoide del 21° secolo.
Chi pensa che altri,cercano di farsi attentati da soli per screditare altri e per poter fare la vittima impietosendo i Cittadini,è la dimostrazione che loro pensano e usano questo metodo,Lo dimostrano i vari finti attentati accaduti a bel pietro e al suo capo,erano e sono stati fatti fare da loro stessi,come dimostra la suppozizione e la fantasia di bel pietro che dice che altri possono farsi attentati,è un metodo che loro pensano e usano,”IL PRIMO GALLO CHE CANTA HA FATTO L’UOVO”.A proposito!!,che fine ha fatto il suo attentatore?,parlo di bel pietro!!,era un extra terrestre invisibile?,Gli hanno dato un’altra medaglia alla sua guardia del corpo che ha sventato l’attentato invisibile?,La stessa situazione della prima volta,lo dimostra questo ultimo,se uno si nasconde per fare un attentato a bel pietro,dato che nessuno lo aveva visto,appena arrivati a portata poteva far del male ad entrambi,invece è scappato,e come correva,dato che nessuno lo ha visto,domanda cosa è andato a fare dentro il palazzo se poi non ha eseguito ed è scappato?,SEMBRA DAI FATTI NULLA,dato che dentro al palazzo NON c’è andato nessuno e NESSUNO c’era,quindi NESSUNO HA MAI TENTATO DI Far del male a bel pietro ne ad altri,se lo vogliono farlo è semplice come bere un bicchiere di acqua.Ecco la dimostrazione che i loro attentati inventati sono immaginari e fatti fare da loro stessi,PER QUESTO PENSANO CHE ANCHE GLI ALTRI FANNO COME LORO!.
l’unico che sparò fu l’agente di scorta, il fantomatico attentatore aveva una pistola o finta o che fece cilecca
stando sempre al racconto dell’agente l’unico che vide l’attentatore fantasma