Economia

Mutui indicizzati al cocomero?

18 novembre 2008

L’Euribor, il parametro più usato per indicizzare i mutui, è sommerso da critiche spesso “qualunquistiche“, e così le banche, che sono così restie a cambiarlo. Anch’esse d’altronde corrono i loro bei rischi: un po’ come il vostro fruttivendolo di fiducia…

Ormai si ragiona un tanto al chilo quando si affronta il tema dei tassi di interesse e dei mutui. Un articolato pezzo su Repubblica.it riassume diversi aspetti del dibattito su quale tasso usare per indicizzare i mutui; lo prendo come spunto per affrontare l’argomento, prima per fare qualche puntualizzazione e poi per ragionare sull’indicizzazione al tasso ufficiale BCE.

COME IL FRUTTIVENDOLO – Ci si lamenta che l’Euribor a tre mesi (il più usato) sia un po’ lento a scendere, ma questo è un punto di vista da esplicitare e non un fatto, perché se si guarda il picco raggiunto prima del famoso taglio concertato tra Banche Centrali, dopo il quale il Refi è sceso di 100bp, l’Euribor tre mesi è sceso ad oggi di 120bp (ben più di quanto io personalmente mi aspettassi); certo, rispetto ai minimi di ottobre 2007 l’Euribor è sotto di solo una quarantina di basis point, ma se non siamo ingenui dobbiamo capire che lo stato del mercato si evolve ormai di settimana in settimana e i confronti devono esser ben contestualizzati (cioè, questo confronto non ha senso). I mutuatari si lamentano che comunque la rata è scesa poco, ma dovrebbero ricordare che la rata è indicizzata a una media mensile, quindi la discesa dei tassi partita quasi a metà ottobre si farà sentire del tutto nella media di novembre e poi nella rata di dicembre. Se poi si vuol piangere per intenerire lo Stato, si faccia pure. Le banche indicizzano all’Euribor perché raccolgono fondi per lo più sull’interbancario, e così come il fruttivendolo si basa sul prezzo dei cocomeri all’ingrosso per fare il proprio prezzo di vendita, così le banche indicizzano i propri “cocomeri“. Non tutte le banche possono prendere soldi (una volta al mese) dalla BCE al tasso Refi, inoltre le stesse non possono approvvigionarsi neppure nelle aste settimanali al Refi+0,50%; questo canale è aperto ai soli primary dealer che poi “rivendono” alle banche del gruppo con spread che si avviano ad un bell’1%! Si capisce come il grosso delle banche abbia “problemi” a traslare i tagli del Refi nel tasso finale al cliente, e a meno che non si voglia un mercato fatto solo di due o tre mega-istituti che siano anche primary dealer si dovrebbero evitare certi semplicistici attacchi.

CORREZIONI – Pare che ci siano 620 miliardi di euro in obbligazioni bancarie contro 260 miliardi di euro di mutui, in Italia (mi fido dei dati dell’articolo richiamato). Questo non vuol dire un bel nulla, perché i crediti concessi non sono solo mutui (ipotecari), ci sono finanziamenti lunghi a privati e imprese, credito al consumo, anticipazioni, scoperti di conto… un intero mondo di cui non fregherà nulla a nessuno ma che permette all’economia di vivere ben oltre l’acquisto di una casa. Inoltre anche le banche investono, si rinnovano, si fondono… e ci vogliono soldi. È bene ricordare tutto questo perché altrimenti quei due numeri diventano solo un paradosso. Ma c’è di più, queste obbligazioni pagano interessi (strano, eh?) e per lo più si tratta di interessi indicizzati (rullo di tamburi) all’Euribor tre mesi (più spread)! Questo particolare pare sfuggito e invece è un elemento che rafforza le ragioni delle banche nell’indicizzare i prestiti all’Euribor. In aggiunta, le banche (solo banche di deposito, non altri intermediari che hanno comunque lo status giuridico di banca ma non raccolgono depositi, anche di questo nessuno si preoccupa mai di parlare) possono certo appoggiarsi sui conti correnti, ma questi sono il supporto naturale dei crediti “a vista” a privati e imprese, e non sono né per dimensioni né per natura la soluzione del funding bancario. È vero che “basta” rispettare parametri patrimoniali perché la banca lavori, ma le Banche Centrali (tra cui chiaramente la Banca d’Italia) sorvegliano la stabilità del sistema con poteri di imporre anche “correzioni“, e tra i motivi della sorveglianza c’è anche il mismatch (in italiano: “spaiamento“) tra le durate di impieghi e funding. Insomma, non è possibile coprire un mutuo con un conto corrente, almeno in via continuativa, per motivi di stabilità un funding a medio/lungo termine è necessario, ed essenzialmente questo costa un Euribor più spread.

21 commenti a Mutui indicizzati al cocomero?

  1. AG

    OOhhh finalmente uno che spiega le cose come stanno e distrugge altre leggende metropolitane.

    Però na bastonatina alle banche centrali che se ne sono allegramente sbattute del “mismatch” temporale (cioè dell’assets-liabilities management) dei loro controllati, adottando parametri tanto larghi che ci passava un elefante e mezzo , si dovrebbe fare.

    Formalmente è tutto a posto, per l’amor di dio, ma chiunque abbia un po’ di espereinza nel mondo del credito sa benissimo che in tempi di crisi e di sfiducia non c’è nulla di più immobilizzato dei crediti autoliquidanti e a breve.

  2. Leo for ministro dell’Economia!1 NAO!

  3. Lkv

    @ Loska: Gia’ me lo immagino mentre riduce del 90% la spesa pubblica.

  4. Grazie Grazie… almeno mi sono riscattato dopo la figuradimerda con AG

  5. Nuo, ma nella vita non sei nessuno se non hai fatto una figura di merda con AG, è simbolo di prestigio!1

  6. Lkv: sarebbe eletto Dio dagli italiani in due nanosecondi. Leo pensaci eh. Io mi sacrifico e faccio la premier.

  7. gregorj

    guardate che Leo non sarebbe male, almeno ha una strategia in capoccia. Come dire, il ragazzo me lo sottovalutate ma ha una bella testaccia! :D

  8. Gregorj, hai bisogno di soldi forse? :)

    @AG
    non era lo spazio per dare addosso alle BC, come giustamente sarebbe il caso. Lo faccio tante altre volte… Comunque il mismatch viene anche fuori da sé per dinamiche di business cycle, come Pietro ben sa (tu no, sei un maledetto keynesiano)

  9. Calvin

    E poi storicamente il lavoro delle banche E’ duration mismatch, quando raccogli soldi su conti correnti a vista e li presti per finanziare investimenti hai un mismatch nativo. Del resto il profitto dovrebbe essere la remunerazione di un servizio offerto o di un rischio assunto, se non assumi rischi che ti pago a fare?

  10. cla

    siete sicuri di aver capito l’articolo? tutti bancari? io sto valutando la possibilità di fare un mutuo per costruzione prima casa. e quindi? ho parlato con un direttore di banca. beh, lui mi consiglia il tasso fisso. ora che dovrebbe essere al massimo? l’altro giorno leggevo su un blog (tanti parlano ….) che un medio buon tasso fisso sarebbe intorno al 5,00%, per chi ha uno stipendio fisso. stringendo, che dite? io propenderei per un variabile, dato che tutto dovrebbe scendere anche se ho limpressione che il brutto debba ancora venire.

  11. @CLA
    che vuol dire “un buon tasso fisso”? Ben stagionato? Io ho lavorato nelle filiali bancarie e non mi fido per nulla di quel che viene detto lì.

    Io concedo che chi ha un reddito fisso debba preferire un mutuo a tasso fisso. A quanto siano ora non lo so, ma vedo che gli IRS, che sono la base del tasso fisso, sono in caduta (oggi un’operazione a due anni mi è stata “quotata” solo 3,22%, salvo spread chiaramente… questo sarebbe un massimo? ma chi te l’ha detto?).
    Vuoi fare un tasso variabile perché stanno scendendo? Fai pure, ma sai che un mutuo ipotecario ti durerà almeno 15 anni, e che in quindici anni può accadere di tutto. Il mondo dei debitori si è fatto fregare dalle vacche grasse dei bassi tassi, si sono indebitati, poi i tassi son saliti e sono incominciati i casini. Ora cercano di tirar giù di nuovo i tassi, ma vorrei che non si fosse ingenui e si capisse che questa situazione non è né stabile né tanto meno eterna, e che toccandocidovecisidevetoccare tra trent’anni saremo sempre qui.

  12. AG

    “E poi storicamente il lavoro delle banche E’ duration mismatch, quando raccogli soldi su conti correnti a vista e li presti per finanziare investimenti hai un mismatch nativo. Del resto il profitto dovrebbe essere la remunerazione di un servizio offerto o di un rischio assunto, se non assumi rischi che ti pago a fare?”

    No quella storicamente e attualmente è semplicemente na cazzata.
    Ed è talmente cazzata già accertata che proprio dopo la crisi del ’29 furono separate le banche di credito ordinario dalle banche di credito speciale.
    Poi sono arrivati i meraviglosi anni ’80 ed hanno deciso che tutti sti lacci e lacciuoli non avevano senso che tanto impacchettando i crediti, shakerandoli un po’ e omogeneizzandoli come fossero i vasetti Plasmon all’improvviso il duration mismatch spariva e tutte quelle attività diventavano a breve.
    Un po’ come si fa con i pagherò che a scadenza vengono sostituiti da un altro pagherò con in più gli interessi. Tutti con scadenza entro 18 mesi ovviamente, e quindi nominalmente a breve.
    Queste son poi le “grandi invenzioni finanziarie” di sti managger liberal-liberisti, roba che gli usurai di casa nostra usava già da cent’anni.

  13. be’, che la situazione sia degenerata mi pare chiaro, ma in linea di principio la banca dovrebbe fare proprio il lavoro di gestione del duration mismatch. Forse si tornerà a dividere le banche dagli istituti di credito, ma questo perché i banchieri hanno dimostrato di essere incapaci e soggetti agli errori di qualunque imprenditore (e anche peggio).

    Si deve anche capire che il duration mismatch è stato stimolato dalle iniezioni di liquidità, che hanno spinto in basso soprattutto la parte corta della curva dei tassi, per cui era troppo più attraente finanziarsi a un mese che a un anno, alla faccia del matching.

  14. MARCO

    TUTTO VERO MA LE BANCHE IN GENERE EMETTONO OBBLIGAZIONI INDICIZZATE EURIBOR 3 MESI MENO UNO SPREAD CHE VARIA DA 0,25 A 0,75% OPPURE PAGANO INTERESSI PARI AL 75% OD 80% DEL TASSO EURIBOR 3 MESI.

  15. meno spread?
    è cogliona solo la mia banca che paga +0,85% di spread allora?
    dammi una prova di quello che dici, e se il titolo è stato emesso nel 1965 non vale.

  16. specialista in COCOMMERI E PUPARUOLI

    faccio presente che se i mannacciaggerS delle bancarelle avessero seguito criteri prudenziali come noialtri, ben altre, dico, ben altre fosserebbero state le consequenze !

  17. cla

    allora sei d’accordo che è meglio un tasso fisso? dato che i tassi variabili ora scendono ma che, perdurando il mutuo per 20 anni, non si sa mai.
    ora bisogna capire cosa è un buon tasso fisso mediamente. su info_mutui.it mi sembra di aver letto che un buon tasso fisso si aggira sul 5,00%. ora è al 5,75%. naturalmente sarebbe meglio un 3,oo%. bisognerà decidersi però. ecco perché non facendosi ingolosire dai tassi variabili che calano, come mi sembra tu mi spieghi, bisognerà sceglierne uno fisso. potendo aspettare anche 12 mesi però, dovrò cogliere l’attimo.

  18. Io dico che ognuno deve operare considerando le proprie possibilità. Un tasso variabile non è la fine del mondo, il problema è che le rate di un mutuo ipotecario sono di per sé di livello importante e quindi possono diventare “pericolose” rispetto a un reddito fisso. Fissare una rata ad un livello per te sostenibile ti fa perdere i vantaggi dei tassi che scendono ma ti evita il problema che le rate, su venti anni, salgano (ma non ti farebbe incazzare perdere la casa per cinque rate non pagate dopo 18 anni di mutuo?). Come pesi tu queste due cose è problema personale, poi: 1) se i tassi restano bassi non devi lamentarti perché la rata è ferma 2) se rischi e le rate variabili diventano insostenibili non devi prendertela con la globalizzazione, banche centrali, signoraggio, speculatori, Pietro di Giorgio ecc… la colpa è solo tua.

    I miei pezzi non vogliono dare indicazioni su che mutuo fare, ma vogliono dire questo: se non riesci a pagare il mutuo sei un coglione perché 1) hai dato cieco ascolto a un venditore di tappeti che lavora in banca 2) non sai misurare le tue possibilità; quindi bene tu perda la casa.
    Questo pezzo vuol dire questo: le soluzioni artistiche dei mutui (allungamenti tipo Tremonti, indicizzazioni al Refi, derivati tipo Pietro-di-Giorgio…) possono nascondere fregature, perché chi ti dà i soldi non ci vuol certo rimettere, quindi è tutta o fuffa o cosmesi politica.

  19. Calvin

    Mi stai dicendo che le banche commerciali dopo il Banking Act del 1933 non facevano prestiti a lunga scadenza? A me risulta che non potessero più “underwriting, promoting and selling securities”, un loan non è una security. Comunque la cancellazione del divieto non è opera dei liberisti kattivi degli anni ’80 ma di quelli buoni degli anni ’90.

  20. Calvin

    La mia soluzione ideale è il floater cappato, ma la volatilità è troppo alta e l’opzione credo costerebbe cara; potresti però prenderla leggermente out of the money, tipo al 5.50, così stai con un variabile ma hai fissato la rata massima. Per dirla tutta io mi venderei anche un floor out of the money ma sono patologico :)

  21. MARCO, ALLORA, MI TIRI FUORI QUESTI TITOLI O NO?

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