In carcere, malata e senza cure: la Corte Europea condanna la Francia

21/12/2010 - Ad una donna anoressica che soffre d’asma e insufficienza respiratoria cronica, era stata negata la sospensione della pena e il trasferimento in una struttura adeguata. La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Francia per non aver permesso ad una detenuta

     
 

di

Ad una donna anoressica che soffre d’asma e insufficienza respiratoria cronica, era stata negata la sospensione della pena e il trasferimento in una struttura adeguata.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Francia per non aver permesso ad una detenuta malata ed anoressica di essere curata in una struttura adeguata. Si tratta di Virginia Raffrey Taddei, attualmente in carcere a Roanne, che ha chiesto più volte la sospensione della pena per motivi di salute.

LE PATOLOGIE – Le difficili condizioni in cui era costretta a vivere erano sempre state snobbate. E le richieste di aiuto mai accolte. La signora Raffrey soffriva d’asma, insufficienza respiratoria cronica, anoressia e sindrome di Muenchhausen, una forma di ipocondria estrema. La donna era divenuta anoressica nel 2008 in seguito ad uno sciopero della fame. Alta 165 cm, nel 2009 Virginia pesava solo 34 kg. L’anno scorso diversi medici esperti avevano chiesto un sostegno per il paziente, cure in una struttura adeguata. Il tribunale francese, però, ha sempre respinto le richieste di sospensione della detenuta.

VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE – Per la Corte Europea “la mancanza di considerazione da parte della autorità nazionali della necessità di un monitoraggio specializzato, in una struttura adeguata”, il fatto che il detenuto sia stato trasferito due volte, e la durata della procedura, costituiscono una violazione dell’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo che stabilisce: “Nessuno può essere sottoposto a tortura nè a pene o trattamenti inumani o degradanti”.

IL CASO DI DANIELE FRANCESCHI – Una storia che ci riporta alla mente quella di Daniele Franceschi. Italiano morto in circostanze misteriose in un carcere francese. “Io, Franceschi Daniele, chiedo di poter essere visitato in un ospedale “esterno”, dato che sento un forte dolore al cuore e alla spalla sinistra. È urgente!…”, scriveva in francese al medico del penitenziario di Grasse il giovane italiano il 24 agosto scorso, il giorno prima di morire. Secondo Cira Antignano, madre di Daniele, il giovane, 36enne, di professione carpentiere, ed arrestato per aver utilizzato una carta di credito falsa, sarebbe stato picchiato prima di morire. La donna, fin dai primi giorni dopo la morte di Daniele, non ha mai creduto alla versione della procura di Grasse, che parla, invece, di arresto cardiaco.

     
 

1 Commento

  1. Pingback: Tweets that mention In carcere, malata e senza cure: la Corte Europea condanna la Francia -- Topsy.com

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie