In questo articolo cercheremo di sfatare alcune false credenze su un problema molto discusso, ma non fronteggiato in maniera adeguata. La diffusa scarsa educazione stradale, un’informazione allarmistica ma poco mirata e gli investimenti statali inadeguati sono tra i responsabili.
Domenica 16 novembre è stata la giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada. Il presidente della Repubblica ha inviato un messaggio raccomandando maggiori sanzioni e un’educazione fin dalla
scuola. Il ministro dell’Infrastrutture ha promesso che la Gelmini avrebbe inserito l’educazione stradale (si,
con questi chiari di luna!) mentre il ministro della giustizia ha promesso dignità ai parenti delle vittime (maggiori risarcimenti?). Al di là però di questi messaggi l’associazione “vittime della strade” denuncia il fallimento dell’obiettivo di riduzione del numero di vittime del 40% in dieci anni e soprattutto che “lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada“.
I FALSI MITI - Oltre all’ impegno calante c’è una mancanza di informazione che coinvolge politici e media, e che lascia gli automobilisti, che maggiormente potrebbero risolvere il problema, alla generica, onnipresente e totalmente inutile raccomandazione alla prudenza. Nascono così i miti: cercheremo con l’aiuto delle statistiche di smascherarne i dieci principali. 10) Le autostrade sono le strade più pericolose. Le autostrade contribuiscono a non più del 10% dei morti in incidenti stradali. Il resto invece viene equamente distribuito tra strade extraurbane e strade urbane. Le strade più pericolose (quelle per cui si ha un tasso di morti per incidente più alto) sono le extraurbane dove spesso si hanno velocità simili a quelle autostradali ma nessun guardrail a dividere le due corsie (l’80% dei morti avviene su strade di questo tipo). Chi quindi mette le cinture di sicurezza solo in autostrada farebbe bene ad allacciarle anche quando sta a due passi da casa. 9) Gli incidenti mortali avvengono soprattutto di notte. Le ore peggiori per gli incidenti mortali sono quelli del ritorno a casa dopo lavoro (dalle 16 alle 19) con una frequenza di morti che è quasi tre volte quelle delle ore della notte. È vero invece che il tasso di mortalità è più alto ma il numero dei veicoli che si muove è molto molto più basso.
Il problema dei morti sulle strade è dovuto soprattutto alle stragi del sabato notte. Nelle notti di sabato del 2006 si sono avuti 148 morti, pari ad
appena il 2% di tutte le vittime della strada. In particolare anche contando le vittime delle notti del week end non si arriva a quelle delle notti degli altri giorni della settimana. Il fenomeno quindi, strombazzato da tutti i media, è molto meno rilevante di quanto si creda.
LOOK AT YOUR SIDE! - 7) I morti negli incidenti stradali sono dovuti soprattutto agli scontri frontali. Gli scontri frontali sono stati responsabili nel 2006 di 893 morti ma non sono la causa maggiore. Molto di più lo sono stati quelli frontali laterali (di fatto dovuti ad attraversamenti di incroci) e quelli legati alla fuoriuscita di un veicolo isolato. Ciò è dovuto anche al fatto che molte delle protezioni moderne (airbag, cinture, ecc.) si sono concentrate sui rischi frontali. 6) Gli incidenti avvengono soprattutto al SUD dove i guidatori sono più indisciplinati. Guardando alle regioni con il più alto numero di morti si vede subito che al primo posto c’è la Lombardia con 877 (uno ogni 11.000 abitanti o uno ogni 8500 veicoli circolanti) vittime che stacca Lazio (575, uno ogni 9630 abitanti o 8400 veicoli), Veneto (553, uno ogni 8730 abitanti o 6700 veicoli) ed Emilia Romagna (539, uno ogni 7930 abitanti o 6600 veicoli). La Campania (324, uno ogni 18000 abitanti o 13200 veicoli) ha un tasso per veicoli circolanti e abitanti che è quasi la metà delle altre ed è preceduta in valore assoluto anche da Puglia (409, uno ogni 10000 abitanti o 6700 veicoli), Piemonte (404, uno ogni 10000 abitanti o 8700 veicoli), Sicilia (383, uno ogni 13000 abitanti o 10400 veicoli) e Toscana (353, uno ogni 10400 abitanti o 9800 veicoli), d
imostrando per assurdo di essere una delle regioni più sicure. Ma ancor più significativo (prendendo Napoli come la città simbolo dell’indisciplina) è che vi siano più vittime nella provincia di Brescia (163) che in quella partenopea (148) nonostante quest’ultima abbia una popolazione e un parco veicoli circolante di ben 2,5 volte superiore. È evidente quindi che, o la repressione dei comportamenti indisciplinati non serve (che è assurdo) oppure che di fronte ad un fenomeno così diffuso di illegalità anche la repressione (percepita più alta al nord) in realtà è molto limitata e non incide che in maniera bassissima sulla prevenzione degli incidenti mortali. 5) I vecchi causano molti incidenti. Se si vanno a considerare l’età dei conducenti morti in seguito a incidente si scopre che si hanno più incidenti in cui sono coinvolti minori di diciotto anni che maggiori di ottanta. In questo ambito non vanno dimenticati i molti, i troppi bambini o ragazzi che muoiono a bordo di un motorino o un’auto che, in base all’età, non potrebbero guidare.


























“Le ore peggiori per gli incidenti mortali sono quelli del ritorno a casa dopo lavoro (dalle 16 alle 19) con una frequenza di morti che è quasi tre volte quelle delle ore della notte” Chi l’avrebbe mai detto!!! ottimo e sensato articolo
Molti incendi, come spiega anche la frequenza più alta al Nord, sono connessi alla scarsa visibilità. Il momento peggiore è quindi l’imbrunire, magari con il sole basso. Non tanto buio che i fari agiscano bene e poca luce solare per vedere bene gli incroci, i semafori, gli ostacoli. Ma questo aspetto non viene mai ricordato nei consigli per la prudenza.
Grazie Gloria:)
“L’elevata velocità è la causa principale degli incidenti. Secondo le statistiche si possono imputare all’alta velocità solo il 12% degli incidenti (1 su 8)”.
Chiunque abbia mai guidato piu’ che per andare dal tabaccaio se n’era accorto da anni, è in assoluto uno dei miti più duri a cadere: quasi sempre quando sostengo che i limiti di velocità sono degli strumenti di imposizione fiscale e non di controllo degli incidenti ottengo sempre reazioni decisamente scomposte…
Sarebbe interessante vedere i medesimi dieci falsi miti con anche le statistiche dei feriti, ci potrebbero essere conferme di valutazioni che già qui escono (come la minore mortalitá degli incidenti frontali, che dovrebbe avere una maggiore incidenza nei feriti, o per esempio potrebbe uscire la tipologia di incidente più prona a far morire invece che ferire).
@Calvin: pur concordando sul fatto che i limiti di velocità sono uno strumento per battere cassa, io li vedo anche come strumenti di disciplina. Se il limite su una strada extraurbana rettilinea è 90 e tizio va a 130 perché tanto è deserta, come ci si puó aspettare si comorti ad un incrocio con semaforo o nel dare una precedenza?
Mmh, bisognerebbe levare i limiti di velocità e balzelli annessi per un po’ e vedere se quel dodici per cento aumenta (magari è “basso” proprio perché grazie agli autovelox fanno un sacco di multe
). E poi sforare anche abbondantemente il limite su un’autostrada a tre corsie è una cosa, farlo regolarmente in pieno centro abitato…
Secondo me dovrebbero utilizzare deterrenti di altro tipo. Esistono molti limiti che sfiorano l’assurdo (tratti di extraurbana principale, quindi 2 corsie per senso di marcia e guardrail nel mezzo, da percorrere ai 50 sono follie, un invito a delinquere)(autostrada venezia-belluno, nel tratto dei viadotti ci sono zone con limite 80 e postazione velox fissa posta subito prima del decadimento del limite, invito al linciaggio della stradale). Il punto è che andrebbe responsabilizzata maggiormente la gente: se ti trovo ubriaco ti fai una notte in guardina; se fai un sinistro per cause su cui avevi controllo devi essere processato per direttissima. Noi giriamo con dei fucili sotto il sedere e nessuno ce l’ha mai detto.
@icy: non ho considerato le statistiche sui feriti perchè sono poco significative. Infatti non si può distinguere una abrasione da una infermità permanente per cui effettivamente non si può dare una misura della gravità dell’incidente
Concordo sul fatto che alle alte velocità hai anche problemi a rispettare l’incrocio o anche il pedone che attraversa ma in quel caso la statistica dovrebbe indicare alta velocità e non altre cause
@prostata ed Enrico: non torniamo a discutere solo della velocità e degli autovelox. Quanta gente viene multata per non aver dato la precedenza o perchè non si è fermato alle stricie pedonali: nell’ultimo numero di quattroruote ad una piccola inchiesta a Roma e Milano hanno visto che l’80% dico l’80% delle auto non dava la precedenza al pedone sulle striscie. Questo è un problema a mio avviso più importante degli autovelox (che comunque sono davvero efficienti quando sono fissi e ineludibili come il safety tutor)
Giusto per stigmatizzare la vergognosa disinformazione basta leggere l’articolo di Repubblica in home:
http://www.repubblica.it/2008/.....nnata.html
SI parla di una impennata della pirateria dicendo che ha causato ben 79 morti addirittura il 68% in più dell’anno scorso. 79 morti sono poco più dell’1% di tutti i morti sulle strade. Questo significherebbe che nel 98% dei casi non c’è pirateria. Sono dati ovviamente sbagliati perchè dipingono un mondo quasi perfetto che non esiste spacciandolo per di più per una emergenza. Ma si va oltre dicendo che questo fenomeno viene descritto solo dall’ASAPS mentre l’Istat dorme. L’istat non dorme visto che tutti i dati da me forniti nel post sono di quella provenienza (e sono evidentemente frutto di analisi complesse e costose) mentre, questa associazione (o Repubblica se ha riportato male i suoi dati) fa disinformazione con l’unico evidente motivo: pubblicità spettacolo.
Ah scusate dimenticavo: dice anche che la regione più piratata è la Campania (che abbiamo visto è più sicura di molte altre) e che i pedoni uccisi (fino a metà novembre) sono più dell’anno scorso e cioè 34 quando invece abbiamo visto che l’anno scorso sono stati 758!!!!
Il comunicato stampa dell’ASAPS (il portale della sicurezza stradale, meno male) è:
http://www.asaps.it/?url=showp.....18.11.2008
e riporta proprio quei dati.
Nella pagina principale però la prima cosa che si vede è la pubblicità per la campagna iscrizioni! Sarà un caso?
non voglio trasferire a nessuno il mio dolore causato da un incidente stradale che coinvolse mio fratello trentenne
da allora non ho più avuto con le auto lo stesso rapporto, sono molto più prudente
ma non basta, sono convinco che la filosofia dell’ uso dell’ auto non sia corretta, non posso accettare che le auto vadano a velocità che comunque costituiscono un pericolo mortale in caso di incidente
non credo che il problema sia di abbassare il limite da 130 a 110 o da 110 a 80, sempre un pericolo sono
e le statistiche dimostrano che si muoroe anche a velocità basse……ma non tali da evitare la morte
allora cosa fare ? ridurre la velocità max a 25-30 all’ ora (come un medio ciclista della domenica?
forse sarebbe l’ unica soluzione
da questo ne conseguirebbe un cambio totale della filosofia di utilizzo a favore del trasporto pubblico nei trasferimenti extra-urnani
l’ auto si trasformerebbe in una bici coperta e motorizzata per usi a corto raggio
non sarebbe meglio per tutti ?
è vero che se esco di casa posso comunque morire per un vaso che mi cade in testa, per un proiettile vagante, per un colpo di cannone mal indirizzato, per lo scoppio di una granata, per il crollo di un grattacielo, per l’ apertura della terra sottostante ecc…..ma sono eventi la cui probabilità di verifica è ancora bassa
e se pur riuscissimo di calare anche di poco il rischio, comunque sarebbe una buona cosa che farebbe anche bene alla qualità della ns vita
perdonate lo sfogo
@j, purtroppo dietro non si torna per cui soluzioni così drastiche non sono possibili. Ma si può sicuramente fare moltissimo. Se ad esempio si investissero parti di quei 35 miliardi di euro che ogni anno si perdono per gli incidenti si potrebbe migliorare e di molto i mezzi pubblici scoraggiando l’uso in città (chi è stato a Manhattan sa che è difficilissimo trovare una auto privata). Si possono poi ancora migliorare i mezzi di protezione e insegnare alla gente una cultura diversa. Si può tanto ma si fa poco e purtroppo tante tragedie come quella di cui tu porti i segni continueranno a succedere tutti i giorni nell’indifferenza di chi ha invece cento altre inutili paure (dall’aereo ai rom sottocasa per intenderci)
C’è gente che ha smesso di fumare da quando sulle confezioni c’è scritto che il fumo fa male. Perchè, nonostante questa mattanza, non è stata avviata una campagna seria, continua ed incisiva sull’uso corretto dell’auto e delle strade? Si continuano a fare autostrade pluricorsie ma si marcia sempre al centro, degli stop ci si accorge dopo l’incidente, le strisce pedonali cosa sono? telefonini, ma anche altri aggeggi elettronici, sono dei pericolosi distrattori.
Purtroppo c’è chi ha bisogno di veder scritto “attenti questa è una porta; bisogna aprire per poter passare” o adegua il suo comportamento su quanto gli inculca la TV. D’altra parte una serie di “educational spot” avrebbe costi sociali di gran lunga inferiori a tutto il resto.
Ottimo articolo. Giusto due considerazioni:
bisogna tenere presente che la definizione di “morto per incidente stradale” cambia spesso e i morti per incidente possono essere di più o di meno a seconda del tempo che per convenzione si decide debba passare dall’incidente al decesso.
per quanto riguarda i morti causati dai pirati, nonostante spesso gli articoli come quello da te citato siano piuttosto confusionari, si tratta non di tutti gli incidenti, ma solo di quelli in cui l’autore non si ferma a prestare soccorso e tenta di sfuggire all’identificazione. Quindi quella percentuale è esatta.
Anzi, il fatto che siano aumentati dimostra che gli inasprimenti di pena oltre a sbagliare bersaglio, come hai ben documentato, peggiorano anche la situazione. Visto che i primi soccorsi sono fondamentali, se chi ha provocato l’incidente, per non finire in carcere o farsi confiscare la macchina, fugge invece di chiamare l’ambulanza è ovvio che la vittima lasciata sull strada arà poche speranze.
(scusa per la lunghezza)
complimenti sempre meritatissimi. Oltre ad alcuni punti specifici, già trattai nei commenti di chi mi ha preceduto, mi fa riflettere su come la “cattiva” informazione distoglie l’attenzione (mi chiedo sempre se in buona o mala fede) dai veri problemi e quindi dalla possibilità non dico di risolverli, ma di affrontarli.
Lo so che non dico niente di nuovo, ma se continua così la persisitente distanza tra le statistiche sui diversi fenomeni e quello che viene portato all’attenzione dai media e, di conseguenza, alla pubblica opinione finisce per essere non uno dei problemi ma IL PROBLEMA da risolvere.
Un sorriso tranquillo
C.
faccio parte dall’associazione italiana familiari vittime della strada di cui sono responsabile di sede, l’articolo è ben strutturato, solo che il piu’ delle volte si da la colpa ai guidatori,escludendo quelli ubriachi e drogati che si meriterebbero l’ergastolo perchè lo sanno che vanno ad uccidere, la colpa è dei gestori delle strade che non fa una manutenzione regolare lasciando la strada in abbandono con buche e molte erbacce almeno qui al sud, qui si muore anche per incidenti con animali vaganti,tipo bovini,cani etc e poi mi si viene detto he le reti di protezione non sono obbligatorie come le luci nei vari svincoli,ma allora io mi chiedo perchè ce li mettono non essendo obbligatori? io ho perso un figlio di 19 anni per un incidete con una mucca in piena corsia in una strada a due carreggiate e due corsie per ogni senso di marcia e alla fine c’è stata una condanna a 1 anno e 4 mesi e condonata per effetto dell’indulto.i familiari delle vittime non vogliono soldi ma quella giustizia che tutto sommato alla fine non si ha.
Avvengono perchè per anni ci si è accaniti contro la velocità, lo spettro della velocità è statto pompato a dovere soprattutto dagli incompetenti giornalisti, aggiungete che essa poteva essere controllata elettronicamente e permettere di fare cassa, dallo Stato, all’ultimo comunello della Barbagia ed il gioco è fatto.
Il fatto è che mancano i controlli di una volta, quelli in cui ti controllavano il bollo, l’assicurazione, le gomme e se non stavi calmo anche le luci degli stop, mancano gli addetti di una volta, quelli che con cordiale discrezionalità, comprendevano e dicevano:”vabbè per questa volta ….”, oggi italiani ed extracomunitari girano senza assicurazione impuniti ed a bordo di veicoli fatiscenti, le auto sono cabine telefoniche o snack bar, le mani non sono sul volante, ma in ogni altro posto, il guidatore fuma, beve, con indifferenza, è normalmente inesperto e presuntuoso alla guida…… metteteci che se vuole si fa una canna, beve alcolici o peggio, ed il quadro è completo, altro che velocità !
Gli stessi messaggi della soc. autostrade dicono: “con il Tutor mortalità ridotta del 50%”, ma allora gli incidenti avvengono ugualmente con il tutor ciò vuol dire che la velocità è causa di un maggior danno, ma non la causa primaria, che va cercat altrove, generalizzando in una cattiva educazione.
Non si vogliono fermare gli incidenti perchè probabilmente la cosa non conviene a nessuno…Con l’avvento delle centraline elettroniche ad un’auto si può far fare quello che si vuole, i 40 in città, i 70 in strade extraurbane, far mantenere le distanze di sicurezza…quando sento che “a causa dell’asfalto scivoloso l’automobilista ha perso il controllo”..certo, il pirla faceva i 95 in curva con nebbia e pioggia e le gomme lese…la centralina poteva evitare che, con la pioggia, l’auto superasse i 40 all’ora. Questa è l’unica prevenzione, oltre alla pena di morte per chi guida in stato di ebbrezza.
@michele: condivido. E invece le storie strappalacrime non sono mai quelle degli incidenti stradali, mai quelli di coloro che sono rimasti invalidi perchè non hanno messo il casco. Sinceramente non capisco perchè.
@demopazzia: le diversità dei numeri sono legate alla definizione anche di mortalità. L’Istat considera tutti coloro che sono deceduti entro un mese dall’incidente altri solo quelli deceduti entro 24 ore. Ci sono spesso differenze notevoli. Per il discorso dei pirati però stiamo parlando di proporzioni 1 a 10 per cui sicuramente i dati dell’ASAPS sono parzialissimi ed ad uso stampa
@comicomix: grazie per il commento e il tuo contributo all’articolo
@roberto: ti devo le mie scuse. Non intendevo dire che i familiari voglino soldi (non esiste dolore più grande e irreparabile di chi perde un figlio) ma che le vuote promesse del ministro erano legate più ai soldi che alla certezza della pena. Andandomi a rileggere però il comunicato vedo che invece ha parlato proprio di certezza della pena quindi il mio commento era a sproposito. Per quanto riguarda il merito di ciò che dici sottoscrivo tutto tranne l’ergastolo per chi guida ubriaco. Io sono favorevole a pene limitate ma certe (senza condoni e condizionali). Se ogni volta che uno si ubriaca e tocca un volante fa un paio di notti in cella (la rpima volta, poi 10 poi 100 e poi si butta lachiave) nessuno lo farebbe più. Invece qui si è liberi e poi si fa un processo dopo chissà quanto tempo. La certezza della pena è tutto: sulla roma-napoli con il safety tutor nessuno dico nessuno supera i 130, sul GRA nessuno va sulla corsia di sicurezza perchè sanno che gli ritirano la patente. Gli italiani sanno essere disciplinati quando sono hanno paura…
@armando: certo perchè si punisce la velocità ma se tu sei ubriaco oppure semplicemente hai tanto sonno ti schianti anche a 90 all’ora. Ma il safety tutor è l’unico buon inizio che ho visto in giro (e infatti tutti lo odiano!)
@zambo
quello che chiedi è una cosa complicatissima. Non si riesce a dare la multa a chi è sorpreso in flagrante figuriamoci controllare la sua velocità in ogni istante. La pena di morte non servirebbe a nulla qui come in tutti gli altri casi
ci sono le leggi, ci sono i regolamenti e si lamenta lo scarso presidio della polizia stradale.
è come se dicessimo: rubare è vietato dalla legge ma siccome c’ è poco controllo sul territorio allora se rubo è colpa della polizia e dello stato che non effettuano più controllo.
vogliamo finalmente capire che se ci sono delle leggi, queste sono fatte per regolamentare la convivenza civile e che vanno rispettate indipendentemente che ci sia o no ocntrollo?
ma daltro canto cosa si può pretendere da una società che è consapevole che drogarsi fa male ma si droga e colpevolizza gli altri? che sa che fumare fa male ma continua a fumare e colpevolizza lo stato per scarsa attenzione al problema?
si continua a dare agli altri le colpe delle nostre scelte errate o delle ns. debolezze.
Ciao,bellissimo articolo,finalmento sento qualcosa di sensato sull’argomento,volevo solo aggiungere che dal mio umile punto di vista siamo lontani anni luce per risolvere qst problemi,ma credo dipenda sempre dal fatto che c’è sempre qualcuno che ci deve “guadagnare”.Ho 37 anni, ho percorso molti chilometri in auto,ho girato l’Europa in moto e lavoro da 15 anni per una compagnia assicurativa……Grazie
E se il minestrone viene fatto con tutte le verdure ??? Non sarà per caso che qua sia uguale ?? Mi spiego in Italia ci sono strade con segnaletica posta 20 anni prima, cantieri mai terminati, ma ci sono anche macchine che sono scatolette di latta con un motore con troppi cavalli e tanti somari alla guida………………
Abito a 20 Km dal posto di lavoro devo passare circa 7 Km in una strada a 2 corsie che ci permette di evitare una citta, fino alle 7,30 ci sono pochissimi veicoli e molto ordinati, dalle 7.30 alle 8.00 è il terrore puro.
Laltro giorno con due corsie c’erano 4 macchine appaiate, naturalmente a bordo strada sembra un cimitero, pieno di fiori, ma non sarebbe meglio partire 5 minuti prima ????
per J. Caro J, non voglio rispondere ad altri perché mi arrabbierei. Hai scritto delle cose molto giuste. La velocità è quasi sempre eccessiva e, tranne rari casi, in rapporto all’estensione della rete stradale, i limiti sono troppo alti. In realtà il codice della strada imporrebbe una velocità adeguata alla situazione, ma questo è un concetto relativo e di impossibile applicazione. È dimostrato come la mortalità di pedoni e ciclisti diminuisca drasticamente passando da 50 a 30 km/h, questa dovrebbe essere la velocità massima per i veicoli a motore (e non +10km/h come certi interpretano i limiti…) in città. E le strade extraurbane, che sono necessariamente condivise con altri utenti, dovrebbero essere portate a 50, massimo 70 se molto larghe, con l’obbligo rallentare e di lasciare almeno un metro e mezzo di spazio laterale quando si sorpassano utenti più lenti (in particolare ciclisti e pedoni).
In Francia a quanto mi risulta stanno andando in questo senso.
@giancarlo. Tutti dovrebbero essere corretti ma siccome non è così e siamo degli esseri evoluti formiamo una società che controlla, reprime e punisce chi non rispetta le regole. Questo da noi non succede ma anche in paesi più “civili” i morti ci sono lo stesso per cui non è l’unico problema. Ad esempio quanti automobilisti sanno che sul bagnato le frenate sono più lunghe? O che una mamma che porta un bimbo in braccio (lo ripeto fino alla noia perchè lo vedo ogni giorno) mette il bimbo difronte ad una carica esplosiva che si può attivare anche per una botta a 10 km/h?
@sabrina: grazie dei complimenti. Il guaio del gaudagnare è che, come ho detto, ci sarebbe tanto da guadagnare investendo in sicurezza che è stupido non farlo. E lo stato non lo fa
@rita: infatti la soluzione non è unica ma articolata. Sul fatto di partire un po’ prima non sono d’accordo: la sicurezza ci dovrebbe essere sia su una strada vuota che affollata. Generalmente però le statistiche dicono che i morti ci sono sulle strade vuote (in coda è più difficile farsi davvero male)
@giuliano. Scusami ma la tua soluzione è quella perpetrata da anni: limitare la velocità. Il post (e tanti commenti) vuole dire proprio il contrario: non ci fissiamo su questo fatto della velocità perchè non è l’unica soluzione e ce ne sono altre più semplici ed ugualmente efficaci
A mio avviso il primo problema è l’arroganza di certi automobilisti totalmente disisnteressati alla percezione del rispetto verso il prossimo.
Noto che alcun propongono di restringere o abbassare i limiti di velocità o altri che vorrebbero eliminarli.
Non ci vuole tanto a capire che in città se ci sono i 50 all’ora vanno rispettati e basta;
ed in alcune zone residenziali le zone 30 sarebbero utilissime.
Ma va detto che anche tenere limiti ridicoli su statali o extraurbane spesso è una truffa.
Intanto andrebbe abolito il margine dei 40 kmh tra scarti e percentuali varie, magari una revisione dei limiti in alto in varie situazioni,sarebbe utile piazzare una bella serie di autovelox FISSI ovunque così eviteremo i furbi per strada, i furti dei comuni sui cittadini e magari si inizierebbe a fare la distinzione tra cittadino che vuole solo guidare o il tipico b…..do menefreghista. Personalmente sono favorevole ai 150kmh in autostrada e credo che già ora non sia un problema, ma prim al’eliminazione dell’assudo scarto di 40km h
Resterebbe il dramma di eliminare quell’inciviltà da parte di tanti cittadini su vari comportamenti e se permettete,riguardo la batttuta delle sigarette, aggiungerei la questione degli indicatori di direzione; come dire: se compri un veicolo, oltre ai vari accessori in dotazione , il suddetto veicolo è dotato già di serie di indicatori di direzione da usare per indicare cambi di direzione e anche per una forma di civiltà.
Non immaginate quanto sia odioso e rischioso nelle rotonde vedere imbecilli girare senza indicare col rischio di un impatto, oppure negli incroci.
Direi: un bel foglietto con su scritto “il veicolo è dotato di indicatori di direzione”.
Personalmente, da appassionato automobilista e amante ciclista mi rendo conto che l’arroganza sia un dramma che uccide.
Oltre ad una questione di infrastrutture e non parlo di nuovi tracciati autostradali ovunque(farli dove necessario e adeguare gli attuali), ma parlo di metropolitane, perchè la metro è fantastica, tanti cittadini non vorrebbero un veicolo personale ma muoversi liberamente con vari metodi, altri cittadini, possessori di veicoli, semplicemente vorrebbero muoversi senza dover usare sempre una automobile oppure uno scooter, ed anche veri amanti di veicoli com eme, troverebbero geniale l’idea di arrivare alle porte di una città, parcheggiare comodamente ed usufruire di una veloce, comoda sicura METROPOLITANA.
Il traffico diminuirebbe, per chi non è residente si paga una bella cifra dal lunedì al venerdì per entrare in città e tutto ciò a mio avviso sarebbe un grande passo avanti.
@marblestone: no marblestone, il problema non è la velocità eccessiva, come vuole farci credere certa stampa, il problema è la velocità che la maggiorparte di noi mantiene senza rendersi conto che è eccessiva anche se è “solo” (magari…) 10km/h sopra il limite, e in certi casi anche se è al limite. Non c’è strada di città (a parte la parte centrale dei viali) dove 50km/h è una velocità prudente. Le ricerche le hanno già fatte, innumerevoli. Oltre a essere pericolosi in città i 50 sono inutili, perché non è aumentando la velocità di picco che si diminuiscono i tempi di percorrenza. Spero di non dover dimostrare il perché, visto che l’esperienza urbana e autostradale di tutti lo dimostra. Le eccezioni rappresentate da autostrade o città prive di traffico non possono essere considerate, spero questo sia ovvio!