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pubblicato il 19 novembre 2008 alle 15:16 dallo stesso autore - torna alla home

Alcune proposte-progetto che porterebbero un po’ di aria nuova nella politica italiana. Cinque punti che ridarebbero agli elettori il loro diritto, quello di scegliere.

elezionimu9 Elezioni e preferenze: ecco cosa i politici non faranno maiSe le proposte-progetto elencate in questo articolo venissero realmente applicate, ci troveremmo di fronte ad una classe politica con la “c “e la “p” maiuscole. Avremmo tanti parlamentari europei che fanno i parlamentari europei, tanti deputati che fanno i deputati, tanti senatori che fanno i senatori, e via discorrendo fino al consigliere comunale o circoscrizionale. Ritornerebbe il “porta a porta” e la sezione del partito sotto casa acquisirebbe nuovo vigore. Aumenterebbe la capacità di rappresentanza della politica. L’elettore ritornerebbe centrale nel gioco elettorale. Si parlerebbe di politica meno in tv, di più nelle strade. Quello che i politici non vogliono.

LISTE BLOCCATE - Abolizione delle liste bloccate. Ritorno alle preferenze, eccezion fatta per i collegi uninominali, come avviene con la legge elettorale attualmente in vigore per le Elezioni del Consiglio Provinciale. Immediata scomparsa dai due rami del parlamento delle mogli, degli amici degli amici, delle veline, dei portaborse e di tutti coloro che politici non lo sono mai stati in prima persona. Per sedersi a Palazzo Madama o a Montecitorio ci sarà esclusivamente bisogno di fare politica, gavetta, farsi le ossa e conquistare consensi. Non basta nemmeno giungerci per vie traverse, non basta essere un bravo giornalista, un ottimo presentatore televisivo o un attore stimato.

parlamentoeuropeorl6 Elezioni e preferenze: ecco cosa i politici non faranno maiLISTINI E DOPPI INCARICHI - Abolizione dei listini da tutte le leggi elettorali regionali che lo prevedono. E’ inaccettabile che, mentre futuri Consiglieri Regionali combattano sul campo la battaglia delle preferenze, altri che ricopriranno di lì a poco lo stesso identico incarico stiano a guardare alla finestra in attesa di essere nominati, in virtù di chissà quale Santo in Paradiso. Anche qui vale la stessa riflessione fatta al punto precedente. Abolizione doppi incarichi politici. I candidati alle Elezioni Politiche, sia per la carica di Deputato che di Senatore, non dovranno ricoprire, già dal momento della presentazione delle liste, nessun altro incarico politico nelle Amministrazioni locali, nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni, e nemmeno in ambito europeo. O la fine di un mandato o le dimissioni da altro incarico saranno il preludio ad una nuova avventura politica.

PREFERENZE MULTIPLE - Abolizione della preferenza multipla. Gli elettori dovranno esprimere, qualora lo vogliano, una ed una sola preferenza. Il caso riguarda le Elezioni Europee, dove di preferenze è possibile indicarne tre, ma il principio dovrebbe essere valido per ogni tipo di consultazione (un tempo la preferenza multipla, per la precisione quadrupla, era possibile alle Politiche). Stop, quindi ai plebisciti, dei vari Gruber, D’Alema, Santoro. Il peso dei candidati maggiormente legati ad un territorio sarà maggiore rispetto ai nomi grossi provenienti dall’alto. Sarà ridotto l’effetto traino dei media, la campagna non sarà prettamente mediatica, perché l’elettore si troverà di fronte ad un bivio: scegliere il candidato locale o quello nazionale? Oggi è possibile votarli entrambi. Nel nostro caso no. L’abolizione dei doppi incarichi politici che abbiamo ipotizzato al punto precedente, già spingerebbe di per sé i maggiori esponenti dei partiti a preferire Roma a Strasburgo. E a quel punto forse avrebbe fine lo scempio che li vede protagonisti: prima ottenere centinaia di migliaia di preferenze, poi lasciare il posto ai colleghi di partito meno in vista.

elezionifr3 Elezioni e preferenze: ecco cosa i politici non faranno maiCANDIDATURE MULTIPLE - Abolizione candidature multiple. I candidati potranno presentarsi, alle Elezioni Europee e alle Politiche, in uno e un solo collegio o circoscrizione. Fine dei giochetti post-voto. Stando ad oggi, infatti, i leader si presentano in cima alle liste dei loro partiti in ognuna o quasi tutte le circoscrizioni. Nel caso dei partiti più piccoli, che riescono ad ottenere seggi in una sola o poche circoscrizioni il leader mette al sicuro la propria elezione. Nel caso dei partiti maggiori, il leader (o i leader, infatti spesso c’è più di un esponente di partito che si pone in cima alle liste in più regioni) viene eletto su tutto il territorio nazionale e, conseguentemente, la Segreteria in base alla scelta della circoscrizione in cui il Segretario o il Presidente è eletto, può stabilire se ad essere eletto è questo o quello il candidato posto più giù nella lista. Nel caso di abolizione delle liste bloccate, come ipotizzato prima, nessun parlamentare potrebbe essere “nominato”, come avviene oggi (è possibile prevedere con un margine di errore minimo prima del voto chi saranno gli eletti): i partiti non avrebbero più la certezza dell’elezione di alcun candidato.

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