Lo scudo spaziale e la disinformazione
20/11/2008 - LA MINACCIA IRANIANA - La verità è che lo scudo sarebbe in grado di opporre un serio ostacolo alle mire iraniane: l’Iran avrebbe bisogno di molti anni per procurarsi le decine di testate nucleari necessarie a rendere inefficace lo scudo,
LA MINACCIA IRANIANA - La verità è che lo scudo sarebbe in grado di opporre un serio ostacolo alle mire iraniane: l’Iran avrebbe bisogno di molti anni per procurarsi le decine di testate nucleari necessarie a rendere inefficace lo scudo, e, attualmente, non ha la tecnologia per costruirsi missili in grado di eludere il sistema difensivo. L’unica cosa che può fare è procurarsi una bomba atomica nel giro di pochi anni, tra il 2010 e il 2012, con la quale minacciare l’Europa e, Allah piacendo, cancellare dalla faccia della Terra Israele e Usa, come ha già auspicato (almeno) cinque volte in meno di tre anni (avvertenza: chi crede alla bufala secondo la
quale Ahmadinejad non avrebbe mai detto cose simili è pregato di recriminare all’IRNA, l’agenzia/leccapiedi di proprietà del regime iraniano, la quale gentilmente traduce le bischerate, mai ritrattate e spesso ribadute, del tiranno in questione). E, chiaramente, tutto ciò non fa piacere a tutti quei terzomondisti che gioiscono ogni volta che Ahmadinejad e i mullah assassini aprono bocca per dire le loro scemenze anti-semite/neo-naziste/anti-americane. Bisogna tener conto del fatto che un’atomica iraniana è una MINACCIA, è un’arma offensiva rivolta all’Europa e ai paesi vicini: è uno strumento con cui i mullah potranno ricattare l’Ue (e quindi inibire il suo alleato americano), dissuadendola dal fare la voce grossa sulle questioni che premono al regime. Ecco perché piacerebbe ai terzomondisti suddetti.
L’IRAN E L’ONU - Tra le altre cose, due delle affermazioni che fa Scalea sono che “l’AIEA (agenzia dell’ONU che controlla le questioni connesse all’energia atomica) non ha finora mai trovato alcuna prova che suggerisca la volontà iraniana di sviluppare armi nucleari” e che “l’Iran non ha alcuna testata nucleare (né una deliberata volontà di dotarsene)”. Avrebbe potuto/dovuto smentirle subito, una volta appresa questa notizia, ma non l’ha fatto: “Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha votato ieri una risoluzione che estende le sanzioni nei confronti dell’Iran, accusato di continuare le attività di arricchimento dell’uranio per scopi militari. [...] La risoluzione è stata preceduta, e in qualche modo favorita, da un rapporto presentato il 25 febbraio ai paesi membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica dell’Onu (AIEA) dal capo degli ispettori in Iran Olli Heinonen. Secondo quanto riferito da un articolo di Le Monde del 2 marzo, il rapporto comprende “documenti indicanti che l’Iran ha lavorato alla costruzione di una ogiva nucleare e che tali sforzi sono continuati dopo il 2003″. In particolare vi sono delle immagini della testata missilistica, e i dati di un sito sotterraneo appositamente congegnato per testare esplosioni atomiche. Il rapporto avrebbe dunque un tono ben più preoccupante rispetto alla precedente posizione del direttore dell’AIEA El Baradei, che aveva parlato con maggiore cautela di una “possibile dimensione militare” del programma iraniano, e anche rispetto al rapporto delle agenzie di intelligence americane che alla fine dello scorso anno avevano riferito di una sostanziale interruzione delle attività nucleari di carattere militare in Iran a partire dal 2003″. O perlomeno avrebbero potuto/dovuto farlo tutti quei siti che hanno pubblicato la sua ‘fatica letteraria’. Ma non l’hanno fatto.
ALTRE POSSIBILITA’ - Un’altra questione su cui Scalea sorvola tranquillamente è la possibilità che Corea del Nord e Iran sviluppino ICBM sufficienti a colpire direttamente gli Usa e l’Ue: la logica del redattore di Eurasia è “non lo possono fare ora = non lo faranno mai”. Una visione poco lungimirante, soprattutto se si tiene conto dei tempi di realizzazione dello scudo e del fatto che deve essere completato in Europa PRIMA che la minaccia iraniana diventi realtà. Comunque, lui stesso ammette che gli Iraniani stanno sviluppando ORA missili in grado di raggiungere una gittata di 3’000 km. Qualche esempio: la distanza tra Teheran e Varsavia è di 3’000 km. Tra Teheran e Berlino è di appena 3’500 km (quindi, dal confine iraniano la distanza è inferiore ai 3’000). Per verificare: http://www.horlogeparlante.com/it/distance.php. Quanta parte d’Europa siamo disposti a lasciare sotto il mirino dell’Iran atomico? Quanti paesi Nato? Non ci vuole molto a capire che gli Usa vogliano solo tutelare i loro migliori alleati. D’altro canto, alla Corea del Nord ‘basterebbe’ un missile da 7’000 km per colpire l’Alaska, da 9’000 per colpire San Francisco. Attualmente non ne ha, ma nulla toglie che se ne possa dotare: come riporta anche Scalea, la Cia stima che il Taep’odong-2, ora in fase di sviluppo, possa raggiungere proprio 9’000 km (cifra che gli permetterebbe di minacciare anche l’Europa – la distanza Varsavia-Pyongyang è di 7’500 km). Vista la situazione ‘in progress’ dei missili coreani, lo scudo spaziale è già stato realizzato sulla costa occidentale degli States, contando almeno (ripeto: almeno) 10 intercettori. Strano che la Russia (o Scalea) non abbia aperto bocca su questo fatto: non sarà che la differenza sia solo il paese dove si trova lo scudo, altro che la minaccia – fantasma? Che il problema non sia lo scudo spaziale, ma lo scudo spaziale in Polonia e Repubblica Ceca?
IL VERO MOTIVO - L’idea dello scudo non fa piacere ai Russi, ma non per lo stesso motivo dei pacifinti di cui sopra, né per paura che questo possa in qualche modo ostacolare il bombardamento a tappeto
dell’Europa (qualora volessero mai farlo, anche se noi tutti sappiamo che non accadrà mai… perché accadrebbe la stessa cosa alla Russia, ovviamente): il fatto che i paesi tiranneggiati dall’Urss fino a 20 anni fa diventino parte integrante del sistema difensivo del ‘nemico’ americano significa che queste nazioni sono ormai legate a filo doppio alla Nato, quasi senza speranza che in futuro possano tornare indietro dal papà russo. Bye bye compagno Putin, insomma. Il tentativo di bloccare il processo già in atto ha portato il Cremlino a un gesto abbastanza buffo, per non dire ridicolo: posizionare missili nucleari a Kalinigrad. Se ci pensate bene, è proprio una mossa inutile: 1) Quando mai verranno usati, quei missili? Cercate di rispondere col buon senso. 2) Ammesso che ci fosse il bisogno di usarli, non cambierebbe nulla. I moderni missili intercontinentali hanno gittate comprese tra i 10’000 e i 13’000 chilometri. Per fare un paragone, la distanza tra Mosca e New York è di 7500 chilometri. E’ del tutto evidente, quindi, che tenerli sul suolo russo o dispiegarli in Europa non fa alcuna differenza: per carità, i missili impiegherebbero meno tempo ad arrivare, ma arriverebbero in entrambi i casi.
UNA MINACCIA INUTILE - Inoltre, la Russia minaccia di posizionare dei missili Iskander, ovvero di gittata massima 300 km. Tanto per rendersi conto, un missile del genere non arriverebbe neanche a Berlino. Tradotto in parole povere: quei missili non sarebbero in grado di colpire la maggior parte delle basi militari Nato né, tantomeno, le basi di lancio degli ICBM. Come minaccia, proveniente da un paese civile (cioè il contrario di come sono l’Iran di Ahmadinejad e la Corea del Nord di Kim Jong Il), è ben poco credibile. L’unica ipotetica minaccia continuano a restare tutti quegli ICBM da 10’000 km che rimangono in Russia e le testate nucleari a bordo di aerei e sottomarini, cioè esattamente come è sempre stato fin’ora. Il colmo è arrivato in questi giorni: l’ “opzione zero”. Se gli Usa rinunceranno al loro scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca, allora anche Mosca rinuncerà alla minaccia di installare impianti missilistici Iskander nell’enclave baltica di Kaliningrad. Ricapitolando: la Russia ha minacciato di posizionare dei missili completamente inutili nel Baltico, e ora chiede agli Usa di rinunciare alla difesa dell’Europa (cioè a una strategia utile e necessaria per la loro sicurezza nazionale)? Buone notizie arrivano comunque dall’Italia: “Sono convinto che Stati Uniti e Ue siano i pilastri del sistema atlantico, e che gli Usa abbiano il diritto a difendersi da ciò che ritengono sia una minaccia alla loro sicurezza” (S. Berlusconi, 14 novembre 2008). Un po’ di buon senso! Speriamo che ALCUNE persone lo usino di più, in futuro, prima di scrivere certi ‘articoli’.













Nessun problema, non c’è alcuna fretta.
1) “Qual è la differenza che rende le minacce statunitensi di cancellare dei regimi un qualcosa di banale ed inoffensivo, e quelle iraniane una minaccia alla sicurezza mondiale?”
La differenza è che quel ‘dalle carte geografiche’, presente nelle frasi di Ahmadinejad e non in quelle di un presidente americano, indica ben più che la caduta di un governo, ma la fine stessa di uno stato (la cui esistenza peraltro non viene riconosciuta dall’Iran, quindi non sarebbe un male porvi fine, nell’ottica dei mullah). Nel link segnalato sopra addirittura si parla di ‘Israele’ e non di ‘regime sionista’, ma potrebbe essere una traduzione più libera; Stati Uniti invece compare senza ‘pseudonimi’; il crollo di entrambi sarà dovuto ai ‘cuori puri e alla resistenza’ iraniana. Chissà cosa vuol dire Ahmadinejad.
La differenza è che gli Usa le armi atomiche le hanno già ora, e non le usano. Siccome l’Iran ancora non le ha, e dice queste cose, non vedo perchè non si debba prendere le dovute precauzioni. Si tratta di precauzioni.
2) “Secondo lei gli USA erano autorizzati a violare i regolamenti di guerra perché il Giappone faceva altrettanto…Di sicuro non ricordo una sola bomba giapponese caduta su una città statunitense. Non capisco dunque in qual modo le due bombe atomiche degli USA costituissero un adeguarsi ai metodi dell’avversario.”
Il Giappone ha attaccato gli Usa senza dichiarazione di guerra, ha commesso orrendi crimini contro i civili cinesi; ha bombardato Manila (nonostante fosse stata dichiarata città aperta dagli Americani), per esempio. Quindi sì, ha bombardato città americane, oltre ad aver commesso gli altri crimini di guerra. I bombardamenti sulle città sono stati operati da tutte le nazioni combattenti, chi prima (Germania su Polonia, Italia su Malta, Giappone già detto) chi dopo (Urss, Gran Bretagna e Usa). Ma nessuno li ha rinfacciati come crimini di guerra agli Alleati, perchè per primi li hanno subiti; del resto, la precisione dei bombardamenti era limitata, e dunque ecco il motivo dei bombardamenti a tappeto. Capirà bene che non c’è molta differenza nel distruggere una città con 100’000 bombe o con una sola.
Ma, aldilà della questione in sè, ammettiamo pure che abbiano sbagliato 60 anni fa: ciò non permette all’Iran di fare lo stesso con Israele. Rimane il fatto che dopo il ’45 gli Usa non le hanno più usate (e qui vorrei che leggesse quei link, che hanno fonti a supporto).
3) “Wilkening afferma che anche 100 intercettori possono minacciare la difesa strategica russa, in quanto i Russi non sono attualmente in grado di mantenere in stato d’allerta più d’un centinaio di missili dotati di testate nucleari”
Ora, nel terzultimo commento ho cercato di spiegare che, a prescindere dal numero di intercettori posizionati in Polonia (che cmq per ora è fissato a 10, non a 100), lo scudo non è in grado di fermare la ritorsione russa a un attacco nucleare: in vari modi, i Russi possono colpire gli Usa senza che lo scudo possa fare nulla (possono addirittura annientare lo scudo e poi attaccare…). Non sto a ripetermi.
Posto ciò, qua c’è un’analisi del 2005 sull’arsenale russo:
http://www.aspeninstitute.it/icons/imgAspen/pdf/news/n3_05_Podvig_it.pdf
“Alla fine del 2004 la Russia aveva circa 600 ICBM schierati, capaci di portare quasi
2400 testate. Queste cifre, però, sono destinate a mutare profondamente nei prossimi
anni, visto che la Russia sta ritirando i missili più vecchi e sostituendoli con modelli
nuovi.”
I Russi sono (2005) in grado di mantenere in stato d’allerta 600 missili intercontinentali (attenzione: non sta calcolando quelli a medio e corto raggio, cioè quelli non intercettabili dallo scudo in Polonia, nè quanti missili siano in stato di non-pronto intervento) che però, secondo Pavel Podvig (Ricercatore Associato presso il Centro Internazionale di Sicurezza e Cooperazione della Stanford University in California), andranno a ridursi nei prossimi anni. Stando al 2005, cmq, il numero è 60 volte superiore agli intercettori che ancora non sono ancora stati installati in Polonia.
Podvig stima che alla fine di questo decennio ci saranno circa 150 ICBM operativi (max 200), di cui buona parte nuova, per un totale di 600 testate nucleari (notare che alcuni di questi missili hanno più testate, mentre un missile intercettore ne può far fuori solamente una), che avranno rimpiazzato i missili vecchi. 15 volte il numero degli intercettori in Polonia.
E’ interessante quando dice che:
“L’SS-18 è un residuato dei tempi della guerra fredda: questo missile pesante non solo può trasportare dieci testate con buona precisione, ma trasporta anche una serie di “esche” (finti ordigni) che gli consentirebbero di penetrare qualsiasi difesa antimissilistica, ingannando i sistemi intercettori.”
Un modo in più per rendere inutile lo scudo americano, sembra (in teoria, l’EKV dovrebbe identificare le testate vere da quelle false, ma non è detto che sia infallibile). La cosa da notare è che Podvig conferma che un missile a testata multipla non verrebbe intercettato prima di liberare tutte le sue testate. Quindi, anche a prendere il numero più risicato che stima, sarebbero circa 600 le testate da affrontare.
Podvig poi parla dell’arsenale operativo in dotazione alla marina e all’aviazione (cioè di tutte le testate che non sono minacciate dallo scudo in Polonia), stimando rispettivamente circa 500 e 850 testate atomiche (da vedere un pò al ribasso, secondo lui).
Tutto ciò è confermato da quanto dice Adrian Blomfield sul Telegraph nel 2007:
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1553598/Russia's-nuclear-capabilities.html
Blomfield parla, a proposito della Russia, di “16,000 [nuclear] warheads, of which 7,200 are believed to be operational”, mentre gli Usa ne avrebbero ‘solo’ 5735 operative. A proposito della Russia, riporta:
- 489 missili a terra, capaci di portare 1,788 testate
- 12 sottomarini, capaci di portare 609 testate
- 79 bombardieri, per un totale di 884 missili cruise
Ancora nel 2007 la Russia disponeva di un numero di missili e testate operative enormemente maggiore dei missili intercettori che verranno piazzati in Polonia.
In sostanza: è vero che la Russia perde colpi (e che gli Usa non sono tenuti a stare al passo dell’ex rivale), ma ha tutti gli strumenti per farsi valere, scudo o non scudo. Se lei ritiene che l’Iran non sia una minaccia credibile, allora perchè gli Usa, visti questi fatti, e considerando che non hanno mai detto che ‘il regime russo verrà cancellato dalle carte geografiche’, dovrebbero attaccare la Russia ?
“i missili Patriot possono essere impiegati per difendersi da armi convenzionali, non certo da armi atomiche. Lei stesso scrive che intercettarono “alcuni” missili iracheni. Alcuni, non tutti. S’immagini, per un paese piccolo come Israele, cosa possa significare essere colpito anche solo da “alcune” bombe atomiche.”
I missili Patriot sono in grado di intercettare missili a medio e corto raggio. Quello che trasportano questi missili non conta, è il loro tipo a renderli bersagli possibili o no dei Patriot, esattamente come un intercettore di quelli di cui si sta parlando può intercettare solo ICBM e non missili a corto o medio raggio. Il funzionamento del sistema si è perfezonato nel tempo: sono passati 18 anni da allora, ci sono stati degli ‘upgrades’. Il sistema, in teoria, funziona (nel 2003 non hanno dato problemi nell’intercettamento, per esempio).
I Patriot vengono descritti come missili anti-balistici, ma non viene specificato, per esempio, quanto possono fare contro un ICBM, o entro che distanza dal lancio di questo funzionerebbe. Del resto, se bastassero questi a intercettare in ogni situazione missili intercontinentali, non sarebbe necessario un altro tipo di intercettori.
E’ interessante questa immagine, rilasciata dalla Missile Defence Agency:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d4/GBI_from_PL_Cannot_Catch_Ru.gif
che mostra come anche un missile a lungo raggio russo non potrebbe venire intercettato dallo scudo. Più che altro, è interessante per la lunghezza del percorso compiuto dall’intercettore, capace cioè di raggiungere distanze molto grandi (anche oltre Iran e Israele). Bisogna vedere se ci riuscirebbe in tempo, questo francamento non ho gli strumenti per dirlo.
Purtroppo, conoscevo già da tempo il link che ha postato sulla presunta ‘diceria del secolo’, infatti nell’articolo mi riferivo proprio a quella, quando consigliavo di rivolgersi all’Irna.
Arash Norouzi, l’autore del link, praticamente sostiene questa versione dei fatti: l’Irna, agenzia di stampa del regime iraniano, sbaglia a tradurre in inglese dal farsi. Dei veri incompetenti, insomma.
Non solo: incredibilmente, non si sa come, nessun membro del governo iraniano sa tradurre dall’inglese in farsi, perchè si dà il caso che non ci sia stata alcuna smentita di fronte alla stampa internazionale. E come dar torto ai politici iraniani, visto che nemmeno Ahmadinejad se la sente di smentire ? Anzi, se guardiamo all’intervista riportata, Ahmadinejad dà conferma di aver detto quelle cose:
‘Ma lei è veramente serio quando dice che Israele dovrebbe essere cancellato dalla superficie della terra?
- [...] Dobbiamo applicarci a risolvere il problema alla causa primaria di tutto ciò.’
In mancanza di un ‘no, non ho mai detto una simile idiozia’, la soluzione del problema, come emerge dal discorso di Ahmadinejad, è cancellare Israele.
‘Sono state citate le vostre parole che Israele dovrebbe essere cancellato dalla superficie della terra. É proprio questo che lei pensa?
- Quello che ho detto esprimeva chiaramente la mia posizione.’
Più chiaro di così. Insomma: l’Irna è legata mani e piedi al regime iraniano, possibile che nessun addetto al controllo stampa (la censura, insomma), nessun politico iraniano, nemmeno Ahmadinejad, si sia reso conto del – presunto – clamoroso errore di traduzione ? Possibile che nessuno abbia pensato di smentire una volta e per tutte ? Appunto.
Possibile che tutti i media occidentali, anche i più agguerriti anti-americani, facciano parte di un complotto per attaccare l’Iran ? Appunto.
E’ un peccato che i link (tra cui quello dell’Irna) segnalati dal sign. Norouzi non funzionino (se a lei funzionano, me lo dica pure), come è un peccato che sul sito dell’Irna l’archivio arrivi fino al 2007 e non più indietro, come è un peccato che per tutto il 2008 riporti solo queste notizie (faccia la prova anche lei, se le dà risultati diversi me lo dica pure):
http://www5.irna.ir/En/View/Information/?Info=11&fdt=13861011&tdt=13870911
e non una parola su queste dichiarazioni di Ahmadinejad a proposito di Israele e Usa:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266095
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200806articoli/33367girata.asp
http://news.excite.it/estero/israele/387293/AhmadinejadIsraele-sta-per-sparire
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=722120
Nel 2008, Ahmadinejad ha ripetuto la stessa solfa (con poche varianti, come può vedere da sè) del 2005 per ben 4 volte. L’ha fatto anche nel 2006 e nel 2007:
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo340029.shtml
http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4469777,00.html
Ora, in diversi link compare il riferimento all’Irna come fonte. Possibile che sia stata mendacemente tirata in causa, e, soprattutto, che non abbia mai smentito ? Possibile invece che abbia tradotto male ? Tutte le volte ? Possibile che nessuno abbia smascherato una simile frode, quando sarebbe tanto facile farlo ?
O è possibile, invece, che l’Irna e le altre agenzie giornalistiche abbiano semplicemente tradotto le parole del presidente iraniano (il quale peraltro, in tutte queste occasioni, non ha mai avuto da recriminare) ?
Mi scusi, ma qua siamo di fronte a un’evidenza così manifesta, che non servirebbe neanche commentarla.
Ho fatto una rapida ricerca sul ruolo operativo dei Patriot e trovo che questa pagina di wikipedia sia un riassunto abbastanza efficace:
http://en.wikipedia.org/wiki/Missile_Defence_Agency
In pratica, per ogni fase della traiettoria di un missile esistono contromisure specifiche.
La prima fase (boost phase) è quella immediatamente successiva al lancio del missile: dura circa 3-4 minuti, in cui i motori del razzo danno la ‘spinta’ necessaria a stabilirsi su una specifica traiettoria balistica. La seconda fase (mid-course phase) è quella in cui il missile percorre la sua traiettoria al di fuori dall’atmosfera terrestre. La terza fase (terminal phase) consiste nel rientro nell’atmosfera da parte del missile (fino ovviamente a colpire l’obbiettivo).
I missili Patriot sono capaci di colpire un missile balistico (qualunque cosa trasporti) nella fase terminale della sua traiettoria. Idem per i missili Arrow. Israele dispone di entrambi, quindi dovrebbe essere al sicuro da ipotetici attacchi iraniani.
Per l’Europa il discorso si fa più complicato: o si dispongono missili Patriot, o Arrow, o il sistema THAAD
http://en.wikipedia.org/wiki/Terminal_High_Altitude_Area_Defense
in ogni paese interessato ad avere una difesa anti-ICBM iraniani, o altrimenti bisogna disporre di un sistema (ovvero gli intercettori che verranno posizionati in Polonia) che colpisca il missile nella fase di medio-corso.
Infatti un Patriot non potrebbe colpire un missile in quella fase, ma solo in quella terminale, quindi non basterebbe fornire questi missili solo ai paesi più vicini all’Iran (un ICBM iraniano potrebbe ‘sorvolare’ i Patriot in Grecia e colpire la Francia, p.e.). La soluzione più semplice è quella di disporre un unico sistema di intercettamento capace di difendere tutti. A un caso, questo opererà in cooperazione con i sistema di difesa già esistenti (Germania, Spagna, Olanda e Grecia già dispongono di Patriot, per esempio – NB: ma la Russia di questo non si è mai lamentata, strano).
http://en.wikipedia.org/wiki/MIM-104_Patriot
ma come, obama vuol fare retromarcia sullo scudo spaziale in cambio del ritiro dei missili russi da kaliningrad.. ahah vai enrico, telefona a obama e spiegagli che quei missili non sono una minaccia! per fortuna che ci sei tu che hai capito tutto
Per MacIII:
Obama ha sospeso il progetto, non ha mai detto che è definitivamente chiuso. Anzi, a ben guardare sembra che l’unico modo per chiudere il progetto sia che la Russia aiuti gli Stati Uniti a convincere l’Iran a sospendere il programma nucleare. Altro che missili Iskander (che sono del tutto inutili a fini strategici, come gli Usa e Obama sanno benissimo).
http://it.notizie.yahoo.com/9/20090213/twl-scudo-antimissile-usa-frena-se-russi-e497199.html
Bene, immagino cmq che tu abbia validi motivi (tecnici, mi raccomando) per dire che gli Iskander siano una qualche minaccia ‘aggiuntiva’ per l’Europa e gli Usa rispetto al già citato arsenale russo (che dello scudo peraltro se ne frega). Non aspetto altro che tu me li esponga (magari ci sarà da ridere).
Segnalo che Scalea ha ripubblicato il suo articolo aggiungendo un'appendice in cui risponde alle critiche di Baria. Si trova all'indirizzo http://www.eurasia-rivista.org//1000/lo-scudo-a…