di Enrico Baria
postato alle 14:34 del 20 novembre 2008 in La rubricaTorna alla home

Continua la polemica sulle componenti del programma di difesa missilistica americano da dispiegare in Polonia e Repubblica Ceca. L’opposizione della Russia è giustificata da certi giornalisti nostrani, ma sulla base di argomentazioni ben poco fondate.

In questi giorni la polemica sull’installazione del programma di difesa missilistica americano in Polonia è balzata all’ordine del giorno, e il dialogo tra Usa e Russia su questo argomento si sta surriscaldando. Significative le parole del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi - che pure dell’alleanza con gli Usa ha fatto il cardine della sua politica estera - contro il progetto statunitense: “La Federazione russa è stata provocata [...] Diciamolo chiaro, la Russia ha subìto delle provocazioni, con il progetto di collocare i missili in Polonia e Repubblica Ceca [...]“. La polemica è in atto da anni, e da anni circolano in rete articoli che sostengono come lo ’scudo spaziale’ sia una ‘minaccia’ alla Russia. Un tipico esempio è l’articolo di Daniele Scalea, redattore di ‘Eurasia, rivista di studi geopolitici’, uno dei più copia-incollati – evidentemente senza neanche essere letto da chi lo postava, vista la disinformazione - sull’argomento. Potete leggerlo a questi link, e chi più ne ha, più ne metta. Il motivo per cui ho elencato questi siti è che, una volta letto questo post, saprete che una notizia diffusa dai medesimi non è poi così affidabile. Il motivo per cui ho deciso di commentare, in maniera documentata, proprio lo scritto di Scalea è che si tratta di uno dei meglio argomentati del movimento anti-scudo-spaziale (il che la dice lunga su quello che scrivono gli altri…).

IL PROGETTO - Iniziamo a descrivere il progetto statunitense, per poi confutare le affermazioni di Scalea. Qui viene descritto brevemente il funzionamento della Missile Defense (generalmente chiamata SDI, in memoria del progetto originario di Reagan). In estrema sintesi, il sistema consiste in varie componenti: satelliti da osservazione, radar della difesa (EWR), missili intercettori GBI (Ground-Based Interceptor) recanti nell’ogiva i veicoli robotizzati EKV, armi laser aerotrasportate (Airborne laser), missili a tre stadi lanciati da navi, ecc. La MD è in grado di tracciare la traiettoria di un missile balistico intercontinentale, ovvero un missile (in genere armato con testata nucleare) dotato di gittata dell’ordine di alcune migliaia di chilometri (da 5′000 fino a 13′000 km). Questa traiettoria può essere determinata in virtù del fatto che, tranne le eccezioni di cui parleremo, non può essere cambiata dopo il lancio del missile. A questo punto, la MD lancia un missile intercettore che, rilasciando il veicolo EKV, distrugge l’obbiettivo. L’ultimo esperimento citato nel link di cui sopra è datato 7 luglio 2000, ed è finito con un parziale successo: il sistema ha funzionato in tutto tranne che nel rilasciamento dell’EKV (è stato un problema ‘meccanico’). La componente dello ’scudo spaziale’ che dovrebbe essere dispiegata in Polonia (su approvazione del governo legittimo, cioè votato dalla maggioranza dei cittadini) è quella dei missili intercettori, mentre in Repubblica Ceca (sempre approvato dal governo legittimo) verrà installato il radar. Iniziamo ora a parlare dei dettagli e dei particolari che sono ’sfuggiti’ (o sono stati volontariamente nascosti ai lettori) al sig. Scalea:

PURA DIFESA - 1) Il sistema anti-missile è a tutti gli effetti uno strumento di ESCLUSIVA DIFESA, ovvero non è in grado di recare alcun danno né alla nazione che abbia lanciato il missile intercontinentale (ICBM), né tantomeno a una che non abbia fatto nulla. Un missile intercettore può solo colpire un altro missile già in volo, non può fare altro. Questa è dunque a un’arma incapace di ‘offendere’ un qualsiasi altro soggetto. Con buona pace di Scalea, e come vedremo poco più in basso, il sistema anti-missile non è in grado, né lo sarà mai, di alterare l’ “equilibrio del terrore” instaurato dalla deterrenza nucleare, o, come la definisce lui, la “pace armata” che vige dalla fine della seconda guerra mondiale tra Usa e Russia. E’ bene ricordare che la deterrenza nucleare, ovvero la minaccia di reciproca distruzione (nel caso che uno dei contendenti attacchi l’altro) è valida solo tra paesi ‘civili’. Facciamo un rapido confronto: l’Urss, pur essendo una dittatura sanguinaria, non si sarebbe mai sognata di attaccare gli Usa. Pensate invece se il regime talebano avesse avuto la bomba atomica: Iran (perché paese sciita), Israele, India (perché nemico del Pakistan, padre del movimento talebano), Cina (per la repressione degli Uiguri) sarebbero state le prime vittime. La differenza tra i due casi sta nel fanatismo, nell’appoggio a gruppi terroristi (che potrebbero lanciare l’attacco per conto del soggetto che li finanzia), nei discorsi dei leader dei paesi in questione: Iran e Corea del Nord, in qualità di paesi dotati di armi atomiche, hanno tutte le caratteristiche di agenti destabilizzatori.

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