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L’esercito “anti gay” che tortura gli omosessuali russi

Negli ultimi giorni hanno cominciato una serie di video e di foto che mostrerebbero fino a che punto si sarebbe spinta la repressione “anti-gay” messa in scena dalla Russia di Putin, che poco meno di un mese fa approvato una legge “anti-propaganda gay“, che punisce con pesanti sanzioni pecuniarie e perfino con il carcere chiunque parli ai minorenni di omosessualità. Ma la crociata contro gli omosessuali russi ha preso una piega ancora più inquietante: secondo quanto riportato da Spectrum Human Right Alliance, un’associazione che difende i diritti LGBT in Russia e nel resto dei paesi dell’est europeo, si starebbe costituendo una sorta di esercito “anti-gay” e “anti-pedofili”, dedito a braccare, insultare e letteralmente torturare i giovani omosessuali russi.

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Maxim Martsinkevich (Foto: VK.com)

BRACCATI E TORTURATI – A capo di questo “movimento” ci sarebbe Maxim Martsinkevich, 29 anni, ex leader del movimento ultranazionalista Format18, altrimenti noto con il nomignolo “Tesak” (“mannaia” in russo) che sul social network russo VK.com starebbe letteralmente reclutando persone per il suo esercito, battezzato con gli inequivocabili nomi di “Occupy Pedophilyaj” e “Occupy Gerontilyaj”. La modalità di azione di questi gruppi è tanto semplice quanto terrificante: braccare gli omosessuali e i presunti pedofili, costringerli a identificarsi davanti a una telecamera per poi dare sfogo a ogni genere di tortura fisica e verbale. I video vengono poi pubblicati su YouTube e diffusi sul web, in modo che “tutti sappiano”.

ESERCITO ANTI GAY – Nella descrizione al video (in inglese su YouTube) si legge come questi gruppi si autoproclamino “combattenti anti-pedofilia” e che il ragazzino in questione sia un giovane omosessuale costretto a subire gli insulti, i calci e perfino un “lavaggio” con l’urina. Secondo quanto riportato da The Gaily Grind e da Gaia Italia, in tutto il paese si conterebbero già più di 500 gruppi e l’obiettivo sarebbe quello di istituire un “nucleo anti-gay” in ogni città della Russia. Ancora più inquietante è il profilo pubblico di Martsinkevich, che appare in uniforme da SS pubblicizzando i “seminari” che tiene in vari punti del paese, informazioni corredati da video dove appare impunemente a volto scoperto in atti inequivocabili.

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E IL GOVERNO RESTA A GUARDARE – In tutto questo il governo russo non solo non sembra prendere nessuna contromisura per bloccare questi inauditi atti di violenza, ma sembrerebbe quasi approvarli, dal momento che il profilo di Martsinkevich è pubblico e i video sono facilmente rintracciabili in Rete. Molti siti a sostegno dei diritti LGBT accusano lo stesso Putin di avere le mani macchiate dal sangue dei giovani omosessuali russi, lo stesso sangue che è scorso in abbondanza durante l’ultimo Gay Pride di San Pietroburgo, degenerato in violenti scontri dopo che un gruppo “anti-gay” si è infiltrato nel corteo seminando caos e violenza.