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Andrea Antonelli, la lettera aperta di Alessia Polita

Alessia Polita, la motociclista rimasta paralizzata dopo un incidente di gara, scrive una lettera aperta dopo la morte di Andrea Antonelli. La lettera di Alessia:

“Distesa sul letto, cercando di esternare quello che sento dentro… dal 15 giugno ore 9.07 la mia vita è cambiata, i valori, l’importanza delle cose, sto lottando con le unghie e con i denti nonostante giornate di sconforto per accettare cio’ che mi è successo. E’ dura, è difficile, e poi in maniera naturale fai una scaletta delle priorita’ e obbiettivi da raggiungere. Come prima cosa ho voluto abbandonare il discorso di guardare le gare, ero e sono arrabbiatissima, quindi niente piu’ gare in tv e poi cominciare un lavoro e durissimo percorso di “lotta” con me stessa, per dare un motivo a tutto questo, incassare e pensare che sia soltanto un’ altra dura prova da superare. Pensi e ripensi… la mia stessa passione, l’amore per le due ruote mi ha tradita… e poi tra le corsie di Montecatone, silenziose e imbarazzanti la domenica, perchè non c’è fisioterapia e programmi particolari; quelli del piano 0 (piano dove stanno i disabili piu’ avanzati, ovvero quasi autosufficenti)possono uscire dalla mattina fino alla sera per andare dove vogliono, e io invece sono al piano 2 (quelli che sono arrivati da poco)quelli che possono andare solo al bar o nel giardino dell ospedale, ma la corsia mia è sempre abbastanza viva, televisioni accese nelle stanze e nella sala comune, insomma, mi trascino con la mia sediolina sfigata e sento l’eco di quella brutta notizia e molti dei disabili in reparto che mi guardano … incidente gravissimo.

alessia polita incidente paralizzata

Per quanto mi sia difficile in questo momento mi sono fermata davanti alla tv. Non posso crederci, nel giro di 36 giorni 2 incidenti gravi. Mi metto nella sala comune, oltre allo shock per aver visto che era Andrea,guardo il replay e seguo la procedura di soccorso fino a quando lo portano in clinica… ma il tempo passava e….ho capito subito,mi era gia’ tutto chiaro, ormai le procedure si conoscono, noi piloti le conosciamo, il tempo di stabilizzarci e poi si parte subito in elicottero… ma l’elicottero era fermo li, speravo che uscisse quella barella da li dentro come ne sono uscita io per salire in elicottero,dentro di me ho sperato fino alla fine.Passata la mezz’ora mi sono sentita morire, non te ne andare Andrea, piuttosto vieni qua a Montecatone. Non so cosa mi abbia detto la testa, ancora sto qua che fisso il vuoto, mi domando il perchè, è vero il destino esiste, ne sono certa, ma a me sarebbe bastato un air france e molto probabilmente non sarei rimasta paralizzata, oggi era chiaro che in quel diluvio non si doveva partire. Bho, non so, so soltanto che oggi 21 luglio io credo di averne abbastanza del Motociclismo. Le moto le amero’ sempre, ma qui c’è qualcosa che nn sta funzionando piu’! LE CARNI DA MACELLO sono dal macellaio. Grido a voi piloti del Civ e di qualsiasi altro campionato, le nostre voci devono essere ascoltate, non le loro. Non fate ancora una volta finta di niente!!!!!!”