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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 13 novembre 2008 alle 09:15 dallo stesso autore - torna alla home

Mentre ieri i grillini inveivano contro il mondo crudele (i commenti sono gustosissimi, specialmente di quelli che hanno compreso soltanto in ritardo il significato della locuzione “mi rimetto alla decisione della Cassazione“), la palma di miglior attore non protagonista della vicenda è stata assegnata a Marco Cappato, eurodeputato radicale. Cappato ha infatti dichiarato  di essere rimasto “sorpreso dalla decisione della Cassazione di dichiarare «insufficiente» il numero di firme raccolte dal comico genovese”, e anche, sdd7pk Referendum di Grillo, i Radicali scleranodrammaticamente, che “il diritto al referendum nel nostro Paese esiste sulla carta, ma di fatto è stato abolito in decenni di sentenze eversive della “Corte-anticostituzionale”, che ha cancellato milioni di firme, e dal Parlamento italiano, che ha fregato e tradito la volontà popolare su tantissimi temi: dalla riforma elettorale al finanziamento pubblico dei partiti. Il referendum è stato distrutto da questo regime di illegalità che ci governa“.

Insomma, se ieri eravamo all’emergenza democratica, oggi come minimo siamo al Colpo di Stato. E fare tanto casino sembra sia servito, visto che il video della dichiarazione di Cappato ieri troneggiava sul blog di Beppe Grillo (quindi, obiettivo raggiunto…). Ma fa un po’ impressione sentire proprio da un radicale dirsi sorpreso dall’annullamento. Come già ricordato qui, infatti, era stato proprio un gruppo di costituzionalisti a fornire un parere nel quale venivano spiegati tutti i i rischi per la validità delle firme, rischi che – dalle scarne notizie che escono dal Palazzaccio - hanno portato alla situazione di oggi. Nella quale, a dire il vero, non c’è ancora nulla di deciso, visto che il presidente Corrado Carnevale ha deciso di ascoltare il promotore prima di fare una scelta. E se poi, per caso, dovesse convincersi? Che si fa, si sbaracca l’armamentario del golpe in atto? In secondo luogo, c’è da ricordare che prendersela con tutte queste fantomatiche sentenze addirittura “eversive” della Consulta - ma il deputato Cappato ha appena dato dell’”eversivo” a un organo costituzionale o sbaglio? E non è una contraddizione in termini, questa? – sembra per lo meno fuori tema, visto che stavolta ad esprimersi è stata la Cassazione… 

Volendo poi usare la memoria storica, si potrebbe anche ricordare che gli ultimi referendum sono naufragati perché gli elettori non sono andati a votare (in Italia non si raggiunge il quorum dal 1997, molti degli ultimi sono stati promossi proprio dai radicali), non perché i togati della Consulta hanno golpeggiato. Compresa la dolorosa esperienza del 2005. In ultimo, colpisce anche un pochino vedere un radicale correre in soccorso di Beppe Grillo dopo le parole infami che il comico genovese decise di riservare a Piergiorgio Welby. Ricordiamole: “Ho deciso di parlare anch’io di Welby. Di fare anch’io la mia piccola pornografia della morte. Per permettere a tutti coloro che lo desiderano di commentare una volta per tutte su Welby. Un commento come nei quaderni per i defunti nell’androne di casa. Poi lasciamolo in pace per sempre. Insieme a chi è nella sua condizione. La televisione ha un nuovo reality, prodotto e diretto da Bonino & Pannella. Si chiama: ‘Erano stati famosi’. Ci si iscrive in punto di morte. Si diventa star nel momento del trapasso. Stelle morenti. Stelle di una TV endoscopica. Migliaia di Piergiorgio Welby, esclusi dai provini, vedono che uno di loro, assediato dai media, è alla fine staccato dal respiratore. La morte assistita di Welby è un suicidio assistito, un omicidio del consenziente, un reato grave. Ma i radicali sono come Lourdes… dove ci sono le sfighe ci sono pure loro“. Che schifo, eh? Ma si vede che il tempo cancella le ferite, la memoria non serve, tutto è bene quel che finisce in un posto pieno di accessi – soprattutto se quel ‘tutto’ è un video con una dichiarazione di Cappato ospitata sul sito di Beppe Grillo. Certo, poi si potrebbe dire che l’eurodeputato parlava per difendere una battaglia politica e così via. Però brrrr. 

‘Che poi io mica lo capisco qual è il problema dei referendum del V-Day2. Basta ri-raccogliere di nuovo le firme al più presto possibile. Non ci sono i fondi, dite? Non è vero. Bisogna infatti ricordare che il Dvd del giorno in cui si è rovinato tutto è ancora disponibile per l’acquisto ad almeno 10 euro e 30 centesimi (e che oggi sono acquistabili anche i dvd dell’intervento settimanale di Travaglio), e di sicuro qualche soldino sarà quindi entrato nelle casse della holding dell’indignazione un tanto al kilo. Abbastanza per ripetere di nuovo la procedura, rispettando stavolta i termini legali, e la Cassazione non avrà nulla da obiettare. Non vedo dove sia il problema. Poi, se Grillo non lo fa, allora dovrà anche accettare che qualcuno cominci a pensare alla sua come a un’iniziativa strumentale. Ma di sicuro non è così, vero?

(Vignetta di Giulio Laurenzi via RickGav)

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