La silenziosa guerra delle morti sul lavoro si combatte non solo nei cantieri, ma anche nelle strade. Non ne parla nessuno, ma metà delle morti sul lavoro avviene al volante della propria auto o del proprio camion. La sicurezza sul lavoro passa anche per i controlli sulle strade.
La tragedia di Mineo ha dato vita ad un copione a cui siamo tremendamente abituati negli ultimi anni: giornalisti che intervistano vedove che piangono, analisti che descrivono le morti bianche in termini di guerre e cataclismi, alte cariche istituzionali che promettono che non si ripeterà più (questa volta è toccato a
Napolitano, la volta scorsa a Prodi), sindacati che urlano scandalizzati (che il paese si ribelli ha tuonato Bonanni) solenni funerali; poi inevitabilmente qualche altro giorno con il morto di turno a cui sono dedicati trafiletti sempre più piccoli fino alla prossima strage.
CHI MUORE SUL LAVORO ? - In questo copione la morte bianca è descritta sempre come figlia della mancata osservanza delle norme, dalla precarietà del lavoro, dalla rapacità di imprenditori che pur di risparmiare mettono a repentaglio la vita dei loro dipendenti. A volere esaminare il gravissimo fenomeno con gli occhi delle statistiche INAIL la faccenda è completamente diversa. Innanzitutto per le forme contrattuali: dei 1205 morti registrati nel 2006 nell’industria e nei servizi 11 erano interinali, 22 parasubordinati e 31 apprendisti per un totale che ammonta a poco più del 5 per cento. Un altro 15 per cento è classificato come autonomi mentre l’80 per cento è rappresentato da normali dipendenti, con contratto a tempo indeterminato. Quindi ancora una volta si conferma che le morti bianche non sono legate al precariato o a forme di sfruttamento forsennato del lavoro tant’è che c’è un altro dato impressionante: il fenomeno delle morti bianche è prettamente maschile: 92,6 per cento contro il 7,4 per cento delle donne. Vero è che in Italia secondo l’ISTAT le donne occupate sono meno degli uomini ma comunque rappresentano il 39 per cento della forza lavoro e si sa che da sempre sono quelle caratterizzate da maggiore sfruttamento e precarietà. Per capire meglio le cause di questo fenomeno è bene considerare le categorie che sono maggiormente esposte agli infortuni mortali: al primo posto, nell’industria e servizi, ritroviamo l’immagini di impalcature e di elmetti mai messi. Il settore costruzioni da solo è responsabile del 27 per cento delle morti bianche. Dopo però ci sono categorie molto più tranquille: trasporti e comunicazioni, commercio e addirittura attività immobiliari e servizi all’impresa. Questi tre settori, dove è difficile immaginare macchine utensili impazzite o carichi che precipitano, da soli sono responsabili del 31 per cento dei decessi.
GLI INFORTUNI STRADALI - Il motivo però non è così misterioso: la metà di tutte le morti bianche (688 su 1344) sono da attribuirsi ai cosiddetti infortuni stradali, quelli che comunemente si chiamano incidenti stradali.
Agenti di commercio, camionisti o autisti, passano molta della loro vita sulla strada e, percentualmente, sono più esposti ai rischi di chiunque altro. Eppure non c’è un telegiornale che ne parla, non c’è un solo trafiletto che dice, quando vi è un incidente stradale, che le vittime erano gente che stava sulla strada per lavoro o, in quasi metà dei casi a lavoro ci stava andando o tornando. Tutti questi incidenti sono classificati, giustamente, come infortuni sul lavoro ma la loro soluzione non sta in decreti che includano pene più severe con gli imprenditori, in forme di contratto meno precarie o ribellioni sindacali non si sa contro cosa. La loro riduzione passa invece attraverso l’installazione dei Safety tutor che dimezzano i morti sulle autostrade, sui t-red che multano chiunque passi con il rosso falcidiando pedoni e motociclisti, sul potenziamento di vigili e polizia stradale che hanno un notevole potere deterrente. Che non si sia fatto nulla in questo senso lo dimostrano anche le serie storiche che dicono che, a fronte di una sostanziale tenuta del numero dei decessi negli ultimi dieci anni, quelli in itinere (percorso da e verso il lavoro), sono più che raddoppiati. E nel frattempo, i miseri 53 milioni annui stanziati dal Governo Prodi e previsti per tre Finanziarie sono stati ridotti di un terzo con un taglio di 17,5 milioni, per trovare le risorse per l’abolizione dell’ICI. Il governo Berlusconi del 2008 conferma quanto fatto dai Governi Berlusconi del passato, che avevano addirittura azzerati i fondi nelle finanziarie 2004, 2005 e 2006. L’Italia vanta così la spesa pro-capite più bassa d’Europa in questo settore, meno di un euro all’anno (contro gli oltre 25 della Svizzera, i 23 della Francia, 12 di Cipro, 10 del Belgio e 5 dell’Inghilterra).
THE QUESTION - Il problema è che le misure per la sicurezza stradale non sono nè di destra nè di sinistra. Ma sono altamente impopolari, non favoriscono il ruolo dei sindacati né fanno, sostanzialmente, notizia per cui difficilmente entreranno in un programma politico, nel discorso di un presidente o in qualche strategia a tolleranza zero. Più conveniente dedicarsi all’altra metà degli infortuni, chiedendo provvedimenti eclatanti e pene esemplari. Ma anche in questo caso, con scarsità endemica di controlli.
























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Morti bianche: la metà dei decessi avviene in incidenti stradali. E il governo Berlusconi taglia i già miseri fondi per…
La silenziosa guerra delle morti sul lavoro si combatte non solo nei cantieri, ma anche nelle strade. Non ne parla nessuno, ma metà delle morti sul lavoro avviene al volante della propria auto o del proprio camion. La sicurezza sul lavoro passa anche …
E se, più che con cure sintomatiche, si tentasse di risolvere il problema alla radice, diminuendo drasticamente l’incidenza che il trasporto su ruota ha sulla mobilità del paese?
E’ impressionante come in questo paese ogni questione (e questa è particolarmente dolorosa) non venga mai analizzata a partire dai dati. So che a volte le cifre sono aride, ma è solo ragionando su di esse che si impostano politiche efficaci e che si misura, al di là della propoganada, la capacità di governo di una classe dirigente.
I dati esposti fanno riflettere. Metà deglòi incidenti sul lavoro dipende dalla sicurezza stradale. Di cui, infatti, non parla nessuno, se non per qualche articolo di colore dopo una strage del sabato sera o dopo le morti durante gli esodi estivi.
La distanza che ci separa dall’essere il famoso “paese normale” di cui si diceva qualche anno fa, è ancora molto molto grande.
Complimenti, Pietro.
@ismaele: oppure si potrebbe non andare più a lavorare!
Gregorj, quello era il piano B, ma doveva rimanere top secret…
Se ancora non è stato deciso niente per legge rischio viaggio in strada per lavorare, è aberrante minimizzare le morti bianche sui posti di lavoro. Qui la sicurezza nei cantiere è solo nella carta. Le ASL sono diventate nicchie di voto do scambio. Nelle commissioni molti medici che fanno politica. E la politica abbassa ….
Se ancora non è stato deciso niente per legge sul rischio viaggio in strada per lavorare, è aberrante minimizzare le morti bianche sui posti di lavoro. Qui la sicurezza nei cantiere è solo nella carta. Le ASL sono diventate nicchie di voto di scambio. Nelle commissioni molti medici fanno politica. E la politica abbassa ….
Allora, dispiace per qualsiasi morto (sia incidente stradale che sul lavoro),premesso questo voglio far notare due cose :
1) A Nassiria sono morti 19 soldati (sapevano benissimo che andavano in un territorio in cui c’era una guerra e di conseguenza venivano pagati),e sono stati seppelliti con tutti gli onori, a carico dello stato e ancora se ne parla, lo stesso privilegio non c’è l’hanno i morti sul lavoro…
2)Per lavoro devo fare una trentina di KM in macchina, fino alle 7.50 strada semi deserta, poi sorpassi anche in 4 su due corsie, rispetto della segnaletica inesistente e pattuglie un puro miraggio, ora non sarebbe meglio uscire 5 minuti prima da casa ???
Mi sembra che l’ultimo ponte festivo, primi di giugno, abbia lasciato 42 morti sulle strade, ma è proprio tutta colpa delle strade o anche ns.???
Per adesso più che aumentare la sicurezza nei cantieri o quant’altro il governo ha badato solo a far cassa con leggi assurde (devi avere un tesserino rilasciato dalla ditta altrimenti 2000 euro di multa, per me inutile, in quanto se tu chiedi la carta d’identità e poi controlli il libro matricola vedi subito se è regolarmente iscritto, mentre il tesserino viene fatto dalla ditta e può scrivere cio che vuole)………..
finalmente qualcuno che ne parla
ho perso un fratello giovanissimo sulle strade che si spostava per lavoro
non mi darò mai pace …..il tratto in cui è morto, sulla Salerno RC è detto: la strada della morte
dicono i bene informati che sia stata costruita male, non consente lo smaltimento dell’ acqua piovana basta un po’ di pioggia e gli incidenti si susseguono
i miei due migliori amicihanno subito terrificanti incidenti (senza conseguenze mortali) e da allora cercano di evitare la guida
non credo che la gente non capirebbe se si facesse sul serio
non sono impopolari misure restrittive, ma è impopolare il tentativo di prendere in giro gli altri
se si decidesse di vincere la lobby dell’ auto con misure tecniche di limitazione della velocità o favorendo i trasporti alternativi, la gente capirebbe ed accetterebbe anche limitazioni in apparenza gravose
complimenti ancora per l’ articolo
Non finirò mai di stupirmi delle straordinarie analisi delle situazioni che fanno gli italiani..
Non finirò mai di stupirmi di come le analisi delle situazioni siano sempre le stesse da 50 anni..
Non finirò mai di stupirmi di come i figli ed i nipoti facciano le stesse analisi dei padri e dei nonni..
Non finirò mai di stupirii della soddisfazione che ogni italiano mostra nel fare semopre la stessa analisi, quella che facevano il nonno e il padre..
Ah..
Questo popolo di intellettuali della Magna Grecia..
Basta che non riducano tutto al solito abbassamento del limite di velocità perché sarebbe una presa in giro.
Ma daje a zio su..
Se un coglione suggestionato dalla formula uno se ne va in giro pe autostrade dove ce sta il limite de 120 a 240 e se schianta la colpa de chi è?
Se un altro coglione se mette a fa gare de velocità de notte e se schianta la colpa de chi è?
Se un camionista guida 20 ore de fila pe guadagna de più e se schianta la colpa de chi è?
Ma che ce sta bisogno de mette er limite ?
Ma nun lo sai che se cori la probabilità de schiantatte aumenta?
Ma invece de sta a aspetta sempre che ce pensano gli altri a voi, O POPOLO EDUCATO DAI PRETI, perchè nun cominciate a pensacce da soli intanto?
Usate de meno la macchina..
Quanno la usate annate piano..
Nun bevete e nun ve drogate quanno guidate..
Rispettate semafori e stop..
Sull’ assicurazione mia ce sta scritto da trent’anni
NESSUN SINISTRO REGISTRATO
Ma che ve state a aspetta che la Fiat e i suoi referenti ve facciano leggi che fanno diminui er fattuirato delle aziende auto?
Ma quelli ve pijano Vasco Rossi e Gianna Nannini, ve fanno canta VOGLIO UNA VITA SPERICOLATA O ARIA, RITORNERO’ NELL’ARIA pe esaltavve e vendevve più macchine..
Ma poi se voi siete così scemi da favve acchiappa zio Giamba che ve deve dì?
A COGLIONI !!
Trttasi di legge del mercato figliuoli..
Se qualcuno ce guadagna, qualcuno ce deve rimette..
La Fiat ce guadagna..
Vasco Rossi ce guadagna cantando VOGGIO UNA VITA SPERICOLATA sugli spot della Fiat..
Gianna Nannini ce guadagna cantando ARIA RITORNERO’ NELL’ARIA negli spot della Fiat..
Richard Gere ce guadagna STAMPANDO LE SUE IMPRONTE SULLA NEVE COI MONACHETTI BUDDISTINI sullo spo de la Lancia..
Quelli che se le comprano ce rimettono sempre li sordi de li fidi..
Qualche volta pure la vita..
Bel lavoro Pietro. Un altro contributo a riportare le responsabilità dove sono, cioè non solo (dico “non solo” e non “NON”) negli imprenditori.
Sono d’accordo solo su una cosa di quel che ha detto Giamba: la maggior parte della gente è idiota, e sulle strade dà il peggio di sé; ma se è per questo anche sul posto di lavoro in generale non diventa molto più furba.
Sì, servono norme (e l’Italia è un campione nello scriverne), ma soprattutto serve rispettarle, e questo da parte di tutti.
intendo norme poche e semplici, non ’sto letamaio.
sorry.
Innanzitutto mi dispiace per il fratello di juppes. Purtroppo la sua situazione è comune a migliaia (ma davvero migliaia di persone) per non parlare delle centinaia di migliaia che hanno avuto invalidità permanenti.
La soluzione non può essere solo una riduzione della mobilità in auto anche se sarebbe bene che la gente che ha paura di prendere l’aereo e per questo va in auto sapesse quali sono i reali rischi.
Io però non ci credi alla lobby delle auto.C’è una lobby molto più forte che si chiama Confindustria che pure non ha avuto fortuna nel bloccare un decreto che, anche io che non ho simpatie per la categoria, ha delle durezze inutili e ingiuste. La realtà è che gli italiani amano le auto e odiano le regole e quindi ogni regolarizzazione sul giocattolo preferito è mal vista
Infine a Giamba vorrei dire che se un pazzo va a 240 e si schianta su un’auto che va per i fatti suoi alla velocità che deve il suo discorso non si applica. Negli incidenti stradali, a differenza dei matrimoni, per scontrarsi non c’è bisogno di due idioti ma di uno solo.
Infine grazie per i complimenti, non ho fatto altro che guardare dei dati che sono disponibili a tutti ma che non vengono citati troppo
[...] metà di questa cifra è dovuta alla componente “incidenti stradali” che fa parte degli infortuni sul lavoro resta una cifra enorme che giustifica investimenti in questo senso anche massicci. Se si guardano [...]
[...] quasi un mese dalla nostra segnalazione anche il Censis si accorge che più della metà delle morti bianche sono dovute ad incidenti [...]