di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:19 del 12 novembre 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Praticamente siamo all’emergenza democratica. Hanno preso infatti malissimo i sostenitori di Beppe Grillo la decisione della Cassazione di congelare i famosi referendum sull’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, l’abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria e l’abrogazione della legge Gasparri sulle frequenze tv, e di ascoltare il comitato promotore il 25 novembre per poi decidere (molto probabilmente) unabocciatura. Pare però che Grillo non si sia posto granché il problema. Anche se le notizie sui rischi si rincorrevano da giorni, nel suo post odierno (uscito qualche minuto dopo la prima agenzia ufficiale che dava notizia di quanto deciso dalla Cassazione) non ha ritenuto di toccare l’argomento, forse in attesa di una presa di posizione per oggi, o nei giorni successivi. Ma evidentemente a qualcuno la scelta non è piaciuta: “Chi è che ci sta prendendo in giro? Grillo dopo tutto il casino che hai fatto, adesso fai un post sui piloti dell’alitalia, invece di parlare di ste firme.Affanculo l’alitalia, parlaci delle firme per i referendum“, dice Jonny G., mentre Tiziana si butta sulla matematica: “Ma se complessivamente le firme racolte per i tre referendum erano 1.300.000 questo vuol dire che: 1.300.000:3= 433.333 firme per ciascun referendum!! Beppe, non posso credere che abbia commesso un’ingenuità così!!”; Cristian P. è più diretto: “Ciò premesso, io sono INCAZZATO NERO,ho passato ore, giorni, mesi a parlare con la gente,ha spiegare il senso di questa azione!ed ora?”, e infine qualcuno comincia anche a sragionare: “La parola CAVILLO, che nome di magistrato vi fà venire in mente? Si… è lui… CORRADO CARNEVALE!!! SOLO IL TERRORISMO SANGUINARIO CI PUò SALVARE…”

A parte la pletora di commenti che indica come colpevole Corrado Carnevale, il giudice della Cassazione famoso con il soprannome di “ammazzasentenze“, e finito sotto processo, condannato e poi assolto, molti ironizzano o si dicono increduli del fatto che, secondo quanto trapelato dal Palazzaccio, le firme sarebbero insufficienti. E ci si domanda come mai si sia commesso un errore del genere, pur ricordando perfettamente che spesso interi fogli vengono compilati di fretta e poi finiscono annullati non appena arrivano a piazza Cavour. Del merito dei referendum avevamo parlato qui. Di quanto poteva succedere dal punto di vista legale, invece, si era detto qui, dove si era riferital’opinione di alcuni costituzionalisti: “La lettura sistematica delle tre norme ci induce a ritenere che nelle ipotesi fisiologiche la fase della raccolta e del deposito possa essere effettuata nel periodo dei 9 mesi salvo quanto disposto nell’articolo 31 che lo riduce a soli 6 mesi. Naturalmente, non essendoci precedenti relativi a questo particolare caso, qualsiasi interpretazione deve poi misurarsi con l’effettivo pronunciamento dell’Ufficio centrale del referendum presso la Corte di cassazione”.

Ora, ben sapendo che molte altre firme sono state raccolte, e ricordando che “Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime” bisogna ricordare che i comizi elettorali sono stati convocati il 6 febbraio, e che le firme sono state depositate in Cassazione l’11 luglio 2008, cinque mesi e qualche giorno dopo la convocazione dei comizi. Dicevano i costituzionalisti interpellati che la richiesta in senso tecnico, “è individuata (art. 7, comma1) in un momento successivo, allorquando il quesito referendario sarà già stato sottoscritto da almeno 500.000 elettori e le firme depositate sosterranno pienamente la validità e l’efficacia giuridica della richiesta dei promotori”. Quando bisognava depositarle, quindi? Entro il 7 agosto.

E allora, forse, bisognerebbe vedere che il Corriere scrive: “dopo aver esaminato tutte le firme raccolte anche in relazione ad ogni quesito tra quelli proposti, hanno giudicato formalmente non corrette le procedure seguite per la raccolta di diverse centinaia di migliaia di firme”. Siccome “centinaia di migliaia di firme” sono state raccolte il 25 aprile, è estremamente probabile che Carnevale abbia deciso di considerare valide le altre, ma di escludere proprio quelle di quel giorno e dei successivi. Dicevano infatti i costituzionalisti: “Solo a partire dal giorno successivo, l’8 maggio, sarà materialmente possibile iniziare una raccolta delle firme, utile e legittima, su un quesito referendario, disponendo dell’intero periodo, pari a tre mesi, per la raccolta delle 500.000 firme. Utilizzando l’intero periodo le firme devono essere depositate, come più volte ripetuto, entro e non oltre l’8 agosto 2008″. Il che (stiamo parlando per ipotesi) costituirebbe un finale davvero sarcastico per questa storia. Ora, si potrebbe anche continuare a gettare benzina sul fuoco ricordando che il Dvd del giorno in cui si è rovinato tutto è ancora disponibile per l’acquisto ad almeno 10 euro e 30 centesimi (e che oggi sono acquistabili anche i dvd dell’intervento settimanale di Travaglio), ma è meglio soprassedere. I grillini nel blog promettono già adunate di folle oceaniche per il 25 novembre, giorno dell’udienza del Comitato promotore. Probabilmente, anche se questo accadesse, è difficile che i giudici si lascino influenzare. Anche se sarebbe interessante valutare il coefficiente di riempimento di piazza Cavour nell’occasione.

(Vignetta di Mauro Biani)

Edit: sembra che invece non ci sarà alcun dibattito il 25 novembre, o quasi. Beppe Grillo ha infatti annunciato: “Mi rimetto alla decisione della Cassazione, non voglio neppure discuterla, ne prendo atto“.  Deludendo così, si immagina, tutto quel centimigliaio di commenti che lo implorava di assaltare la Bastiglia il giorno della discussione con la Cassazione. Ovviamente, Grillo non si degna di scrivere nemmeno una riga a proposito del perché le firme sono state bocciate. Probabilmente perché sa di essere in torto. Però non rinuncia al tono da Masaniello, scrivendo poi in riferimento all’iniziativa Parlamento Pulito: “Le vostre firme sono arrivate in Senato, la discussione della legge è stata “assegnata alla 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) in sede referente il 22 maggio 2008. Annuncio nella seduta ant. n. 7 del 27 maggio 2008.” Aspetto di essere convocato. Nella Commissione è presente anche Francesco Cossiga! Belin, che culo!“. Considerato che quella è una iniziativa di legge popolare, con tempi molto più lenti rispetto al referendum, non resta che mettersi comodi. 

Edit 2: Grillo è quello che è, ma evidentemente anche altri non è che stiano tanto meglio. Marco Cappato, eurodeputato radicale, non ha infatti trovato niente di meglio stamattina da fare che dichiarare al Corriere quanto segue: “”Io i referendum di Grillo li ho firmati. A me sembrava tutto in regola. Nel merito non mi posso esprimere, non conosco i fatti nel dettaglio. Quindi non so se le firme raccolte siano insufficienti o meno. Una cosa è certa: il diritto al referendum nel nostro Paese esiste sulla carta, ma di fatto è stato abolito in decenni di sentenze eversive della “Corte-anticostituzionale”, che ha cancellato milioni di firme, e dal Parlamento italiano, che ha fregato e tradito la volontà popolare su tantissimi temi: dalla riforma elettorale al finanziamento pubblico dei partiti. Il referendum è stato distrutto da questo regime di illegalità che ci governa“. Ora, siccome è da un documento pubblicato proprio dai radicali che si evince l’irregolarità della procedura, è chiaro che qualcuno sragiona. Oppure non legge quello che pubblica. Il che forse è ancora più grave. 

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