Il 10 novembre del 1983 un giovanissimo Bill Gates presentava in una affollata sala stampa il nuovo sistema operativo per Personal Computer. Per vederlo sugli scaffali dei negozi si sarebbe aspettato ancora due anni, ma la rivoluzione era partita.
Nel Helmsley Palace di New York, il 10 novembre del 1983, William Henry Gates presentò un nuovo sistema operativo che definì non solo rivoluzionario, ma che sarebbe stato installato da lì a un anno sul 90% dei computer del mondo. Se è vero che – a venticinque anni di distanza – la previsione del successo del giovane programmatore può dirsi avverato, numerosi dubbi continuano a sorgere sull’effettiva novità e capacità di quel sistema operativo.
UNO PUNTO ZERO – Le caratteristiche “innovative” di Windows 1.0 (venduto alla cifra astronomica per il tempo di 100 dollari) erano i menu a cascata, l’uso del mouse, l’interoperabilità dei dati tra diverse applicazioni, il multitasking e ovviamente il sistema a finestre. Esattamente quello che al tempo già faceva Lisa il sistema operativo Macintosh, che in più poteva fare affidamento su “un’icona cestino” per cancellare i documenti (vi dice qualcosa?) e la capacità di impilare una sopra l’altra le finestre. Ed è proprio in questa fase che iniziò la lunga battaglia commerciale e legale, diventata successivamente ideologica, tra i due giganti dell’IT. Anche nel 1984 Gates ebbe la meglio e la sua società poté continuare a far evolvere il suo sistema operativo in modo sempre più simile a quello pensato da Steve Jobs.
SISTEMA OPERATIVO O NO? – Ma Windows era un vero sistema operativo? Almeno fino al 1993, con l’uscita della versione 3.11 e più compiutamente al 1995 con la vera rivoluzione dell’home computing di Windows 95, quello che l’utente si ritrovava su dischetti era più che altro un’interfaccia grafica montata su un sistema operativo testuale, l’MS-DOS (Microsoft Disk Operatine System). Ed in effetti fino alla versione 8.0 del DOS, questo sistema operativo è stato integrato in Windows (fino alla versione ME), funzionando in un modo non troppo diverso da quella che è la “shell” di Linux – l’interfaccia testuale con cui ancora parte dei programmi del sistema operativo open source devono passare, in modo palese, per poter funzionare.
VENTICINQUE ANNI, E SI SENTONO TUTTI – A venticinque anni (o ventitré) dalla sua uscita è difficile immaginare il mondo dei personal computer senza Windows, nel bene e nel male. Le nuove sfide della Microsoft nel campo dei sistemi operativi sembrano però non essere alla portata delle scelte e delle persone attualmente al comando. Vista è stato un grande flop che forse nemmeno Windows 7 saprà colmare. La vera scommessa è Azure, un unico sistema operativo da installare su un server che controlla via internet diversi terminali aziendali, andando oltre il concetto di condivisione di file. Perché il nemico del XXI secolo non è Apple o gli Ubunti (chi usa una delle più diffuse distribuzioni di Linux, Ubuntu) ma è Google. Il campo di battaglia è la rete, e i servizi integrati disponibili ovunque, scollegati dal proprio pc nella stanza d’ufficio. E forse è già tardi per Microsoft.
WINDOWS, LE RAGIONI DELL’ODIO – In questi anni il sistema operativo delle finestre è stato accusato di vari crimini, e non è stato immune da critiche. L’egemonia sul mercato (tanto da essere multato più volte per concorrenza sleale dalla Commissione Europea) non piace agli smanettoni dell’informatica – che infatti hanno iniziato negli ultimi anni anche a tradire il loro dio Google dopo averlo osannato proprio perché è diventato padrone nel campo della ricerca sulla rete, e conseguentemente Gates è stato da quindici anni a questa parte il nemico dell’informatica libera e accessibile a tutti. Soprattutto libera. Una delle principali contestazioni fatte alla società con sede a Redmond è stata quella di curarsi molto di più della lotta alla pirateria che a risolvere i propri bachi.
BLUE SCREEN OF DEATH – Non è un’accusa campata in aria, a vedere che è preferibile perfino mandare in crash il sistema in una presentazione ufficiale per non perdere invece tempo sul controllo delle licenze. Chi risulta non in regola non potrà accedere agli aggiornamenti del sistema operativo. O installare alcuni programmi originali (da Vista in poi). Insomma, una lotta senza quartiere all’illegalità, che però non ha mancato di lasciare falle aperte nella sicurezza e nella stabilità dei vari sistemi operativi Windows che si sono avvicendati nel corso degli anni. Sostanzialmente Windows è – negli ultimi dieci anni – un sistema operativo che insegue i suoi difetti, cercando di aggiustarli con degli aggiornamenti mensili. Il numero di falle critiche che vengono sistemate ex post sarebbe imbarazzante per qualsiasi altro produttore di software, ma non per la società di Redmond.
L’ANGOLO DEL MUSEO MULTIMEDIALE - Ecco qui infine una pubblicità televisiva di Windows 1.0. Il venditore – che ricorda molto il personaggio Stan del “The Secret Of Monkey Island” (videogioco della LucasArts ben famoso tra i suoi estimatori) – è Steve Ballmer, l’uomo che ha preso il posto di Bill Gates come amministratore delegato della Microsoft dal 2000. Non so come lo troviate come attore, o come venditore, ma c’è qualcosa nella personalità di questo personaggio che lascia molti a bocca aperta. Nel venticinquesimo anniversario della società Microsoft – l’anno in cui prese il posto di Gates – pensò che il miglior modo di festeggiare fosse spuntare da una gigantesca torta di compleanno, e per una conferenza stampa si presentò ululante e danzante sul palco.
























un altro di battaglia è il mondo dei virus e compagnia bella:D
Il problema dei virus è un po’ un cane che si morde la coda. Ce ne sono tanti semplicemente perchè è il sistema operativo più usato. E quindi c’è maggiore incentivo a creare virus, trojan o quant’altro. Almeno in questo non si può dare la colpa alla Microsoft. Se l’OS/2 fosse il sistema più usato risiederebbero lì i maggiori problemi di vulnerabilità informatica…
Giusto perchè degli hackers gli facciano la festa. AUGURI.
Credo che ci sia un errore nell’articolo: l’acronimo DOS non significa Disk Operating System, ma sarebbe derivato da un altro acronimo che è QDOS, che sta(va) per Quick&Dirty Operating System.
Quseto era un antenato del sistema DOS che Gates acquistò da un programmatore privato, e poi adattò creando appunto il DOS, che fece la sua fortuna.
Gli aggettivi Quick & Dirty (Sporco & Veloce) si riferiscono al fatto che questo QDOS era stato “fatto in casa” cioè programmato senza seguire standard industriali e buone regole di programmazione che un prodotto di massa avrebbe richiesto, ma che proprio per questo risultava molto piu veloce nell’esecuzione.
segnaliamo all’autore. Grazie, Massi
Altra Precisazione:i problemi di sicurezza di Winzoz (tutte le versioni che Dio Bill c’ha regalato)derivano per la maggior parte dalla gestione degli accessi da parte degli utenti ai file. Per questa semplice ragione non esistono virus su Linux o Max (al massimo dei rootkit… ma per beccarli devi proprio essere un provetto incapace). Cambiare strada per Windows è impossibile a meno di non compromettere la compatibilità all’indietro.
Per quanto riguarda le schermate blu, beh signori miei, quelle dipendono dal fatto che in Winzon il cuore (kernel) può integrare pezzi di codice scritto da terzi…. i driver!!!!
Su linux le schermate blue non esistono nel senso cheb quando tutto è bloccato (e succede più spesso di quanti i linux maniaci volgliano ammettere…) in realtà è la sola intetrfaccia grafica ad essere “piantata”.
Nella maggior parte dei casi si può accedere alla modalità terminale e riavviare solo quella.
Per quanto riguarda il Mac, invece, i problemi sono minori perché un unica compagnia produce il software su hardware omogeneo di cui possiede tutti i driver… ma oltre questo basta fare una domanda a linux/mac maniaco di turno:
Con quale semplicità si riesce ad installare una periferica sui loro amati PC???? Volgiamo parlare di schede d’acquisizione video???
saluti a tutti!!!!
@Massimiliano.
Io ricordavo l’acronimo con D per Disk, sono andato a verificare qui e là le mie memorie e sembrerebbe che effettivamente il MS-DOS è il Disk Operating System della Microsoft.
Altrettanto vero è che Bill Gates comprò da Bill Paterson un sistema operativo QDOS (Quick and dirt OS) – su cui basò il suo DOS – che doveva essere quel giusto diverso per non incorrere in problemi legali dal CP/M allora in uso da IBM per i propri computer.
Quindi non ci sono errori nel testo dell’articolo, ma con il tuo contributo abbiamo potuto raccontare la storia del papà del Disk Operating System della Microsoft.
@Andrea
Da quanto tempo non lavori su un Mac o su una distribuzione Linux di ultima generazione? il plug and play è talmente evoluto che riescono a leggere hardware che normalmente Windows non conosce o riconosce. Ci sono ovviamente – per quanto riguarda Linux – ancora dei buchi. Ma è un sistema in continua evoluzione e gratuito. Se trovo un baco so di non aver speso 300 euro per la licenza di un sistema operativo che mi usa come cavia e che la sua stessa società vuole abbandonare dopo pochi anni.
L’ultima ubuntu alla partenza riconosce, configura e avvia il mio rottame di scheda wi-fi senza dover toccare nulla. Figo!
Ce l’avevo, e veniva riconosciuta e configurata correttamente totalmente in automatico. Ti parlo di anni fa e di una vecchia Mandrake, pensa adesso…
Bel vantaggio, no?
“Volgiamo parlare di schede d’acquisizione video???”
Parliamo piuttosto di USB, esiste dal 96, ha iniziato a funzionicchiare solo dal windows 2000 (con sp) in avanti, in XP si e’ dovuto aspettare il service pack2 prima di avere un parvenza di funzionamento.
E non a caso quel driver e’ di esclusiva competenza di microsoft.
Inoltre non sono un linux maniaco ma ti segnalo che il mio server di posta con Debian si ferma solo se manca la corrente.
Eh?
Su Win98 funzionava installando un driver apposito, su Win2000 e WinXP che io ricordi c’è sempre stato almeno il supporto a Usb 1.0
Su linux… mai avuto particolari problemi con l’usb, ma per troppo tempo i desktop environment principali (kde e gnome) non sono riusciti a fare cose elementari tipo montare in automatico una chiavetta usb, quando viene inserita, o un harddisk esterno.
@EsseEmme
Devo dire che ho un po’ di esperienza di linux e Mac ce le ho…. ma a parlare devono essere i fatti quindi ti chiedo con quanta facilità puoi installare una tavoletta grafica senza i relativi driver su Linux e Mac. Perché, si può pure girarci intorno, ma il successo di Winzoz, prima che nella qualità del codice con cui è stato scritto, sta nell’abbondanza di hardware a buon mercato di cui sono disponibili i DRIVER!!!!
Potremmo parlare di Winmodem, ma orami sono fuorimoda, quindi propondo un altro esempio… la sincronizzazione dei pda con Linux o Mac… quante volte funziona? con quali modelli? si puo usare il telfono come modem quando si è in viaggio???
Gli hotkey dei notebook… le loro piccole webcam? Risulta a qualcuno che i produttori eseguano delle configurazioni con Linux?
@Just
La shell mi fa molto felice, ma per molte altre persone dgtare sulla tastira e solo un inutile perdita di tempo…
@Andrea: “La shell mi fa molto felice, ma per molte altre persone dgtare sulla tastira e solo un inutile perdita di tempo…”
La shell è uno strumento estremamente potente, io vorrei un sistema che permetta di utilizzarne una ma che sia usufruibile con soddisfazione anche da chi non la vuole (perché non la sa) usare.
Guardaunpo’, proprio Microsoft nell’era dei sistemi operativi strafighi con le finestre 3D trasparenti che svolazzano e degli schermi multitouch, annuncia che Windows 7 sarà dotato della nuova Powershell2. Ma tu pensa…
@Just
Per Just e tutti quelli che pensano che la superiorità di Linux su Windows sia la shell, occorre tenere presente che la shell di windows (la famosa finestra nera che tutti i windows maniaci aborrono) permette di fare amministrare il sistema con (circa) le stesse potenzialità della sua omologa in linux.
Un esempio??? come reperisci il MAC address di una scheda di rete se explorer è vittima del worm di turno e il server X si è suicidato perché l,ultimo driver ATI fa c..re senza pietà????
Nelle rispettive shell: ipconfig /all e ifconfig
Un secondo esempio???
Se si vuole terminare un programma in esecuzione tutti gli utenti windows SCATTANO con le dita su ctr alt canc, ma pochi sanno che la stessa operazione può essere eseguita come nella shell di Linux (comando Kill) il potentissimo comando NET.
Insomma Windows ci sta a tutti sulle p..e, per tanti motivi, ma un giornalismo serio dovrebbe prescindere dalle simpatie: l’unica certezza in questa vicenda è che Linux è il sistema perfetto per chi ha un livello di informatizzazione abbastanza avanzato, mentre windows è alla portata più o meno di tutti.
Mac, invece, è il sistema perfetto se ti piace un certo stile, hai un po’ di soldi da spendere ed esigenze di applicativi molto standard.
(Ma quante volte gli utenti di linux si sono fustigati perché devo cercare su google come funziona l’infame comando “mount” o il malefico “sudo”… bloccatemi!!! potrei continuare per ore…)
PS.
un amico mi dice sempre:<> e dopo aver ripreso fiato: <>
No nella shell di windows non ci sono. Se è per questo non ci sono i comandi whereis, apropos, e tanti tanti tanti tanti altri.
Io, per un amore incrollabile della mia onesta intellettale rispondo sempre:
<>
Insomma: la shell è un po’ uno stile di vita: ma veramente sarebbe possibile convincere qualcuno ad usare una shell solo perché è “potente”????
io faccio consulenze informatiche da quando windows2000 faceva lacrimare gli utenti di felicità e non ho mai conosciuto nessuno utente medio contento di usare la tastiera…
@Andrea: ti dirò, per me in ambito desktop il migliore s.o. mai creato è e resta Windows XP. Linux nella sua incarnazione ‘migliore’ in questo senso, cioè Ubuntu, resta ancora indiscutibilmente qualche passo indietro, anche se effettivamente ad ogni nuova release che testo mi ritrovo a dover usare la shell sempre di meno (per dire: il comando mount ormai non lo uso più da eoni…) e più cose funzionano bene senza che io debba intervenire per configurare “a mano”.
Per la cronaca, sono “costretto” momentaneamente ad usare ubuntu qui sul fisso, perché WinXP Sp3 proprio non ne vuole sapere di vedere il mio nuovo, fantastico, sfavillante hard disk SATA2 da 500GB.
Ubuntu chiaramente sì, e siccome io su quel disco devo trasferirci la mia roba…