“I morti sono dei santi…”: l’agente che ha ucciso Sandri provoca ancora

02/12/2010 - di

Dopo la condanna per omicidio volontario, l’assassino del tifoso laziale decide di far finta di non aver capito perché “In questo Paese non c’e’ verita’ …nessuno vuole dire la verita’. I morti sono santi”. E’ lo sfogo del poliziotto Luigi

Dopo la condanna per omicidio volontario, l’assassino del tifoso laziale decide di far finta di non aver capito perché

“In questo Paese non c’e’ verita’ …nessuno vuole dire la verita’. I morti sono santi”. E’ lo sfogo del poliziotto Luigi Spaccarotella, condannato in appello a 9 anni e 4 mesi di carcere per l’omicidio volontario del tifoso laziale Gabriele Sandri. In un’intervista a ‘Oggi‘ – di cui il sito www.oggi.it diffonde alcune anticipazioni e una registrazioni audio – il poliziotto dichiara tutto il suo sconforto e la sua rabbia. “Sono un padre di famiglia, ma di me e dei miei figli non importa niente a nessuno”, sostiene Spaccarotella in un’affermazione che pare piuttosto senza senso: fosse anche poligamo e l’uomo più fertile dell’universo, questo non lo autorizzerebbe a mettere in pericolo le vite altrui in modo inutile.

LA RICOSTRUZIONE – “Adesso so che non rientrero’ piu’ in polizia – aggiunge – So che sono stato abbandonato da tutti anche da chi credevo amico … sono scomodo, hanno paura di aiutarmi, di schierarsi con un perdente, con chi e’ stato giudicato ancora prima della sentenza. Questa sentenza era gia’ scritta … sono stato condannato quel giorno, al casello di Arezzo”, dice ancora Spaccarotella, inanellando una serie di assurdità una dopo l’altra. Che non rientri in polizia un condannato per omicidio è una semplice questione di civiltà. Se c’è qualcuno che non è stato condannato ad Arezzo è proprio lui, anzi: quando ancora non erano uscite le circostanze dell’evento c’era già chi giustificava o scusava quanto accaduto prendendosela con “i tifosi”, gli “ultras” e così via, confondendo quanto accaduto dopo con quello che è successo ad Arezzo. Che, secondo i difensori di Spaccarotella era qualcosa di puramente accidentale: all’agente era partito un colpo mentre correva dopo averne sparato un altro in aria per fermare un’automobile che scappava dopo una rissa tra tifosi laziali e juventini in autogrill. Secondo cinque testimoni che assistevano alla scena, le cose non sono andate così:

«Vidi il poliziotto cercare la mira per cinque secondi a braccia tese, poi esplose il colpo verso l’ auto in movimento», fu la deposizione più robusta, quella di Keiko Korihoshi, guida turistica giapponese.

Più robusta perché altre vennero contestate nel corso del dibattimento per motivi risibili, come che uno dei testimoni era tifoso della stessa squadra del morto. Al giapponese non potevano mettere le bandierine della Lazio, eppure il giudice di primo grado non lo considerò credibile. Quello di secondo, gentilmente, ha riportato la logica nei tribunali. E adesso Spaccarotella ha anche il coraggio di lamentarsene.

ALTRE AMENITA’ - Spaccarotella sostiene di avere accanto la moglie, la sorella e i genitori. Nessun altro. Teme l’arresto (“Non so neanche dove dormiro’ stanotte. O se domani dormiro’ a casa”) e nutre timori anche per la propria incolumita’.E’ strano che abbia paura di essere arrestato, visto che un poliziotto dovrebbe sapere che in mancanza di decisioni avverse sul punto – che non sembrano nell’aria – e visto che lui di giorni in carcere non ne ha ancora fatti, mentre altri, meno fortunati di lui, ne fanno pur risultando poi innocenti in primo o secondo grado. Ma la fine dell’intervento di Spaccarotella è particolarmente interessante: “Anche in questi mesi, sono stato un poliziotto comunque, sempre – conclude -: lo scorso agosto, mentre ero fuori col cane, un ragazzo di colore ha cercato di forzare il lucchetto di un’edicola. Sono intervenuto, lui aveva un coltello …io ho chiamato il 113? e l’ho messo in fuga”. Eh, bravo, forse ha finalmente capito che non era il caso di mettersi a sparare ad altezza d’uomo in mezzo alla strada. Se l’avesse capito prima, un ragazzo di vent’anni che dormiva in auto mentre i suoi amici facevano i teppisti oggi sarebbe ancora vivo.

48 Commenti

  1. Antonio Manfreda scrive:

    Che Sandri sia divenuto un simbolo per molti ultras dediti alla guerra contro gli “sbirri” è innegabile…sia stato o meno un teppista importa poco ormai….se lo era la sua morte era solo procrastinabile. Se non lo era si starà rivoltando nella tomba ad essere associato a certa gentaglia.

  2. Ernest Ameglio scrive:

    riteniamo : “poliziotto Luigi Spaccarotella, condannato per l’omicidio volontario del tifoso laziale Gabriele Sandri. «Vidi il poliziotto cercare la mira per cinque secondi a braccia tese, poi esplose il colpo verso l’ auto in movimento», fu la deposizione più robusta, quella di Keiko Korihoshi, guida turistica giapponese. Tutto appare evidente, salvo che: Il Giapponese non può asserire che l’agente ha preso di mira il tifoso. Magari a mirato verso la macchina, ma in alto, per incutere paura e porre fine alla disputa. Altro argomento. E’ stata fatta la perizia se con la pistola d’ordinanza, a quella distanza, un tiro aggiustato era possibile contro un’auto in movimento. Si è controllato, sul fascicolo personale del poliziotto, se fosse un tiratore scelto o no, Penso che la giustizia sia stata rapida e parziale. Sarebbe giusto accusarlo di avere dato la morte senza intenzione di farlo! E’ un’abitudine; si condanna un carabiniere che si difende e si da nome a una piazza di un ripreso di giustizia. Sei mesi a chi sbaglia di 400 euro, mi pare, la dichiarazione d’imposte, un avanzamento a chi traffica milioni. Manco talmente tanto dal paese, che ragione da straniero e poi, ho quasi 89 anni! Chiedo scusa.

  3. s.m. scrive:

    Certo che non mi immaginavo che si perdesse tempo a scrivere amenità come il discettare se Sandri fosse o no un teppista. No dico, siamo il Paese di COSENTINO, ok? E parliamo di parlamentari ladri che stanno a piede libero con accuse di mafia addosso come fossero pullover. Epperò se sei un pinco pallino normale allora la pula ti può sparare addosso? Ma scherziamo? Se Stefano Cucchi fosse stato Stefano Previti pensate che l’avrebbero fatto marcire in prigione?

    Proprio assurdo. Di tutto questo, la cosa migliore che si può dire è che in altri tempi gli SBIRRI nemmeno li avrebbero processati per ‘cosette’ come questa. Perché NORMALMENTE quando uno mira alle spalle di un altro e spara, non c’é che una parola per definirlo: ASSASSINO. E no, i morti non sono tutti Santi, in questo caso i morti sono tutti Sandri.

    ‘Lo chiamavano Spaccarotella Spaccarotella lo chiamavano Spaccarotella sparava sempre alle cervella’

    ‘appena sceso alla stazine di Querce al Pino tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un imbianchino’.

  4. Davide scrive:

    Non ho nessuna simpatia per il poliziotto in questione, ma questa agiografia non richiesta di Gabriele Sandri fa venire il voltastomaco.

    Parliamoci chiaro, Spaccarotella e’ stato condannato perche’ la vittima era un ultras, e in Italia si tende a coccolare questa categoria di persone che fanno comodo un po’ a tutti (tranne alle persone civili, ovviamente).

    Ovviamente il poliziotto meritava ampiamente la condanna ma, guarda caso, in altri casi simili (G8, Stefano Cucchi, eccetera) dove la vittima degli abusi era un signor nessuno qualunque, l’”indignazione popolare” e’ scemata dopo un breve momento di sdegno. Nel solo caso Sandri no, mi sapete spiegare il perche’?
    Non me ne frega niente se il ragazzo in questione fosse un teppista o no, non meritava quella fine comunque. Ma mi da’ il voltastomaco che il solo fatto di essere un ultras o tifoso in questo paese possa essere causa di un “trattamento speciale” anche da parte dei media.

    • Gregorj scrive:

      Parliamoci chiaro, Spaccarotella e’ stato condannato perche’ la vittima era un ultras, e in Italia si tende a coccolare questa categoria di persone che fanno comodo un po’ a tutti (tranne alle persone civili, ovviamente).

      infatti la tessera del tifoso è un chiaro esempio di coccola per l’ultras, il quale però è ingrato e non lo capisce.

      Ovviamente il poliziotto meritava ampiamente la condanna ma, guarda caso, in altri casi simili (G8, Stefano Cucchi, eccetera) dove la vittima degli abusi era un signor nessuno qualunque, l’”indignazione popolare” e’ scemata dopo un breve momento di sdegno. Nel solo caso Sandri no, mi sapete spiegare il perche’?

      veramente sei tu che dovresti dimostrare che quello ched dici è vero. L’indignazione per il G8, Cucchi è ben viva, e gli articoli che abbiamo dedicato alla vicenda con le risposte che abbiamo ricevuto testimoniano l’esatto contrario.

      Non me ne frega niente se il ragazzo in questione fosse un teppista o no, non meritava quella fine comunque. Ma mi da’ il voltastomaco che il solo fatto di essere un ultras o tifoso in questo paese possa essere causa di un “trattamento speciale” anche da parte dei media.

      il trattamento speciale di cui parli è la copertura mediatica del caso, dalle fasi del processo fino alla doppia condanna? Si chiama notiziabilità, e funziona così per tutte le notizie di cronaca nera di una certa rilevanza.

      Questa agiografia non richiesta delle cose campate in aria mi dà il voltastomaco.

  5. Patagarrakkiu scrive:

    è vero, su Sandri non sappiamo nulla perchè i media hanno preferito indagare sulla vita di Spaccarotella che su quella della vittima.
    Ma io invece che idolatrare uno che non conosco, do ragione a spaccarotella: i morti sono tutti santi, soprattutto se passano per la tv.

  6. Er supposta scrive:

    dai , ragà , il poliziottino voleva fare lo sceriffo, lo fanno sempre solo a questo gli è andata male, se ero io il giudice gli davo 30 anni.
    altro che…..

  7. daniela sandri scrive:

    Vi trovo a tutti quelli che non rispettano un ragazzo morto per colpa di un povero demente : ma che aveva preso quella mattina alle ore 9 e 30 per fare un gesto così sconsiderato :sparare da un lato all altro della autostrada : neanche ci fosse stato Bin Laden lui ha volontariamente fatto un gesto da stracondannare :sono pochi 9 anni :ha rovinato l immaggine di chi lavora con abnegazione ,fa il pianto del coccodrillo ma è bene che la sua coscienza abbia il sopravvento alle sue azioni : è ancora libero ! chi mi dice che magari se ne potrà scappare all estero senza espiare la sua colpa’? Sono stati molto indulgenti con lui !Sono 3 anni che Gabry non c è più e questo ancora piange ! Vergognati solo così potrai dare un buon esempio a tuo figlio !

  8. Pingback: Gabriele Sandri, Sansonetti dopo Silvio giustifica anche l’assassino

  9. daniela sandri scrive:

    a TUTTI QUESTI CHE HANNO SCRITTO INCONSAPEVOLMENTE DI LEDERE A UNA FAMIGLIA CHE STA PORTANDO UN DOLORE INCREDIBILIE DICO :VI TROVIAMO NE ABBIAMO LE POSSIBILITà IN QUANTO SIAMO APPOGGIATI ORMAI DA TALI POTERI CHE NON IMMAGGINATE E PAGHERETE

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