Inchiesta Finmeccanica: volevano insabbiare tutto
01/12/2010 - Ce lo racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: gli inquisiti, informati da una talpa, volevano liberarsi da un bel peso. L’inchiesta della procura di Roma su Finmeccanica, i vertici della quale sono stati iscritti a registro per ipotesi di
Ce lo racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: gli inquisiti, informati da una talpa, volevano liberarsi da un bel peso. L’inchiesta della procura di Roma su Finmeccanica, i vertici della quale sono stati iscritti a registro per ipotesi di reato molto pesanti, avrebbe potuto non partire mai. A raccontarcelo è Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, che da
conto della seconda inchiesta sul filone Finmeccanica che sta per partire dalla procura di Perugia: quella, appunto, che potrebbe avere per oggetto la tutela dei magistrati romani che indagano sul colosso italiano delle armi. I protagonisti del futuro fascicolo sui fondi neri di Finmeccanica, allertati da una vocina dell’intensificarsi dell’attenzione della procura sui loro comportamenti, avevano sperato che qualcosa, forse un miracolo in arrivo – di cui erano stati informati – li salvasse in extremis.
INSABBIAMENTI –
Nelle scorse settimane alcuni indagati avrebbero cercato di fermare l’inchiesta su Finmeccanica. Il tentativo, smascherato da intercettazioni telefoniche, è adesso al centro di un’indagine avviata dalla Procura di Perugia. E ha per protagonisti gli stessi alti funzionari che i magistrati romani accusano di aver creato una contabilità occulta attraverso fatture false e appalti gonfiati per pagare tangenti a manager e politici. Spiccano i nomi del presidente dell’Enav Luigi Martini e del capo delle relazioni esterne della holding Lorenzo Borgogni, che i magistrati romani accusano di essere uno dei terminali del sistema di corruzione. Ieri è stato interrogato per oltre due ore e nei prossimi giorni dovrebbe essere convocato lo stesso Martini. Ma prima era già stato ascoltato come parte lesa il procuratore aggiunto della capitale Giancarlo Capaldo, il titolare del fascicolo.
Così Fiorenza Sarzanini presenta lo stato della situazione sulle inchieste romane. Ciò che i futuri inquisiti della galassia Finmeccanica non furono abbastanza bravi a fare fu usare la necessaria prudenza per scambiarsi le informazioni. Sono le loro intercettazioni telefoniche, infatti, a costituire ora la materia prima del secondo fascicolo aperto, a tutela dei magistrati romani, dalla procura del capoluogo umbro.
Il caso nasce la scorsa estate. Gli accertamenti sull’affare Digint e sull’esistenza di «fondi neri» sono in una fase cruciale con Capaldo e i carabinieri del Ros che hanno rintracciato svariati conti esteri e molti milioni di euro riconducibili a consulenti e funzionari che hanno effettuato l’operazione di compravendita della società e stanno effettuando rogatorie in Medio Oriente e in altri paradisi fiscali. I vertici di Finmeccanica sono evidentemente in agitazione. Viene captata una telefonata tra Martini e Borgogni che commentano gli ultimi sviluppi. «Stai tranquillo — afferma il primo — perché ora arriva una “botta” della finanza che gli farà perdere l’inchiesta»
In ogni caso, passa del tempo prima che qualcosa si mostri:
Nulla accade fino agli inizi di ottobre scorso, quando il nucleo di polizia tributaria della capitale trasmette ai magistrati una informativa sugli affari di Enav e sui sospetti che riguardano un giro di false fatture. Il capo dell’ufficio delega il pubblico ministero Paolo lelo che dispone nuove verifiche. Procede ipotizzando il reato di corruzione nei confronti dei vertici dell’Ente e quando il quadro delle presunte responsabilità appare delineato informa i capi dell’ufficio che intende eseguire perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni degli indagati. In quel momento la trama dei sospetti viene così svelata, Ielo viene informato dell’esistenza dell’intercettazione tra Martini e Borgogni. Si valuta la possibilità che la «botta» di cui parlavano sia proprio quell’informativa consegnata dai finanzieri. Si cerca di capire chi possa aver informato i due manager che effettivamente la Guardia di finanza avesse avviato verifiche sul-l’Enav. Si scopre così che lo spunto per gli investigatori del nucleo di polizia tributaria è stato fornito da una denuncia su irregolarità fiscali che però è arrivata in forma anonima.













Pingback: Tweets that mention Inchiesta Finmeccanica: volevano insabbiare tutto -- Topsy.com