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Sesso in Chiesa con i ragazzini: le rivelazioni di Don Poggi

Le rivelazioni dell’ex parroco Patrizio Poggi sui preti pedofili stanno facendo tremare la Santa Sede e la Curia romana. Dopo che il Messaggero aveva parlato dell’iscrizione nel registro degli indagati dei quatto  sacerdoti, con l’accusa di violenza sessuale aggravata, il Fatto Quotidiano ha pubblicato il verbale della denuncia dello scorso otto marzo. In quella data Poggi si presentò di fronte agli uffici del Noe per denunciare l’organizzazione che – secondo quanto ha dichiarato – “recluterebbe minorenni per metterli a disposizione di prelati e parroci romani”. Poggi svela il nome di nove prelati (non tutti ancora indagati, ndr) sottolineando come si tratti di “un vero giro di prostituzione”, nel quale sarebbero coinvolti monsignori e parroci della Capitale. Nel suo racconto Poggi testimonia in modo dettagliato il reclutamento dei ragazzi in alcune discoteche (Qube e Twink) e centri benessere, svelando poi gli incontri sessuali nelle Chiese della periferia di Roma, con vittime alcuni giovani dell’est Europa. Ma non solo: Poggi non si limita a fare nomi e cognomi ai carabinieri, ma quantifica anche le somme pagate dai preti per le prestazioni, tra i “150 e i 500 euro” a volta.

 

DON-POGGI-PRETI-PEDOFILI
Photocredit: Lapresse/Ansa

LA DENUNCIA DI POGGI SUI PRETI PEDOFILI – Don Poggi, del quartiere romano di Primavalle, fu condannato nel 1999 a otto anni di reclusione (poi ridotti a cinque, ndr) per aver abusato di cinque ragazzi fra i 14 e 15 anni. Minori che erano stati a lui affidati negli anni ’90 e poi vittime delle sue violenze. Come aveva svelato il Fatto quotidiano, scontato il suo debito con la giustizia, aveva chiesto di essere riammesso a celebrare la messa. Di fronte al rifiuto delle gerarchie ecclesiastiche, ha però deciso di raccontare altre verità imbarazzanti, accusando anche un importante monsignore “con la passione per i ragazzini”. Oggi lo stesso quotidiano di Padellaro e Travaglio ha pubblicato il testo della denuncia dello scorso 8 marzo, quando Poggi si presentò ai carabinieri. Non era da solo: con lui c’erano, di fronte al colonnello Sergio De Caprio – noto come il Capitano Ultimo che ha catturato il capo mafia Totò Riina – altre cinque persone, in modo che la sua denuncia acquistasse credibilità e non sembrasse agli inquirenti una semplice vendetta dopo la mancata riammissione. Ad accompagnare Poggi c’erano il monsignor Luca Leorusso (un consigliere di 51 anni della nunziatura apostolica), don Marco Valentini (un vice parroco della Chiesa di Sant’Andrea Avellino a Roma), un comandante di polizia (Marco Giovagnorio) e due vigili urbani. Secondo il Corriere della Sera sarebbe stata “quasi una chiamata della propria coscienza” a spingere Poggi a svelare il giro di prostituzione che coinvolge la Curia romana:  questo perché l’ex parroco spiega di essere a conoscenza di “gravi fatti che minacciano l’integrità e le normative canoniche e penali”.

IL VERBALE DELL’INCONTRO – Il Fatto quotidiano pubblica in anteprima il verbale di denuncia, dove si spiega come tra coloro che adescavano i giovani dell’Est Europa ci fosse un ex carabiniere, anche lui probabilmente già iscritto nel registro degli indagati:

“Nel corso della mia permanenza a Roma quale seminarista dal 1986 al 1994 e come sacerdote della parrocchia San Filippo Neri dal maggio del 1994 fino al marzo 1999 (anno del mio arresto) quale vicario parrocchiale, ho avuto modo di conosce persone che a vario titolo e ricoprendo vari incarichi commettono reati di natura sessuale nei confronti di minori e inducono e favoriscono la prostituzione minorile e fenomeni riconducibili alla pedo-pornografia che diffondono nella rete web con cassette o dvd e più in generale compiendo azioni che offendono e vilipendono la religione cattolica. Sono a conoscenza che G.B. (un ex carabiniere) frequenta e dimora presso una cappella a La Pisana. Lo stesso è un organizzatore e promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile e in particolare minorile attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti, tra i quali conosco sacerdoti quali: Don G. F., Don R. C., Don N. C., Monsignor N. F. ,monsignor N. T., Don L. L., Don G. V., Don D. R., Mons. F. C..

Si spiega come avvenissero gli adescamenti dei minori: in pratica l’ex militare li incontrava e li selezionava all’interno di alcune discoteche, come il “Twink” di via Giolitti, vicino alla stazione Termini. Non era però da solo, ma “lavorava” insieme ad altre persone: insieme a lui – spiega anche il Corriere – c’è anche il direttore di una piccola agenzia che va a caccia di testimonial pubblicitari, «attratti dalla falsa attività di modelli o attori formalmente proposta». E c’è anche un altro personaggio, che – si legge – «svolge attività di contabile in nero per la parrocchia di San Filippo Neri», la stessa dalla quale proviene l’ex parroco Poggi.

SESSO IN CHIESA – Nel verbale si legge anche come l’ingaggio dei ragazzi da parte dei tre avvenisse “essenzialmente utilizzando la disperazione e l’assenza di mezzi di sostentamento che caratterizzano la loro condizione sociale”. Poggi parla di incontri nelle chiese della periferia di Roma Nord, con tanto di costi: tra i 150 e i 500 euro. Ma non solo: come spiega il Corriere l’ex carabiniere era anche implicato in un “commercio clandestino di ostie consacrate, acquistate da aderenti a sette sataniche”.