Putin e Papa Francesco, un passo verso il disgelo tra Est e Ovest come ai tempi di Wojtyla?

di Andrea Mollica | 11/06/2015

incontro di putin con papa francesco

L’incontro di Putin con Papa Francesco

è stato un chiaro segnale politico. Dopo che le potenze mondiali racchiuse nel G7 hanno deciso di escludere la Russia dal vertice di Elmau, il pontefice ha ricevuto l’inquilino del Cremlino diventato di nuovo grande nemico dell’Occidente in questi ultimi mesi. Dallo scoppio del conflitto ucraino USA e UE si sono di nuovo alleate contro Mosca, e il Vaticano potrebbe di nuovo mediare tra Ovest ed Est come ai tempi della Guerra Fredda.

PAPA FRANCESCO INCONTRA PUTIN –

Fino a questo momento Papa Francesco è intervenuto nel dibattito pubblico su temi afferenti alla dottrina cristiana. Il pontefice ha fatto sentire la sua voce sui diritti civili così come su questioni economiche e sociali, evidenziando ancora una volta il tratto politico del magistero di Pietro. Sui temi di politica internazionale Francesco ha mostrato finora meno protagonismo di Giovanni Paolo II, ma aveva fatto sentire la sua voce schierandosi contro l’intervento americano in Siria, e denunciando la “Terza” guerra mondiale in corso in Medio Oriente che ha colpito in particolar modo le minoranze cristiane dei Paesi arabi. Come rimarca un editoriale di Handelsblatt, l’incontro tra Papa Francesco e Vladimir Putin svoltosi in Vaticano a pochi giorni di distanza dall’esclusione del presidente russo dal G7 tedesco appare come un chiaro messaggio politico lanciato dal pontefice. Per il quotidiano tedesco Francesco ha fatto bene a non disdire l’incontro con l’inquilino del Cremlino per due motivi. Il primo è che lo Stato del Vaticano, un’eccezione religiosa nella comunità internazionale, non può apparire come appartenente a un blocco politico di Paesi, occidentale, orientale o altro che sia. In secondo luogo Francesco può sfruttare questa neutralità per impedire una nuova Guerra Fredda che divida l’Europa.

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GUERRA FREDDA CON LA RUSSIA – Dalla rielezione di Vladimir Putin si sono riaccese forte tensioni tra Stati Uniti, Europa e Russia. Il presidente russo si è schierato contro gli USA sulla Siria, guidando l’opposizione della comunità internazionale a un intervento contro Assad. La rottura tra Washington e Mosca si è verificata però, definitivamente, sull’Ucraina. La svolta occidentale di Kiev è stata percepita come ostile dalla Russia, che ha deciso di difendere con le armi i suoi confini. Prima annettendo la Crimea, poi appoggiando la ribellione separatista dei russofoni nell’Ucraina orientale. Da quasi un anno l’Occidente ha adottato sanzioni economiche contro la Russia (il cui danno per l’Italia, ha quantificato il numero uno russo, sarebbe addirittura di un miliardo di euro), mentre in Europa dell’Est si intensificano operazioni militari della NATO in risposta alle rappresaglie di Mosca. Papa Francesco, dall’alto del suo magistero, ha già favorito il miglioramento delle relazioni con la Chiesa ortodossa, grande alleata di Putin. Il suo ruolo di mediazione, sottolinea Handelsblatt, potrebbe impedire che l’Europa subisca un’altra divisione politica come quella vissuta ai tempi dell’Unione Sovietica. Giovanni Paolo II svolse un ruolo centrale durante la Guerra Fredda, favorendo la risoluzione pacifica della fine del comunismo e la transizione pacifica dell’Europa dell’Est verso la democrazia. Dopo il pontificato breve e teologico di Benedetto XVI, l’argentino Bergoglio ha l’occasione di svolgere un importante ruolo di mediazione per il bene del Vecchio Continente. Un supporto che potrebbe servire anche a Putin, apparso afflitto nell’incontro con Renzi visto l’isolamento della Russia, come rimarcato da Der Spiegel. Il presidente ha escluso future collaborazioni con il G7, visto che il punto di vista alternativo offerto da Mosca è stato rifiutato.

Photocredit: GREGORIO BORGIA/AFP/Getty Images)