Virginia Raggi vuole usare i fondi per il terremoto per la palazzina crollata a Ponte Milvio

di Stefania Carboni | 17/11/2016

carla raineri

Fare rientrare il crollo del palazzo in via della Farnesina tra i finanziamenti dedicati ai comuni colpiti dal terremoto nel Centro Italia. Questa l’ipotesi avanzata dalla sindaca Virginia Raggi durante il consiglio comunale straordinario in merito alla palazzina crollata il 23 settembre scorso a due passi da Ponte Milvio. Anche se il cedimento dell’edificio non ha causato vittime e feriti diverse famiglie sono state costrette ad abbandonare la loro abitazione senza farvi più rientro. La soluzione 5 stelle però suona strana. Il crollo in via della Farnesina 5, a Roma, non c’entra nulla con il sisma che ha colpito Amatrice o Norcia nelle ultime settimane.

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VIRGINIA RAGGI E I FONDI PER IL TERREMOTO PER LA PALAZZINA A PONTE MILVIO

«Mancano le condizioni per accedere ai finanziamenti statali – ha spiegato Raggi – che sono disciplinati con il decreto ministeriale del 22 luglio 2016 dal titolo ‘finanziamenti per demolizione e rimozione immobili in aree soggette’ ne deriva pertanto la necessita’ di trovare un intervento normativo, che potrebbe collocarsi nella conversione dei decreti legge relativi ai recenti eventi sismici che hanno colpito il centro Italia, Lazio, Marche e Abruzzo». «Le attuali disposizioni normative – ha aggiunto – prevedono interventi a favore dei residenti nei Comuni in cui si sono determinati danni diffusi e in cui potrebbe comprendersi anche il territorio di Roma, qualora la città venisse inclusa nell’elenco redatto dal commissario straordinario per l’emergenza terremoto. L’amministrazione sta già interessando le competenti autorità di governo».

VIRGINIA RAGGI CONTESTATA DAGLI ABITANTI DI PONTE MILVIO

Se per cibare gli sfollati di Roma Nord si stanno utilizzando le mense delle case di riposo un altro problema è invece l’assistenza alloggiativa, attiva per 32 persone e in scadenza. Al termine dell’ultima proroga , secondo quanto ha specificato Raggi, chi non vedrà riconosciuto lo status di fragilità sociale perderà l’assistenza pubblica. I cittadini di Ponte Milvio hanno contestato la sindaca in aula Giulio Cesare. «Ci sentiamo abbandonati. Stiamo lavorando da soli con la magistratura. Mentre il Comune se ne lava le mani, si sta disniteressando della questione» ha lamentato con i cronisti Riccardo Giovannini proprietario di un appartamento vicino ancora inaccessibile. «Noi vogliamo solo che sia applicata la legge italiana che prevede in casi come questo l’intervento della pubblica autorità – ha spiegato – Mentre al momento tutto è a carico degli abitanti, compresa la demolizione».

(in copertina foto ANSA/ANGELO CARCONI)