I due giudici che giocano ai “videogiochi violenti” prima di giudicarli

di Redazione | 18/09/2015

Nel corso di una chiacchierata ad Harvard, l’ex giudice della Corte Suprema Elena Kagan ha raccontato di quando lei e il giudice Stephen Breyer giocarono a un videogame violento prima di giudicare una causa sui videogame.

Elena Kagan e Barack Obama
Elena Kagan e Barack Obama

COME SONO FATTI I VIDEOGAME VIOLENTI? –

Dovevano giudicare la costituzionalità di una legge della California che vietava la vendita e il noleggio dei videogame violenti, ma non avevano idea di cose fosse un gioco violento. Nemmeno di quali fossero i giochi violenti. Nemmeno Kagan aveva delle idee precise in proposito, tanto che dovette chiedere il nome di un gioco famoso, prima di chiedere ai colleghi se ad esempio un gioco come «Mortal Kombat» dovesse essere vietato o meno. L’anziano giudice Scalia le rispose che non aveva idea di cosa stesse parlando. Così lei e il giudice Stephen Brever si risolsero a provare di persona.

LA SFIDA AI VIDEOGAME –

Secondo i giornalisti che si sono impegnati a sviscerare i dettagli del caso, in due finirono per giocare a Postal 2, che è una parodia di gioco splatter, che l’editore aveva spedito alla Corte Suprema in 7 copie, una per giudice, nella speranza che ci dessero un’occhiata, perché nelle descrizioni di chi lo citava come il demonio sembrava si parlasse di un altro prodotto. Così i due giudici, lui 73 anni e lei 51, un giorno del 2010 si misero a giocare a Postal 2. Quando lui ne rimase abbastanza orripilato, abbastanza in fretta, lei continuò a macinare livelli e a volerne ancora. «Raccogli un gruppo di cani da attacco! Usa i gatti come silenziatori! Piscia e versa benzina su chiunque e qualsiasi cosa! LO SAI CHE VUOI FARLO!» Così si presentava il gioco.

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IL DIVIETO RESPINTO –

La Corte finì per giudicare incostituzionale il divieto californiano ( 5-4 il voto), perché andava contro il Primo Emendamento ledendo la libertà dei genitori che ritengono che i giochi violenti non siano pericolosi. Brever scrisse un parere di minoranza contro la decisione e i videogiochi violenti tornarono liberi in California. Il dialogo con la giudice Kagan si può apprezzare nel video che segue, dal minuto 25 c’è il racconto dell’esperienza con i videogiochi violenti.