Viadotto crollato in Sicilia, la vera storia

Ricordate il crollo al viadotto in Sicilia avvenuto appena una settimana dopo l’inaugurazione? Ebbene, la storia di quel disastro è fatta di ritardi e presunte irregolarità nei lavori, dimissioni di manager e responsabilità negate: di un mix complesso di negligenze e incapacità. Ne parlano Giovanna Boursier e Milena Gabanelli sul Corriere della Sera ripercorrendo passo passo tutta la vicenda.

VIADOTTO CROLLATO IN SICILIA, APERTURA IL 23 DICEMBRE – È il 23 dicembre quando quando Pietro Ciucci, presidente e ad di Anas, chiama a raccolta telecamere e giornalisti per inaugurare il viadotto sulla statale Agrigento Palermo. Solo una settimana dopo l’anas lo chiude percheé metà della carregiata risulta sprofondata. la notizia trapela il 3 gennaio. Quattro giorni dopo Ciucci si reca sul posto per dire che si tratta di un «cedimento anomalo della rampa d’accesso». Il ripristino viene affidato al consorzio della Bolognetta, al quale Anas aveva affidato i lavori nel 2008, composto da Cmc di Ravenna, Ccc di Bolgona e Tecnis, società entrata nel 2001.

 

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VIADOTTO CROLLATO IN SICILIA, NESSUN COLLAUDO – Secondo presidente e ad di Anas il crollo del viadotto sarebbe stato causato da un errore in fare di progettazione o esecuzione dei lavori. Ma un collaudo dei lavori non è mai stato fatto perché la Commssione, incaricata nel 2013, composta dall’ing. Michele Minenna, ex dirigente Anas, Fausto De Santis, capo della segreteria tecnica di Ciucci, ed Eugenio Gebbia, capo dipartimento della Campania, non ha fatto alcun sopralluogo. Minenna, in particolare, incaricato del collaudo statico, ha spiegato che un sopralluogo sui cantieri comincia a farsi al 15/20% del lavoro compiuto e che ad ottobre erano solo al 7%. Dopo aver saputo dal direttore dei lavori dell’intenzione di chiudere entro Natale e non a marzo come era stato previsto inizialmente Minenna si è dimesso per gravi problemi familiari. È l’11 novembre. Due giorni dopo si dimette anche De Santis scoprendo che l’incarico non è alla sua portata. Anas si trova dunque costretta ad incaricare due sostituti, Bruno Brunelletti ed Eleonora Cesolini. Che però nemmeno effettueranno il collaudo.

VIADOTTO CROLLATO IN SICILIA, CERTIFICATO DI AGIBILITÀ MA SENZA URGENZA – Si prova ora a fare chiarezza sul caso in Parlamento. Il presidente e ad Ciucci davanti alla Commissione lavor pubblici del Senato sostiene che l’apertura di quella strada era provvisoria e che è stato grazie ai tecnici dell’Anas che il 30 dicembre il viadotto è stato chiuso in via cautelativa, per non mettere in rischio gli utenti. Oggi il presidente e ad du Anas, in sostanza, non si assume la responsabilità di ave inaugurato un viadotto senza collaudo, mettendo per una settimana a rischio la vita dei contribuenti. In Commissione a Palazzo Madama si è difeso sdichiarando che il direttore dei lavori aveva prodotto il certificato di agibilità, che però è consentito dalla legge solo in casi di urgenza assoluta. Uno dei punti interrogativi irrisolti è quale sia, appunto, l’urgenza.

VIADOTTO CROLLATO IN SICILIA, IL FUNZIONARIO BOCCIATO – Intanto Ciucci ha però individuato una testa da tagliare. Si tratta di Claudio Bucci, responsabile dell’area costruzioni in Sicilia. Ma più che una bocciatura potrebbe trattarsi addirittura di un favore, visto che il Bucci è tornato con lo stesso incarico all’Aquila, dove da anni risiede con la moglie, anche lei funzionaria Anas. Al posto di Bucci il 15 gennaio è arrivatoSergio Lagrotteria, rimosso dopo appena 24 ore perché emersa una condanna in prmo grado del 2010 per un affare di tangenti ed escavazioni selvagge. L’incarico dovrebbe approdare ora a Domenico Renda, responsabile esecutivo dell’Anas siciliana.

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