Val Rendena, le famiglie isolano le bambine guarite dalla malaria, che forse hanno contagiato Sofia

di Redazione | 09/09/2017

Val Rendena

La malaria fa paura in Val Rendena, dopo che il virus ha ucciso Sofia Zago, bambina trentina di soli 4 anni. Come abbia contratto la malattia ancora non è chiaro e una delle ipotesi è che l’abbia presa all’ospedale da altre due pazienti ricoverate, due sorelline originarie del Burkina Faso ma da sempre residenti in Trentino, che si sono ammalate di ritorna da un viaggio nel paese africano.

Le due bambine, una di 4 e una di 11 anni, sono guarite completamente e quindi non sono più infettive, ma in Val Rendena c’è chi non si fida di questo. Le famiglie dei compagni di scuola chiedono che le due sorelle stiano fuori non rientrino a scuola per un po’. Vorrebbero isolare anche il fratello quattordicenne e la mamma, anche se tutti sono guariti dalla malaria dopo il rientro dal Burkina Faso. Lo racconta oggi Repubblica.

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Un atteggiamento quello delle famiglie della Val Rendena sordo alle parole del nonno della piccola Sofia Zago, che – nonostante la disperazione per la morte della nipotina uccisa dalla malaria – in un’intervista a Repubblica aveva dato una grande prova di lucidità e forza d’animo. «Sarebbe imperdonabile – aveva detto – se le bambine malate che hanno incrociato mia nipote in ospedale, venissero isolate dai loro amici, oppure a scuola. Non sono mai state un pericolo per nessuno».

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Invece in Val Rendena non la pensano così. La famiglia delle sorelline del Burkina Faso vive lì da 15 anni, il padre operaio è stimato da tutti. «Il razzismo non c’entra – spiega infatti al quotidiano la barista del caffè davanti alla chiesa del paese – la gente reagirebbe allo stesso modo se la malaria l’avessero avuta bambini della valle. Quando muore una bambina e nessuno spiega come e perché, chi ha un figlio non si fida a lasciarlo subito in banco con chi può entrarci con il contagio, magari attraverso un bagaglio».

Il dirigente scolastico sta cercando di tranquillizzare le famiglie sol fatto che nessuno rischia di contrarre la malaria e – anche se sostiene che la richiesta di escludere le due sorelle originarie del Burkina Faso non sia stata esplicita – insieme al sindaco sta pensando di inviare, se necessario, una circolare alle famiglie della Val Rendena, per sedare il panico.

Foto copertina: Archivio ANSA / DI MARCO