Unioni civili, il piano B di Renzi consigliato dal premier lussemburghese

di Redazione | 22/02/2016

Unioni civili

Il piano B di Matteo Renzi sulle unioni civili è nato su consiglio del premier gay del Lussemburgo Xavier Bettel. È quanto rivela oggi il Corriere della Sera nell’articolo a firma di Maria Teresa Meli sulla nuova intesa che potrebbe nascere nella maggioranza per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Il premier avrebbe preparato la soluzione all’impasse sul ddl Cirinnà di ritorno dal viaggio in Argentina.

 

UNIONI CIVILI, LA GUIDA
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Stepchild Adoption: cos’è

 

UNIONI CIVILI, IL PIANO B DI RENZI

Il piano prevede un maxi-emendamento del governo sul quale porre la fiducia che non contenesse la contestata stepchild adoption. L’adozione del figlio del partner verrebbe poi inserita in una nuova legge sulle adozioni da presentare alla Camera dei deputati. Il maxi-emendamento troverebbe il sostegno, dunque, di tutto il Pd ed anche di buona parte di Ncd, finora contrario al ddl Cirinnà. Scrive Meli sul Corriere:

La propensione di Renzi per questa ipotesi si spiega con l’atteggiamento dei Cinquestelle dei quali ormai il premier non si fida proprio più: «Hanno giocato sulla pelle delle persone e il vero ispiratore di questa manovra è Di Maio. Se teniamo la stepchild rischiamo di fare saltare tutta la legge perché loro faranno altri giochetti. Quegli squallidi politicanti mi hanno già fregato una volta».
Il presidente del Consiglio non sembra preoccuparsi più di tanto delle obiezioni sollevate dalla minoranza interna: «Stanno agendo strumentalmente – dice ai fedelissimi – perché sanno benissimo che se si facesse come dicono loro non si andrebbe da nessuna parte. Potrebbero criticarmi se io non avessi provato a far l’accordo con i grillini, ma io ci ho provato e si è visto come è andata a finire. I Cinquestelle sono totalmente inaffidabili. E io non voglio fermarmi prima dell’obiettivo, voglio arrivare fino in fondo. Non possiamo permetterci di rinviare la legge alle calende greche. Per noi è una priorità. È una questione di civiltà».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: Dursun Aydemir / AA / ABACAPRESS.COM)