Unioni civili, rinvio al Senato: il ddl Cirinnà torna in aula per il 24 febbraio

di Redazione | 17/02/2016

Unioni civili

La discussione del ddl Unioni Civili è rinviata a mercoledì prossimo. Con un colpo di scena ieri sera l’aula ha approvato la proposta di sospendere la seduta dopo quasi tre ore di dibattito. A influire sulla scelta la mossa del Movimento 5 Stelle di non sostenere il supercanguro che avrebbe consentito di bypassare alcuni emendamenti. Così, davanti a dei numeri che potevano far affossare il maxi emendamento Marcucci, il Pd ha chiesto (ed ottenuto) la convocazione della capigruppo da cui è emersa da parte dei democratici una richiesta di rinvio di sette giorni. Ieri la discussione si era aperta con la Lega che aveva annunciato in apertura di seduta di aver ritirato circa 4.500 emendamenti e richiedendo il ritiro dell’emendamento canguro. Il Pd però non ha accettato anche perché, secondo quanto sostenuto dal capogruppo dei democratici, il senatore Zanda, a canguro approvato la discussione c’era comunque ma più agibile con duecento o trecento emendamenti e con una ventina di voti segreti.

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Monica Cirinnà, relatrice del ddl, ha espresso la sua amarezza davanti al caos in aula: «Pagherò per essermi fidata del M5S e mi prendo la responsabilità politica. Ma va chiarita la genesi di questo accordo: il testo è stato scritto e sottoscritto da me, Lumia e Tonini. L’ accordo c’era nel partito, anche la stepchild adoption era nei nostri programmi. Sono pronta a chiudere qui la mia carriera politica, a togliere firma da legge. Pagherò il mio scivolone».