Turismo dentale, opportunità e rischi

di Maghdi Abo Abia | 18/02/2013

MINORE INCIDENZA DELLE SPESE FISSE – Per questo motivo, oltre ovviamente a verificare la qualità dei materiali ed il rispetto delle più elementari norme igieniche, è opportuno richiedere il certificato del lavoro svolto, dove vengono indicati gli standard di qualità ed il tipo dei materiali utilizzati e sopratutto che emettano una fattura. Sembrano piccole cose ma è la loro presenza a garantire il successo e l’affidabilità di uno studio estero. A confermarlo la stessa Andi, l’associazione nazionale dentisti italiani, attraverso il suo presidente Gianfranco Prada. Come riporta Medicinalive, l’associazione è conscia del fatto che all’estero si può tagliare sui costi grazie alla minore incidenza delle spese fisse.

VERIFICATE TUTTO – Tuttavia può capitare che un paziente possa non essere soddisfatto del lavoro ricevuto e che per questo debba rivolgersi nuovamente ad un dentista italico, facendo così lievitare a dismisura la spesa. Dell’ 6 per cento degli italiani andati in “trasferta”, il 3 per cento ha dichiarato di non essersi trovato bene. Perché? Secondo l’Andi è giusto risparmiare ma è anche opportuno accertarsi che esista un’assistenza in Italia, che questa sia in grado di curare eventuali problemi e che sopratutto è quasi impossibile aprire una causa legale con un Paese estero, anche se membro dell’Unione.

LA STORIA – Su questo tema il sito dello Studio del Dottor Piana ha riportato un articolo pubblicato tempo addietro su “l’Arena” di Verona relativo al desiderio di un impiegato cinquantenne di risolvere con un viaggio in Croazia un problema ai denti. Costui doveva farsi impiantare una protesi sui denti sani ed è stato visitato sul posto di lavoro da una donna, non medico, la quale ha fornito un preventivo con un appuntamento in una clinica croata. La clinica proponeva un servizio ad un costo più basso del 60 per cento rispetto all’Italia. A quel punto l’uomo, con la moglie, sono andati per farsi curare e dopo una decina di viaggi in Croazia hanno avuto la loro protesi. Qualche tempo dopo ha dovuto rifarla, in Italia.

L’ERRORE – Un’altra storia è stata raccontata dal quotidiano “Il Trentino”, ripreso da Territo.it, relativo ad una signora curatasi in Croazia per via di un preventivo molto conveniente relativo ad un impianto: 12000 contro 25 mila euro. Il lavoro sembra essere andato per il meglio ma dopo essere tornata a casa si è resa conto di un fastidio con formicolio. Con il passare del tempo inizia a perdere saliva ed a non riuscire a dominare l’angolo sinistro della bocca. In Croazia non scoprono niente. In Italia invece viene identificata “un’atrofia ossea della mandibola”: i perni degli impianti erano stati sistemati troppo in profondità, lesionando il nervo alveolare inferiore.

LA CAUSA? NON NE VALE LA PENA – In Croazia le rimuovono gli impianti ma niente. Per uscirne si è dovuta sottoporre ad un intervento di microchirurgia ma a seguito di questo le viene diagnosticata un’invalidità del 10 per cento. Chiede un risarcimento alla clinica croata. Ma come ha confermato l’avvocato della donna, è difficile che la causa porti ad un qualcosa. In fondo parliamo di business e queste aziende per praticare tali prezzi devono prendere opportuni provvedimenti. Ora in Italia stanno nascendo dei laboratori “low-cost” così da spingere al ribasso i prezzi per fare concorrenza ai laboratori esteri. Il mercato ha le sue logiche.

COSA RICORDARE – A questo punto tocca ai clienti scegliere. Rimanere in Italia con la consapevolezza di sapere dove andare in caso di problemi o rivolgersi in Europa? Perché in fondo di questo stiamo parlando. Se l’impianto ha dei guai potrebbe non essere né conveniente né sostenibile andare in un Paese estero per farsi controllare. Non solo. Magari sarebbe meglio se la clinica fosse in un Paese membro dell’Unione Europea. Si avrebbero più certezze. E poi. Sarebbe cosa buona e giusta avere sotto mano l’elenco dei lavori fatti, della metodologia e dei prodotti utilizzati oltre al curriculum accademico di chi ci sta operando. E per ultimo, e non meno importante, una fattura. Perché se è vero che la natura ci pensa per le prime due volte mentre per la terza si paga, almeno prendiamo le giuste precauzioni. (Photocredit Kreativ Dental – Policlinico Rident – Lapresse)