TFF34, Jasmine Trinca “Eravamo io, David Bowie ed Elsa…”

di Boris Sollazzo | 22/11/2016

TFF 34 Jasmine Trinca intervista

JASMINE TRINCA –

“Bionda senza averne l’aria” canta Francesco Guccini in Autogrill. Così si presenta Jasmine Trinca al Torino Film Festival, nella doppia veste di madrina e attrice del film SLAM – Tutto per una ragazza. Quel capello aggressivo e decolorato, appunto, è figlio di un altro set e di un altro lungometraggio, Fortunata, di Sergio Castellitto. Lì è una giovane madre, matrimonio fallito alle spalle e un negozio da parrucchiera nei sogni, qui invece, nell’opera terza di Andrea Molaioli, è una giovane aspirante nonna – sì, lo so, stentate a crederlo, ma è così – e un genitore diverso e possibile. “La giovane età di Antonella annulla la gerarchia della distanza anagrafica: lei è una mamma fallibile, che comunica al figlio la possibilità di sbagliare. E’ così brutto quando un ragazzo dice “non posso dirlo ai miei”. E’ una frase che non dovrebbe esistere”.

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Guarda l’intervista esclusiva di Giornalettismo a Jasmine Trinca:

Si cala, quella che è l’attrice più completa e potente del cinema italiano, in un ruolo lieve e sensibile, tirando fuori, forse, qualcosa in più di sé, togliendosi di dosso la seriosità che il cinema d’autore le aveva cucito addosso e che non la rappresentava del tutto. E concedendosi a quel talento che può renderla musa di Moretti e donna d’azione in The Gunmen, donna in cerca di sé per Giorgio Diritti e lacerata d’amore per la sua prima prova con Castellitto. E tanto altro.

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Si lascia andare, guardando il manifesto della rassegna guidata da Emanuela Martini che è dedicato al Duca Bianco, a un ricordo legato alla sua, di mamma. “Mi ha cresciuto facendomi sentire David Bowie e ora io lo faccio con mia figlia, Elsa. La bellezza della cultura, dell’arte è anche l’eredità preziosa che rappresenta”. Preparata, intelligente, spontanea, sul palco come davanti al microfono non imposta la risposta o il monologo “giusto”, ma quello che sente. E conquista immediatamente l’attenzione di chi l’ascolta. La capacità di emozionarsi per una riflessione di Gabriele Salvatores o di ridere teneramente pensando ai giorni passati a Torino con la sua bambina, la rendono un espressione rara di umanità e profondità. Soprattutto in un mondo come questo.
E si, se ve lo state chiedendo, sta meravigliosamente anche bionda.