Chiedono il conto al ristorante giapponese e scoprono che sullo scontrino c’è scritto «tavolo ciccione»

Il conto non è particolarmente salato, ma quello che pesa è l’offesa sullo scontrino. Quattro clienti di un ristorante giapponese nel quartiere Parioli di Roma hanno scoperto che, oltre all’indicazione del costo del loro pranzo, l’intestazione dello scontrino aveva un poco lusinghiero «tavolo 86 – ciccione».

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TAVOLO CICCIONE, COSA È SUCCESSO NEL RISTORANTE GIAPPONESE

A raccontare la storia è stata una biologa di Sassuolo, in trasferta nella Capitale insieme ad altri tre amici del posto. La donna ha spiegato tutto al quotidiano Il Messaggero: «Ero in compagnia di altri tre amici, eravamo tre ragazze e un ragazzo. Abbiamo chiesto il conto attraverso il tablet presente sul nostro tavolo e, quando ci è arrivato il pre-scontrino, abbiamo letto quell’insulto».

La reazione degli amici, in realtà, è stata piuttosto composta: «All’inizio ci abbiamo riso un po’ su. Ma poi, quando siamo andati alla cassa per pagare, abbiamo chiesto spiegazioni alla persona che stava alla cassa. Non ha detto una singola parola: ci ha guardato e ha accartocciato il foglietto di carta».

TAVOLO CICCIONE, I GESTORI DEL LOCALE NON HANNO DATO SPIEGAZIONI

I ragazzi non hanno dubbi che quell’appellativo fosse rivolto a loro: «Non poteva essere riferito a un cameriere perché siamo stati serviti da più persone. E ci è sembrato molto strano che questa cosa non abbia trovato una giustificazione da parte dei gestori del locale». La biologa di Sassuolo ha raccontato che una loro amica seduta al tavolo ha avuto spesso problemi con la taglia che indossa: «Per questo motivo, se anche si fosse trattato di un semplice malinteso, il ristoratore avrebbe dovuto dare delle spiegazioni».

La storia ha fatto rapidamente il giro dei social network, scatenando l’indignazione degli utenti di Facebook e Twitter. Qui pro quo? Brutta storia? Certo, colpisce l’assenza di una qualsiasi motivazione.

FOTO da account Twitter @geek_queer

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