Subcomandante Marcos, ecco chi è

di Redazione | 26/02/2016

Subcomandante Marcos è un uomo libero. I reati per cui era ricercato dalla giustizia messicana, risalenti alla rivolta degli indios del Chiapas, da lui guidata nel 1994, sono caduti in prescrizione e lui è ora libero da ogni accusa. Potrà togliersi il passamontagna ma sicuramente non lo farà, come riportato da Omero Ciai su Repubblica.

SUBCOMANDANTE MARCOS E IL RUOLO DEL PASSAMONTAGNA

Perché anche Subcomandante Marcos, anche da uomo giuridicamente libero, ha sempre detto che lui e per i militanti zapatisti il passamontagna non serve a nascondersi bensì a essere visibili, riconoscibili. Subcomandante Marcos che in realtà non esiste più dal 2014, quando riapparve dopo sette anni di silenzio affermando che non era più il portavoce degli zapatisti e che aveva cambiato soprannome in onore di un compagno morto, da Marcos a Galeano, spiegando inoltre che il personaggio “Marcos” non era più necessario in quanto ormai una marionetta.

SUBCOMANDANTE MARCOS, CHI ERA

 

Subcomandante Marcos confermò poi che la conquista di San Cristobal de las Casas nel 1994 fu dovuta più che altro a improvvisazione, un po’ come accadde con l’idea del passamontagna, confermando inoltre che non aveva mai pensato di diventare ciò che diventò. Il governo messicano per cercare di placare ciò che effettivamente diventò Marcos fece di tutto per svelare la sua identità riducendo così la portata del suo messaggio. E si scoprì che era, sempre secondo Città del Messico, un professore di filosofia dell’Università pubblica, la Unam.

SUBCOMANDANTE MARCOS, LA STORIA

 

Subcomandante Marcos doveva essere  Rafael Sebastian Guillén, quarto di otto fratelli, nato a Tampico il 10 luglio 1957. Di origine spagnola, aveva due sorelle impegnate in politica nel partito di governo, il Pri, mentre i genitori possedevano alcuni negozi di mobili. Per un periodo visse in Europa e fu dipendente della catena di grandi magazzini “El Corte Inglés”, catena da cui venne licenziato perché vendeva prodotti sottocosto. A un certo punto, il cambio di vita. Il Subcomandante Marcos abbandona Città del Messico e l’Università per vivere con gli indios del Chapas all’estremo sud del Messico, al confine col Guatemala.

SUBCOMANDANTE MARCOS, LA “MODA” DELLA SINISTRA

La prima a fargli visita su Danielle Mitterand nel 1996. Al suo ritorno a Parigi alla domanda su chi ci fosse sotto il passamontagna rispose:

«Il mistero deve restare intatto, e essere rispettato. L’identità dell’uomo chiamato Marcos non ha importanza: qualunque cosa accada resterà sempre vivo»

 

Improvvisamente tutti divennero interessati al Subcomandante Marcos, sub in quanto sta “sotto” le persone che difende. Andarono in visita Gabriel García Márquez, Eduardo Galeano, Noam Chomsky e Fausto Bertinotti. Continua Omero Ciai:

A quei tempi Marcos interveniva su tutto e aveva relazioni epistolari con gli intellettuali di sinistra d’America e d’Europa iniziando sempre le sue lettere con una data molto evocativa che faceva sognare: «dalle montagne del sud est messicano». Pubblicava libri di favole per bambini e un romanzo poliziesco, scritto a quattro mani con Paco Taibo II, “Morti scomodi”.

Nel 2007 iniziò a perdersi tra la selva, complice anche una malattia all’apparato respiratorio tipica di quelle zone. Nel 2014 abbandona il nome “Subcomandante Marcos” e appare per l’ultima volta nel 2015 in occasione di una cerimonia dedicata al filosofo messicano Luis Villoro, suo amico. Galeano ha una figlia, Mariana, residente a Parigi, e una compagna, Silvia Fernandez, militante zapatista.