Youtopia: recensione, cambia la tua vita con un click!

Youtopia, diretto da Berardo Carboni con protagonista Matilda De Angelis, affronta il problema della rete e la possibilità che tutto si può avere e tutto può essere messo in vendita, anche la propria verginità.


Youtopia, parafrasando una commedia con Adam Sandler, abbiamo ironicamente modificato il titolo del manifesto che recitava “comprala con un click”,  con “cambia la tua vita con un click”. Il motivo è per sottolineare come  ormai la realtà della rete con tutti i suoi vantaggi (pochi a quanto pare) e svantaggi è riuscita a creare quello che fino pochi a pochi anni fa era solo  un futuro distopico, che potevate leggere in un romanzo di Fantascienza, la cui influenza sulle vite di ognuno sta andando ben oltre ogni previsione.
Di conseguenza il racconto di Berardo Carboni è fin troppo attuale. Il regista  ben coadiuvato da Matilda De Angelis  e Donatella Finocchiaro, rispettivamente figlia e madre nella pellicola e da un intenso Alessandro Haber, cui tocca lo scomodo ruolo di un noto farmacista, che proprio attraverso la rete soddisfa e scopre altre pulsioni, dando libero sfogo a tutte le sue fantasie, sino a voler comprare la verginità della protagonista.

La storia ci narra di  una famiglia normale composta da madre, figlia e nonna in chiare difficoltà economiche, alle prese con un possibile sfratto a causa dell’impossibilità di pagare le rate del mutuo. La figlia si esibisce in rete con spogliarelli piccanti, per avere un pò di soldi  che la famiglia non può dargli, un  chiaro riferimento al canale Cam4, piattaforma ormai di libero scambio e regolarizzata (in teoria) dove iscrivendosi si possono ricevere dei soldi per farsi “vedere” in rete. Una youtube per adulti, ma forse più perversa perché all’altra parte non trovate solide professioniste, ma in realtà rischiate di trovare anche la vostra vicina di casa o compagna di banco.
Il difetto o il pregio della pellicola è di cercare di raccontare più agli adulti che ai giovani, o giovanissimi, che ben sanno come funzionano le piattaforme in oggetto, il navigare in incognito, il deep web fonte di tutti i mali.

La costruzione della storia è molto solida, grazie anche alla bravissima Matilda De Angelis che si svela e si sveste per dare maggior risalto al suo personaggio , assieme ad un inquietante Haber, che grazie alla sua recitazione lascia intravedere un qualcosa di più oscuro e diverso, forse proprio generato dal mezzo di comunicazione, quando scopre grazie al suo assistente l’incantato mondo del deep web e la possibilità di comprare la verginità della protagonista: Matilde.
Matilde, vive a sua volta una realtà ed un amore totalmente virtuale grazie ad un gioco online , reso cinematograficamente con bellissime sequenza animate di Umberto Salerni e la grafica di Sheida Shahbaz.

Il risultato finale di tutta la pellicola è ben reso da una certa claustrofobia che ci porta  dentro  quell’irreale mondo che ogni giorno viviamo, spesso perdendoci perfino su un autobus, mentre guardiamo il nostro smartphone. E senza svelare oltre della trama ci troviamo di fronte ad un film che farà parlare e discutere su un problema di strettissima attualità che si allarga a macchia d’olio. Una situazione dove alla fine poche persone dominano sugli altri controllandoli, potendo comprare tutto o quasi, mentre dall’altra parte troviamo un’umanità quasi inerme di fronte al dilagare di questi nuovi mezzi di comunicazione. Per ricordare il sempre citato George Orwell del romanzo 1984 , tutto ha immaginato nel suo libro sul controllo totale da parte della dittatura del Grande Fratello, ma mai  avrebbe potuto immaginare che fossimo proprio noi a mettere le telecamere per farci controllare.
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