Steve Bannon: a Roma lo stratega di Trump ” è stata violata la sovranità dell’Italia”

Steve Bannon, 28 maggio 2018 lo stratega che ha fatto eleggere Trump, a dispetto di ogni previsione è giunto a Roma per un tour di incontri. Nell’ambito del programma del Centro Studi Americani ha tenuto una breve ma intensa e incendiaria conferenza.


Steve Bannon. Raramente parliamo di politica nel nostro contenitore, ma sicuramente l’occasione di incontrare il deus ex machina di Trump, colui che in un certo senso ha spostato gli equilibri mondiali, portando alla Casa Bianca contro ogni pronostico (tranne di chi vi scrive che l’aveva predetto) Donald Trump, era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.
Accompagnato da polemiche, arriva il suprematista bianco, razzista etc etc. in realtà la figura di Steve Bannon è molto più cristallina e oserei dire molto cordiale e simpatica. Non si è sottratto a nessuna domanda, neanche quando nella platea del centro congressi Eventi sito accanto a piazza di spagna, durante suoi strali contro la violazione della sovranità italiana e del voto del popolo italiano, vi è stata la reazione indignata di alcune persone del pubblico.
Ma in sostanza quello che un’americano, che conosce solo in parte il nostro sistema parlamentare ha potuto dire, giudicare e consigliare è stato semplicemente quello che ha sostenuto con Donald Trump, ovvero il ribaltamento di certi poteri consolidati, a favore di una maggiore sovranità popolare, che potrà non piacere ai “mercati” , ma come ha sottolineato lo stesso Bannon con una domanda “è fascista negare la volontà del 60% degli italiani?”.
Bannon fondatore della Breitbart News, grande stratega per Donald Trump, nel suo intervento a difeso ripetutamente il Presidente Statunitense, lasciando ben intendere che sono fin troppo amici, e il suo “allontanamento” è stata solo una scelta politica per evitare le polemiche che continuamente sono alimentate in un America che appare divisa, ma che in realtà galoppa con una economia sempre più forte e con una disoccupazione ai minimi storici.
In particolare Steve Bannon ha attaccato il gruppo del “partito di Davos”, ovvero il centro di potere dove ogni anno si decidono le sorti del mondo in un convegno che vede i potenti del mondo in tutti i campi riunirsi in un apparente e tranquillo convegno per discutere dei problemi mondiali. Davos è stato spesso additato ad esempio da esaltati, che lo hanno definito il centro di riunione degli illuminati o dei massoni che governano il mondo con fantasiose teorie da film. Sinceramente dobbiamo ammettere che sicuramente una piccola parte dei destini mondiali vengono decisi in questo convegno, che serve principalmente a rafforzare i contatti interpersonali.

Steve Bannon poi ha proseguito il suo lungo intervento parlando dell’ormai defunto governo Conte, senza entrare nella polemica dell’impeachment, come confermato da lui stesso di non poter giudicare visto che non conosce il diritto costituzionale italiano. Tuttavia lo stratega ha sottolineato come le prossime elezioni, ormai inevitabili a breve o medio termine, porteranno una valanga di voti ai populisti.
In riferimento al mancato governo Conte,  Steve Bannon ha detto senza mezzi termini:
“Ciò che è successo ieri è disgustoso, è stata violata la sovranità dell’Italia, a opera di poteri stranieri, media stranieri, capitali stranieri. l’Italia è in un momento storico perché il suo popolo ha voluto indietro il suo Paese, come gli inglesi lo hanno voluto con la Brexit. Ma invece gli è stata tolta la sovranità. E’ stato  rifiutato un governo scelto dal popolo con oltre il 60 per cento dei voti  per metterci un altro burocrate che arriva dal Fondo monetario internazionale. Inconcepibile“.
Senza dubbio Bannon è il maggior alleato della Lega e M5s, a dispetto magari delle sue idee o simpatieed ha proseguito: “E’ stato  fatto un passo indietro, i vostri due partiti  avevano messo da parte le loro differenze per formare un governo populista. Per fare un paragone è stato come mettere assieme Bernie Sanders e Donald Trump. Noi in America non ci siamo riusciti, voi in Italia stavate per riuscirci, anzi, c’eravate riusciti. Ma il governo del cambiamento è stato fermato”. Concludendo: “M5s e Lega devono continuare su questa strada. Se dovranno essere alleati formalmente o meno, lo decideranno loro, ma la strada giusta è quella del governo assieme. Berlusconi, che io considero un populista, un nazionalista, uno che ha messo la sua esperienza personale a disposizione, un persona che ha anticipato Donald Trump, ha fatto la scelta coraggiosa di mettersi da parte. Credo che potrà appoggiare questo governo dall’esterno, sono convinto che dopo le prossime elezioni nascerà contando su una maggioranza nettissima . Il partito di Davos, di Berlino, di Londra, di Wall Street non vuole un governo populista e nazionalista in Italia. E da qui alle prossime elezioni l’intensità degli attacchi, politici, giornalistici e finanziari aumenteranno. Ma  credo che per il partito di Davos sarà del tutto inutile. Aver impedito la nascita del governo Conte è stato fatale, segnerà la sua sconfitta“.
 

Senza dubbio nella platea intervenuta, fatta da giornalisti di settore, esperti e tanti altri, c’era chi sinceramente approvava, alcuni scherzando pensavano di mandare direttamente Lui a formare il governo, viceversa da parte di chi vi scrive è apparso invece ben chiaro come molte informazioni vengano in realtà profondamente distorte. A prescindere dalle vostre idee politiche o giudizio su Steve Bannon, la figura umana che ne è emersa è profondamente diversa da quella che alcuni definiscono con disprezzo un suprematista bianco, ignorando il fatto che gran parte del successo di Trump è stato costruito con i voti di tutti anche dei neri, e che lo stratega è stato in grado di intercettare quel cambiamento da parte di gran parte della popolazione americana, che non vive affatto nel lusso, ma che ha pensato bene di mandare un miliardario esperto, che ha fatto bei programmi televisivi alla Casa Bianca. Se poi vi ricorda la storia di Berlusconi, purtroppo noi italiani nel bene o nel male siamo stati sempre i primi ad anticipare certe “situazioni”  vedi Mussolini – Hitler. Ma se ritenete che Bannon sia una specie di ambasciatore del male inviato in forma nascosta dall’Imperatore dell’Impero USA in stile Star Wars, non avete affatto chiaro il quadro mondiale e forse guardate troppi film. La storia come sempre ci darà la sua severa lezione, ma a mio giudizio personale Steve Bannon mi ricorda più un bonaccione americano con cui fare un’ottimo barbecue assieme.

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