Grey’s Anatomy 14×19 – Recensione: Alex Karev, tutto il resto è noia

Il diciannovesimo episodio di Grey’s Anatomy 14 è andato in onda. E la noia si è impossessata di me dal primo all’ultimo secondo. Fatta eccezione per Alex, April e lo sguardo di Richard Webber. 

Un nuovo episodio di Grey’s Anatomy che, lasciatemelo dire, non ha scaturito in me nessuna emozione per la maggior parte del tempo. Jackson e Maggie continuano a parlare, baciarsi, farmi venire il mal di stomaco e l’orticaria. Una specializzanda di cui ho imparato il nome solo negli ultimi episodi di Grey’s Anatomy è andata via, a Zurigo, dove c’è Cristina. Alex ha dovuto lasciar andare Kimmie, April ha aiutato la bambina di Matthew. Richard Webber ha detto addio alla sua Ollie tra le sue lacrime e le mie.
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L’argomento trattato in questo nuovo episodi di Grey’s Anatomy 14, è l’immigrazione. La realtà viene ancora trasportata in Grey’s Anatomy, ma la protagonista del tema non funziona. Nessuna emozione per l’addio di Sam Bello, forse solo la speranza che portasse Maggie con sé. Un agente dell’immigrazione è arrivato al Grey Sloan perché la nuova specializzanda ha infranto la legge passando con il semaforo rosso. E’ questo il motivo per cui dovrà tornare nel suo paese.
Meredith e la Bailey cercano una soluzione. Jo riesce a strapparmi un sorriso con le sue indicazioni che includono un cadavere, un cambio di identità e un certificato di morte. Ma lei ha l’uomo giusto. Sam però non ha intenzione di cambiare la sua vita, quel passato e quel futuro che ha costruito passo dopo passo. Ed è questo che mi colpisce in questo episodio di Grey’s Anatomy. Stupide regole. Una persona deve rinunciare a ciò che ha costruito nella sua vita per una stupida regola. Ma per lei, per Sam, nessuna emozione. Sorry Shonda. Non ha funzionato questa volta.
Matthew torna in ospedale in questo episodio di Grey’s Anatomy 14. La sua bambina ha un ritardo nella crescita. April resta in disparte, cerca di capire cose sta accadendo senza mai avvicinarsi troppo. Ma qualcosa dentro di lei le dice che è un altro, e non il cuore, il motivo per cui Ruby sta male. L’istinto di una mamma, l’istinto della Dr. April Kepner. E mentre i minuti scorrono non posso fare a meno di pensare a quanto mi mancherà, a quale errore abbia commesso Shonda Rhimes nel creare i Jaggie e mandare via due personaggi come April e Arizona. Ancora una volta, orticaria e senso di vomito.
Grey's Anatomy
Il 19esimo episodio di Grey’s Anatomy 14 ci porta accanto a Richard Webber. Poche sono le parole che vengono pronunciate da quest’uomo fermo al capezzale della donna che gli ha salvato la vita un numero infinito di volte. Ma i suoi occhi parlano per lui. Quegli occhi colmi di lacrime quando Ollie ha esalato l’ultimo respiro. Richard l’ha lasciata andare. Ma starà bene, per lei, per tutto ciò che ha fatto per lui. Per onorare la sua memoria. Questo è il Grey’s Anatomy che vorrei.
Invece abbiamo Maggie che, ancora una volta, fa nascere in me quell’istinto suicida che non credevo di avere. Dopo aver evitato Jackson perché April lo ha baciato, perché lui ha cercato di proteggerla, i due decidono di formicare sul divano del Dr. Avery mentre io continuo a coprirmi gli occhi e a pensare che solo Lexie Grey può capirmi.
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Intanto, Zurigo… Cristina Yank. Le labbra di Meredith pronunciano poche parole, e milioni di ricordi mi scorrono davanti agli occhi. Ma poi torna Maggie Candy Candy, Jackson che si è bevuto il cervello insieme a Shonda Rhimes e Sam Bello che sta per partire mentre io spero che prima o poi arrivi qualcuno o qualcosa ad emozionarmi. Ma per questo, c’è Alex Karev.

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