Chicago Fire 7×15 – Recensione: Joe Cruz sotto copertura

Il nuovo crossover One Chicago ha inizio con il 15esimo episodio di Chicago Fire 7 e con Joe Cruz sotto copertura.

Grissom è tornato alla Caserma 51 riportando Severide indietro nel tempo, ma con rabbia e rancore. Stella sembra essere pronta ad andare avanti sotti gli occhi di Kelly che continua a guardarla, proprio come Casey che osserva il suo migliore amico da lontano, pronto in qualsiasi momento a quel sigaro, a quella tradizione che è parte di Chicago Fire. Intanto, sotto richieste di Hank Voight, Joe Cruz va sotto copertura per scoprire se c’è un vigile del fuoco dietro la rapine che colpiscono gli appartamenti ogni 72 ore.

Chicago Fire e Chicago PD si incontrano per poco in questa prima parte del nuovo crossover One Chicago. Hank Voight, accompagnato da Jay Halstead e Hailey Upton, arriva alla Caserma di Wallace Boden pochi minuti dopo l’inizio del nuovo episodio di Chicago Fire. Una serie di rapine sta colpendo la città di Chicago, e il corpo dei vigili del fuoco potrebbe essere collegato. Ma insieme a Voight c’è un altro volto che preferiremmo non dover vedere, proprio come Severide.

Chicago Fire

Tutto quello che sappiamo per il momento è che Voight ha dei sospetti, ma ha bisogno di qualcuno di fidato che lo aiuto a capire se è sulla strada giusta. E chi meglio di Joe Cruz? Sinceramente? Chiunque altro…

Joe, nonostante le prime remore, nonostante il parere contrario di Severide legato forse più all’apparizione di Grissom che all’incarico in sé, decide di aiutare il sergente dell’Intelligence e il corpo dei vigili del fuoco a gettare fuori le mele marce. Ma ogni movimento lo mette in pericolo mentre noi ci consumiamo nell’ansia e nella paura. Ogni tentativo di scoprire chi c’è dietro le rapine, lo porta a scoprirsi di più. Insomma, senza offesa, ma andare sotto copertura non è un lavoro da Joe Cruz. Sorry.

Chicago Fire

E la goccia che fa traboccare il vaso arriva negli ultimi minuti del nuovo episodio di Chicago Fire. Cruz perde il cellulare la sera precedente, quando riesce a capire chi c’è dietro le rapine. O almeno così sembra. E invece di provare ad andare via, invece di mantenere il silenzio su quale sia il suo scopo, decide di affrontare un ragazzo disperato che farebbe qualsiasi cosa pur di non essere scoperto.

Chicago Fire

Severide ha ragione. Joe Cruz è un vigile del fuoco insostituibile. Ma il suo viso e le sue espressioni sono un libro aperto. Pessima combinazione quando lavori sotto copertura.

Intanto Kelly Severide e Stella Kidd mi emozionano e mi gettano nella disperazione nello stesso momento. Affermare che i due sono andati avanti sarebbe un errore. Kelly prova ancora qualcosa, Stella trova difficoltà ad andare avanti con la sua vita. Almeno fino a quando un altro bell’imbusto non arriva diventando un nuovo ostacolo ad un ritorno di fiamma.

Andate a pagina due per la seconda parte della recensione di Chicago Fire

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