Sondaggi politici, dopo il voto Renzi resiste. Pd al 35%. M5S al 22

di Donato De Sena | 11/06/2015

sondaggi politici

Nonostante Elezioni Regionali dall’esito non pienamente soddisfacente il Pd nei sondaggi conserva un ampio margine sugli avversari, perdendo in media solo un punto e mezzo rispetto al mese scorso. Movimento 5 Stelle e Lega Nord, intanto, salgono di un punto. Sono queste le principali tendenze che emergono dal confronto dei sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani pubblicati dai principali istituti demoscopici nei primi giorni del mese di giugno.

 

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SONDAGGI POLITICI, PD IN FLESSIONE, AL 34,7% –

Stando ai dati diffusi da 8 diversi autori (Emg, Ixè, Swg, Ipsos, Istituto Piepoli, Euromedia Research, Lorien Consulting e Datamedia Ricerche) il Partito Democratico, dopo il 5 a 2 delle Regionali si attesta mediamente al 34,7% del consenso, circa un punto e mezzo più su del 36,1% di media che avevamo rilevato invece il 14 maggio, 24 ore prima che scattasse il divieto di pubblicazione. Si tratta di un dato piuttosto positivo per i Democratici, anche in virtù della cocente sconfitta in Liguria, regione dove la coalizione di centrosinistra era data fino all’ultimo per favorita.

SONDAGGI POLITICI: M5S IN SALITA, OLTRE IL 22% –

È positivo, ovviamente, anche il dato di chi cresce ed esce dalle Regionali con un dato migliore rispetto alle votazioni di 5 anni fa, ovvero il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord. Il partito di Beppe Grillo, che nell’ultima campagna elettorale non è stato trainato dal comico genovese e che non ha potuto sfruttare la concomitanza con elezioni nazionali come Politiche ed Europee, il 31 maggio si è avvicinato al 20%. Ora, nei sondaggi che non tengono conto di coalizioni minori e di piccole e grandi liste civiche, viene invece segnalato in media al 22,3% dei consensi, circa un punto in più del 21,4% rilevato quattro settimane fa.

SONDAGGI POLITICI: FI PRECIPITA ANCORA, AL 12% –

Un simile passo in avanti è quello compiuto dalla Lega Nord, che, dopo il 6,2% delle Europee del 25 maggio 2014, sembra non aver ancora cessato la sua ascesa. Il Carroccio, 14,3% di media al 14 maggio, viene oggi indicato nei sondaggi al 15,3% e continua ad erodere consenso al centrodestra berlusconiano e, probabilmente, anche ai centristi di Ncd e Udc. Forza Italia, orfana del suo Cavaliere (poco presente nel dibattito pubblico), non appare affatto rinvigorita dal successo di Giovanni Toti in Liguria e scende ad un nuovo minimo storico: il 12%. Ncd e Udc, intanto, insieme, non vanno oltre il 3,3% (in linea con il dato di 4 settimane fa) e vedono inevitabilmente diminuire anche il proprio peso specifico all’interno della maggioranza di governo.

SONDAGGI POLITICI: CIVATI E LANDINI AL 3,4% –

Chi sembra reggere benissimo nel centrodestra è invece Fratelli d’Italia, che segue una linea politica vicina a quella della Lega. Il partito di Giorgia Meloni (3,7% alle Europee e nei sondaggi pre-Regionali) è ora stimato in media al 4,3% dei voti, più in alto di Pippo Civati e Maurizio Landini. Secondo Euromedia, infatti, il nuovo movimento dell’ex deputato Pd, Possibile, e la coalizione sociale promossa al segretario della Fiom, otterrebbero insieme, se si votasse oggi, solo il 3,4% delle preferenze. Dunque, a sinistra del Pd – dato evidente – c’è ancora troppa frammentazione. Anche questo per Renzi è segnale molto positivo.

(Foto di copertina: Ansa / Claudio Onorati . Tabella: Giornalettismo)