L’accusa degli Usa: in Siria detenuti impiccati e bruciati nei forni

di Redazione | 16/05/2017

forni crematori

In Siria, nel carcere mlitare di Sednaya, ogni giorno 50 detenuti sono stati impiccati e bruciati. Un forno crematorio è stato costruito appositamente per far sparire i corpi. È quanto sostenuto ieri in conferenza stampa da Stuart Jones, responsabile del Dipartimento di Stato americano per il Medio Oriente. Gli Usa avrebbero dunque in mano le prove dell’esistenza di una fornace nella prigione.

 

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USA: IN SIRIA OPPOSITORI NEI FORNI CREMATORI

Le foto satellitari mostrerebbero anche come dal 2013 in poi siano state effettuate delle modifiche strutturali al carcere per rendere «sempre più sistematica l’eliminazione» degli oppositori al regime di Bashar al Assad. Scrive Marta Serafini sul Corriere della Sera:

«Oltre alle fosse comuni è stato creato un forno crematorio», è stata la spiegazione. Un orrore che si va ad aggiungere alla dettagliata denuncia fatta in febbraio da Amnesty International che in un rapporto ha parlato di oltre 13 mila morti in 4 anni. Torture, umiliazioni di ogni tipo e deprivazione sistematica di ogni diritto. Sednaya non è solo un piccolo villaggio cristiano, noto per un antico monastero e le sue reliquie. Per i siriani è sinonimo di morte. Chi è riuscito a uscire vivo da lì ha raccontato cose terribili. «Quando ci dissero che saremmo andati lì cominciammo a piangere. E non smettemmo per tutto il tragitto», ha spiegato al Corriere la scorsa estate uno dei sopravvissuti, Mounir. Appena arrivati nella cittadina lui e i suoi compagni sono stati fatti denudare e picchiati duramente.

Le esecuzioni avvenivano due volte alla settimana, di notte. Dal rapporto di Amnesty emerge che la pratica sarebbe stata tenuta segreta e praticata tra settembre 2011 e dicembre 2015. Ma potrebbe essere ancora in vigore.

Ma gli Usa non accusano la Siria non riguarda solo la prigione di Sednaya, costruita negli anni ’80 con quello di Palmira. Il regime avrebbe raggiunto «nuovi livelli di depravazione». Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca, ha tuonato: «La Siria non sarà sicura finché Assad sarà al potere».

(Foto da archivio Ansa. Credit: DigitalGlobe via ZUMA Wire)