Il sindaco di Pontinvrea autore del post sulla Boldrini e gli stupratori di Rimini querela Mentana

di Redazione | 09/09/2017

sindaco di Pontinvrea

Il sindaco di Pontinvrea, Matteo Camiciottoli, ha annunciato la querela nei confronti di Mentana. Il direttore del Tg La7 aveva commentato il post in cui il primo cittadino leghista suggeriva «i domiciliari a casa della Boldrini per gli stupratori di Rimini» dicendo: «Sei un cretino, anche se fai il sindaco». «Ho provveduto a querelare il direttore perché come giornalista doveva limitarsi a riportare la notizia evitando un commento del tutto fuori luogo e non consono alla posizione che ricopre», ha scritto il leghista Camiciottoli in una nota.

IL SINDACO DI PONTINVREA QUERELA MENTANA

Il sindaco di Pontinvrea, un Comune in provincia di Savona, ha fatto sapere: «Lunedì mattina andrò in procura a Genova insieme al mio avvocato Marco Mori a depositare la querela verso il direttore Mentana, dopodiché aspetteremo di poter dar vita ai giardinetti per bambini `Enrico Mentana´ a Pontinvrea». È evidentemente convinto che riuscirà a ottenere un risarcimento. Intanto la Procura di Savona sta indagando sul post in cui Camiciottoli ha scritto: «Potremmo dare loro gli arresti domiciliari a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso…». E il sindaco di Pontinvrea ha dovuto dimettersi dal ruolo di coordinatore dei Piccoli Comuni della Liguria che ricopriva nell’Anci. L’associazione nazionale dei Comuni italiani, infatti, non ha per niente gradito la frase sulla presidente della Camera.

LA REAZIONE DI MENTANA ALLA QUERELA DEL SINDACO DI PONTINVREA

All’annuncio della querela, Mentana ha ribattuto tranquillo: «Per carità, tutti hanno il diritto di querelare. Ma vorrei che si ricordasse cosa ha scritto su Facebook il sindaco di Pontinvrea. Dovrebbe scusarsi e vergognarsi. E forse rispettare un congruo periodo di silenzio». Il direttore del Tg La 7 ha definito Camiciottoli, oltre che cretino, anche un «leone da tastiera», spiegando in un commento al suo post che «Fingere indignazione per la violenza su una donna per poi auspicare per dileggio la stessa violenza su un’altra donna, anche fosse la più odiata, non ha nessuna possibilità di giustificazione».