Scuola: ecco come sono state assegnate le destinazioni

di Redazione | 04/09/2015

Buona Scuola

Scuola,

tra polemiche sulla mobilità, speranza e rassegnazione sono state assegnate le destinazioni a circa 16mila precari che avranno tempo fino all’11 settembre per decidere se accettare le proposte di assunzione. Ma qual è stato il meccanismo utilizzato dal sistema informatico del ministero dell’Istruzione? Lo ha spiegato il “Messaggero“, ricordando come si sia utilizzato un algoritmo che ha tenuto i «precari con il fiato sospeso fino alla mezzanotte tra l’1 e il 2 settembre».

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SCUOLA, ECCO COME FUNZIONAVA L’ALGORITMO –

Per 7mila di loro sarà necessario spostarsi, in quanto hanno ottenuto la cattedra, ma in una regione diversa. Si tratta di docenti che lasceranno le regioni del Sud per trasferirsi al Nord. In realtà, non una novità dato che già lo scorso anno per l’aggiornamento delle graduatorie sono state 7.700 le persone iscritte che hanno chiesto di spostarsi dalle province del meridione a quelle del settentrione. Tradotto, quello della mobilità dei docenti non è un fenomeno nuovo. C’è però una differenza, come si legge sul quotidiano romano:

«La novità però sta nel fatto che, fino allo scorso anno, la scelta di cambiare vita era nelle mani dei precari. Ora invece sta tutta nei calcoli dell’ormai famigerato algoritmo. La partecipazione, comunque, c’è stata. Per sapere invece quanto sarà alto il gradimento non resta che aspettare la mezzanotte dell’11 settembre quando al Miur si saprà il numero di coloro che, volenti o nolenti, accetteranno la cattedra. E questi sono i giorni più caldi per la scelta».

SCUOLA, LE ASSUNZIONI E L’ALGORITMO CHE HA ASSEGNATO LE DESTINAZIONI DEI DOCENTI –

Ma come funzionava l’algoritmo? Nulla è stato lasciato al caso. Quindi, non è stata certo una lotteria, nonostante per molti precari l’impressione sia stata quella di dover sperare nella buona sorte:

«L’algoritmo, messo a punto dal Miur con il lavoro di un team di esperti legali e informatici, è stato testato con le simulazioni prima delle candidature per verificarne il possibile impatto. Appurata la robustezza, è stato abilitato a metter mano al futuro dei precari. Procedendo per step precisi: la prima differenziazione è tra gli iscritti nelle graduatorie di merito e quelli delle graduatorie ad esaurimento. A quel punto è stato preso in considerazione il punteggio in lista per poi incrociarlo con la preferenza della provincia, scorrendo le varie posizioni fino a 100. Il meccanismo è simile a quello delle assunzioni da graduatorie ma su scala nazionale. Nel migliore dei casi, infatti, i due valori del punteggio e della provincia si incontrano rispettando la necessità del precario. Altrimenti prevale la necessità della scuola. E il docente dovrà andare dove serve la sua professionalità», ha spiegato il quotidiano romano.