Salvini mette alla gogna mediatica le manifestanti ‘Sardine’ scatenando l’orda di insulti sessisti

di Enzo Boldi | 19/11/2019

Sardine

Il canovaccio era già scritto e non si trattava di una ‘prima’. Ancora una volta Matteo Salvini (o chi per lui, aka il suo vasto staff che cura la sua comunicazione social) ha scelto un obiettivo da dare in pasto agli animali presenti in rete. Ovviamente, visti i risultati certificati dalla piazza, il mirino è stato messo sulle Sardine, il movimento nato a Bologna che ha riempito prima la piazza del capoluogo dell’Emilia Romagna e poi quella di Modena. Le orde di commenti volgari e insulti sessisti – conditi dall’immancabile body shaming da parte dei filiformi leghisti – erano servite su un piatto d’argento.

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E l’obiettivo, come spesso capita (fin dai tempi delle polemiche a distanza con Laura Boldrini), sono sempre le donne, colpite perché ritenute sesso debole da chi non ha ancora capito nulla di come non esista differenza e pari dignità tra i generi. Eppure ecco che, anche questa volta, quella foto – con al centro Silvia Benaglia, assessore Pd al comune di Pianoro (in provincia di Bologna) – diventa la solita occasione per aprire i porti allo schifo e alla frustrazione di alcuni seguaci del leghista.

Le Sardine messe alla gogna mediatica da Salvini

Il tutto per sottolineare cosa? Che gli ideali scesi in piazza a Bologna e Modena siano di sinistra. Di certo non serviva uno scienziato per immaginare che chi protesta contro Salvini non abbia in mente il suo stesso modo di intendere la politica e il sociale. Insomma, è stata la classica occasione per dire un’ovvietà per alimentare odio nei confronti del ‘nemico del giorno’. Ed ecco che la rete (questa è una rapida raccolta dei tantissimi messaggi presenti sotto al post di Salvini contro le Sardine) diventa la pattumiera di questi scarti non riciclabili.

Le responsabilità di chi pubblica e sa già come andrà a finire

Come al solito, abbiamo scelto di oscurare i nomi (e in alcuni casi le fotografie per via della presenza di minori) perché l’obiettivo è denunciare questi atteggiamenti e non le singole persone, per non mettersi alla loro stessa stregua. Detto ciò, appare evidente che Matteo Salvini (o chi cura i social per lui) o non abbia imparato niente dal passato, oppure giochi fortemente su questa volontà di stuzzicare e aizzare. La risposta, visti i precedenti, sembra essere piuttosto palese.

(foto di copertina: da profilo Facebook di Matteo Salvini + commenti al post)