Le lacrime di Sarah Maestri che non può adottare la sua Alesia, bloccata in Bielorussia da anni | VIDEO

23/03/2017 di Redazione

Sarah Maestri, attrice e produttrice cinematografica luinese, ha preso parte a una conferenza stampa a Montecitorio voluta da alcuni deputati Pd per dar voce al dramma delle mamme e dei papà che non possono abbracciare i bambini dati loro in adozione. Sara ha una figlia, Alesia, bloccata in orfanatrofio da anni. La piccola, di 14 anni, aspetta solo di raggiungere quella che oramai a tutti gli effetti è la sua mamma. E in questa situazione si trovano circa un centinaio di famiglie in Italia.

guarda il video: 

(video Noemi La Barbera/alaNEWS)

Il decreto di idoneità di Sarah – spiega Varese News che ricostruisce la vicenda – è del giugno 2015 eppure, nonostante tutto ciò, sia lei che altre famiglie, non possono concludere l’iter dell’adozione internazionale.
«Non voglio entrare in questa guerra – ha spiegato l’attrice luinese alla testata – ma insieme ad altri abbiamo voluto scrivere una lettera, sottoscritta da centinaia di famiglie in attesa di adozione, al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (di fatto oggi presidente della Commissione adozioni internazionali in attesa della nuova nomina, ndr) per sbloccare questa situazione di stallo».

ADOZIONI INTERNAZIONALI BLOCCATE: IL DRAMMA DI CAI

Cosa è successo? Alla Cai c’è un po’ di confusione. Il mandato della vice Presidente Silvia Della Monica è scaduto il 14 febbraio ma il nuovo presidente non è stato ancora eletto. «Una famiglia che adotta ha bisogno del sostegno di tutti, anche se – ha detto oggi l’attrice commossa – ora non sono più fiduciosa, ma devo esserlo per mia figlia che oggi ha 14 anni e a cui è già stata rubata l’infanzia». Alesia aveva 8 anni quando è arrivata in Italia la prima volta, tramite un progetto di risanamento della Puer, nato dopo lo scoppio della centrale di Chernobyl.  Dopo esami e verifica l’adottabilità è arrivata nel 2015. C’è un problema però. Spiega Varese news:

L’elenco dei bambini adottabili, infatti, si è fermato nel 2015 a pochi nomi da quello della piccola e l’Italia non ha ancora provveduto, tramite la Cai, ad inoltrare la successiva lista di famiglie che chiedono di adottare i loro figli. Da due anni entrambe attendono questo elenco mentre la bambina è diventata adolescente.

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