Sai quanto devi lavorare per pagare gli sprechi dello Stato?

di Redazione | 09/06/2015

Pubblico spreco

Pur essendo tra gli stati europei con la più alta pressione fiscale, l’Italia non sempre utilizza nel modo migliore i fondi raccolti tra i cittadini. Sky TG24 HD fa luce sugli sprechi sia nel bilancio statale che in quelli regionali e locali. L’inchiesta “Pubblico Spreco” va in onda da mercoledì 10 giugno alle ore 20.25 (in replica alle 23 e alle 14 di giovedì 11 giugno) sui canali 100 e 500 di Sky e in chiaro sul Canale 27 del digitale terrestre.

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SPRECHI DELLO STATO: TUTTE LE STORIE – Sky ha stimato a quanto ammonta questo spreco e individuato il “Giorno della liberazione dagli sprechi”, ovvero il giorno dell’anno in cui i cittadini smettono di lavorare solo per pagare gli sperperi dell’amministrazione pubblica. Per oltre un mese ogni anno, ed esattamente fino al 5 febbraio, gli italiani lavorano solo per fornire allo Stato fondi che vengono sprecati.
Con il Direttore Sarah Varetto, le telecamere di Sky TG24 compiono un viaggio da nord a sud, con sette storie emblematiche di cattiva gestione dei fondi.
Si inizia dalla Calabria, con la vicenda di lavoratori inutilizzati. Sono i dipendenti di Calabria Verde, azienda in cui la Regione ha riunito tutte le forze forestali. A un anno dalla sua nascita, molti impiegati sono ancora in attesa di ricevere una mansione e vengono pagati mentre non fanno di fatto nulla.
Lo spreco pubblico c’è anche nelle piccole realtà, come accade nei comuni di Priolo e Gela, in Sicilia, dove, tra i primi atti delle nuove amministrazioni elette, ci sono stati gli aumenti dei compensi per i rappresentanti e il forte aumento del numero di riunioni delle varie commissioni. Il gioco sta tutto nei gettoni di presenza.

DALL’INAIL A NAPOLI: LA MAPPA DEGLI SPRECHI – A Roma gli Enti Pubblici sono obbligati a vendere i propri palazzi in base alle normative del 2004, sono però costretti a pagare affitti che la stessa Corte dei Conti ha definito “fuori mercato”. Il servizio riprende l’ Inail e la sua sede nel quartiere Prati di Roma.
A Napoli vince la cattiva gestione dei fondi europei. La città non ha ancora speso, per lungaggini dell’amministrazione pubblica, le risorse che la Ue le aveva accordato nel 2007.
La rivalutazione del centro storico e dell’area portuale rischia di perdere i fondi: entro il 2015 buona parte dei 300 milioni disponibili potrebbe tornare a Bruxelles.
I reportage, a cura di Andrea Bignami, sono stati realizzati da Laura Ceccherini, Francesca Cersosimo, Paolo Chiariello, Manuela Iatì, Carlo Imbimbo e Fabio Vitale.