Putin ha comprato i Mondiali del 2018 con un quadro di Picasso?

di Redazione | 28/12/2015

Russia 2018

Russia 2018

, il presidente del comitato organizzatore dei Mondiali in Russia Alexey Sorokin ha smentito categoricamente l’indiscrezione secondo cui l’assegnazione dell’evento sportivo più importante sia stata falsata dalla corruzione dei vertici di Fifa e Uefa.

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Da diverso tempo circolano informazioni sulla corruzione che avrebbe portato i Mondiali di calcio del 2018 e del 2022 in Russia e in Qatar. L’assegnazione dei Mondiali a due delle maggiori potenze esportatrici di gas e petrolio aveva sollevato da subito più di un dubbio, in particolare per il clima pressoché impossibile per un evento sportivo del Qatar. Il Sunday Times di Londra aveva diffuso particolari scabrosi in merito alla decisione della Fifa, rimarcando come Michel Platini avrebbe ricevuto un quadro di Picasso da funzionari sportivi della Russia. Anche a un altro dirigente della Fifa, il belga Michel D’Hooghe, sarebbe stato regalato un dipinto di valore prima della votazione per l’assegnazione sui Mondiali. Queste accuse sono state smentite con forza dal presidente del comitato organizzatore di Russia 2018, Alexey Sorokin, nel corso di un’intervista a Die Welt. Il dirigente sportivo definisce accuse e divertenti queste accuse, sottolineando come si facciano battute sulla storia di Picasso visto quanto sia divertente. “Non è semplicemente vero. Platini non ha ricevuto alcun quadro di Picasso”. Sorokin smentisce inoltre che ci sia stato un accordo economico Amos Adamu, dirigente calcistico nigeriano che ha votato nel Board della Fifa in occasione dell’assegnazione dei Mondiali.

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Die Welt ha rimarcato nell’intervista con Sorokin come ci siano diversi fatti che corroborino presunti sospetti su Russia 2018. Uno di questi riguarda uno dei leader del calcio tedesco, Franz Beckenbauer, che dopo l’assegnazione dei Mondiali ha firmato un contratto di sponsorizzazione con Gazprom. Per Alexey Sorokin l’intesa economica sarebbe una faccenda che riguarda unicamente Beckenbauer e la più grande azienda russa, a controllo statale. Allo stesso tempo le dichiarazioni di Blatter sulla pressoché certa assegnazione dei Mondiali a Mosca, fatte alcuni mesi prima, sono smussate dal capo del comitato organizzatore di Russia 2018 come una sottolineatura del vasto consenso della candidatura. Alexey Sorokin ha inoltre sottolineato nell’intervista di non comprendere i motivi per cui la Russia sia citata nell’inchiesta sulla corruzione nella Fifa in corso in Svizzera come negli Stati Uniti, indagine che il dirigente evidenzia di non comprendere. L’allarme terrorismo non preoccupa Sorokin, che spiega come le autorità di Mosca metteranno in campo ogni strategia possibile per spegnere ogni eventuale minaccia.

Photo credit: OLGA MALTSEVA/AFP/Getty Images