La reazione di Raffaele Sollecito dopo la puntata di Storie Maledette con Rudy Guede

di Redazione | 22/01/2016

Rudy Guede a Storie Maledette

«Guardano una trasmissione in tv che mischia verità e invenzioni poi omettono qualcos’altro ed il gioco è fatto. Adesso pensano tutti di sapere tutto». È con queste parole che sulla sua bacheca Facebook Raffaele Sollecito (insieme ad Amanda Knox accusato dell’omicidio di Meredith Kercher e lo scorso marzo assolto in Cassazione per «mancanza di prove») interviene in una discussione sull’intervista rilasciata per il programma di Raitre ‘Storie maledette’ da Rudy Guede, l’unico condannato per il delitto avvenuto il primo novembre 2007 a Perugia.

RUDY GUEDE A STORIE MALEDETTE, SOLLECITO: «MISCHIATE VERITÀ E INVENZIONI, LA LEOSINI HA OMESSO FATTI CARDINE»

Guede (condannato con rito abbreviato a 16 per concorso in omicidio) ha parlato per la prima volta pubblicamente del caso Meredith, dopo 8 anni di silenzio, in un’intervista rilasciata a Franca Leosini (andata in onda ieri sera) in cui nega ogni sua responsabilità: «Non sono stato io – ha detto –. Non è stata trovata alcuna traccia di mio dna sul coltello con il quale Meredith è stata uccisa. E anche la simulazione del furto nella casa conferma quello che dico. Sul sasso lanciato per rompere la finestra non ci sono le mie impronte. Come avrei fatto a cancellarle?». I legali di Sollecito, prima della messa in onda, avevano diffidato la Rai dalla trasmissione, sostenendo che dal 2007 ad oggi il ragazzo pugliese «ha già subito danni enormi per le ingiuste accuse.

Con la messa in onda dell’intervista si è poi alimentato un nuovo dibattito sui social network, tra colpevolisti e innocentisti. Ed è cominciata una discussione (con oltre 150 messaggi postati) anche sul diario Facebook di Sollecito. Che ha affermato: «La Leosini ha omesso dei fatti cardine solo per cercare di riscattare l’immagine di Guede a scapito di altri. Non è giustificabile, purtroppo mi rammarica». Sollecito ha anche risposto alle accuse di altri utenti. «La Leosini – ha scritto uno di loro – fa il suo lavoro e lo fa bene. È giusto sentire tutte le campane, anche quelle che non hanno mai suonato». «Le campane – è stata la risposta di Sollecito – dovrebbero suonare anche in tribunale quando chiamate a rispondere, non solo dove fa comodo suonare facendo leva sull’ignoranza»: E ancora: «Diversi punti cruciali sono stati omessi e lanciati nell’oblio senza un motivo, se non quello di ricostruire l’immagine del Guede. Ognuno fa quello che crede, ma se si calpestano le persone innocenti, allora ognuno si assume le proprie responsabilità».

Ma cosa non ha gradito Sollecito? Lui non lo spiega. Ma qualche idea possiamo farcela riportando un commendo dell’amico Fb che ha postato sulla bacheca un nuovo stato, dal quale è poi partita la discussione. «A tutti quelli che commentano senza conoscere ricordo – è uno dei commenti di Francesco – che nella stanza del delitto c’erano solo impronte e dna di due persone: Meredith e Guede. Che Guede dopo il delitto è fuggito in Germania. Che aveva la mano destra piena di tagli. Che era stato trovato con la refurtiva di un furto commesso dopo essersi arrampicato e aver sfondato il vetro di una finestra, stessa modalità utilizzata nella casa del delitto. Che ha accusato due innocenti ed ha vigliaccamente tirato in ballo il razzismo pur di non pagare per il barbaro omicidio commesso».

(Immagine di copertina da: Rai.tv)