Locale assaltato dagli ultrà del Milan: «Pensavamo fosse un attentato terroristico»

di Redazione | 23/05/2016

Assalto ultrà Milan

«Abbiamo pensato fosse un attentato terroristico». «C’era sangue dappertutto  clienti che si riparavano in cucina». È il racconto al quotidiano Il Messaggero di Elvis Zucca, titolare del Jat Lag, il locale romano assaltato sabato notte dai tifosi del Milan dopo la finale di Coppa Italia disputata allo Stadio Olimpico tra rossoneri e Juventus. Nel locale di Prati (via Leone IV) si stava festeggiando un compleanno. Poi è giunta un’«orda di barbari». I commercianti vicini sono stati costretti ad abbassare le serrande. Due persone sono state ferite. Scrive Raffaella Troili:

E’ l’una quando il bus con a bordo gli ultrà rossoneri si ferma all’altezza dell’incrocio con viale delle Milizie. «Sono scesi dal pullman e hanno iniziato a caricare, ad aggredire tutti i presenti. Ma nessuno li aveva offesi, non so perché l’hanno fatto. Erano tanti, un centinaio o poco meno. Io ero al bancone a preparare i cocktail. Li ho visti entrare ed assalire tutti, c’era ancora gente che cenava, hanno scatenato il panico».
Nel bel locale, dove giovani e meno giovani fanno tardi fino a notte, e ristrutturato da poco, è entrata una mandria di violenti. «I clienti urlavano tutti, li ho fatti rifugiare dietro, in cucina, il locale era un bagno di sangue, si è scatenato il panico: chi si nascondeva, chi scappava, chi gridava, quelli avevano spranghe, coltelli, lanciavano tavoli e sedie, assalivano a caso». E a caso hanno ferito due clienti abituali, soprattutto Gianluca Messineo, 27 anni, attore conosciuto col cognome d’arte Macrì.

«Stava in piedi come tanti altri, stava festeggiando un compleanno con gli amici, erano fuori come succede sempre a una certa ora, tutti i sabati» racconta Elvis. «Sono corsi dentro, quelli erano dei barbari, Gianluca ha rischiato molto, è in terapia intensiva, la lama si è fermata a 5 millimetri dall’aorta». Come l’altro aggredito, Alessandro Palmieri, 40 anni. «E’ del nord, di Bologna, viene amangiare da noi due volte all’anno, stava per conto suo, non conosce nessuno,nemmeno s’intende di calcio, purtroppo si trovava all’ingresso, indifeso, l’hanno accoltellato all’addome».

(Foto di copertina: ANSA / ANGELO CARCONI)